30 Maggio Mag 2013 1530 30 maggio 2013

Spence: «Questo sarà il futuro della globalizzazione»

I rapporti fra paesi emergenti e globalizzati sono destinati a cambiare

Spence

Se in passato l’economia globale si è concentrata sui paesi sviluppati, oggi la struttura e i network mondiali si stanno diversificando, allontanandosi dalle economie avanzate. Le economie emergenti – con la Cina in testa – grazie agli enormi progressi degli ultimi decenni, sono ormai abbastanza grandi e ricche per generare sufficiente domanda in grado di sostenere la crescita e sono di conseguenza sempre meno dipendenti dai paesi sviluppati. I riferimenti del passato non sono più utili, sia le economie avanzate che quelle emergenti necessitano un cambiamento del modello economico per continuare (o tornare) a crescere: Stati Uniti ed Europa devono abbandonare un modello di crescita basato sull’indebitamento, per gli emergenti è fondamentale stimolare la domanda interna. La parola chiave per entrambi? Riforme

Ecco l’introduzione di Spence e, a seguire, il suo intervento (clicca per sfogliare le pagine)

La storia

• La tecnologia, la rapida evoluzione della struttura economica globale, e la crescita dei paesi emergenti hanno queste conseguenze

• La capacità dei paesi e dei loro governi di fornire modelli stabili di crescita e di mantenere la coesione sociale è diminuita a causa di questi crescenti e mutevoli trend di interdipendenza economica.

• Le misure convenzionali non sono più sufficienti

• I paesi sviluppati, con redditi, strutture e sistemi di governance simili, hanno dominato l’economia globale per molti decenni dopo la seconda guerra mondiale

• Il coordinamento politico a livello internazionale per gestire l’interdipendenza economica era relativamente facile. Ma tutto questo è ormai nel passato.


• I paesi in via di sviluppo sono grandi e in crescita • 50 per cento dell’economia globale, e questa percentuale è in costante crescita.

• Stanno crescendo in termini di reddito e di valore aggiunto 

• Sono grandi mercati e grandi produttori con ottimi collegamenti


• Fra molti decenni, quando il processo di convergenza sarà completato, ritorneremo forse ad avere una grande economia globale relativamente omogenea

• Ma nel frattempo viviamo in un mondo complesso, fatto di grani diversità economiche e di veloci transizioni

• I paesi hanno, nel migliore dei casi, solo un controllo parziale delle loro traiettorie economiche 


• La perdita di sovranità è permanente

• Non abbiamo scelta se non quella di adattarci come possiamo a livello nazionale e tentare di costruire delle politiche, istituzioni e meccanismi di coordinamento efficaci per gestire l’impatto “esterno” delle nostre scelte di politica interna. 


• Ma se le problematiche e le sfide durante il tragitto sono numerose, in fondo, i nostri interessi nazionali sono, nella maggior parte dei casi, allineati

L'intervento del premio Nobel per l'economia Michael Spence al Festival dell'Economia di Trento

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook