12 Giugno Giu 2013 1306 12 giugno 2013

Retromarcia: il Pdl vota contro l’abolizione dell’Imu

Bocciati gli emendamenti della Lega al decreto che sospende la tassa

Palazzo Imu

Durante la campagna elettorale il Popolo della libertà ne aveva fatto un cavallo di battaglia. La cancellazione dell’Imu sulla prima casa e la restituzione dell’ultima rata versata. Un principio fondamentale, perché la «casa è sacra» come ha spiegato più volte Silvio Berlusconi.

A via dell’Umiltà nessuno ha cambiato idea. Anche in queste ore i dirigenti del Pdl continuano a lavorare perché il governo approvi il progetto. Eppure oggi alla Camera Pd e Pdl hanno bocciato un emendamento che chiedeva proprio la cancellazione dell’Imu sulla prima casa. È successo questa mattina, quando le commissioni riunite Finanze e Lavoro hanno esaminato le prime modifiche al decreto del governo 54/2013. Il provvedimento con cui Palazzo Chigi ha sospeso l’imposta municipale propria e rifinanziato gli ammortizzatori sociali in deroga.

L’obiettivo della maggioranza è quello di licenziare velocemente il testo, per trasmettere il provvedimento in Aula entro lunedì. E così i due relatori di Pd e Pdl hanno chiesto il ritiro di tutti gli emendamenti. Compresi quelli dell’opposizione che mettevano nero su bianco alcuni punti del programma elettorale berlusconiano. 

Secondo quanto concordato all’interno della maggioranza, le modifiche sull’Imu saranno presentate più avanti. Pd e Pdl avranno tempo per darsi battaglia. Dopotutto, spiegano da Montecitorio, questo è solo un decreto-ponte. «I partiti che sostengono il governo - ha spiegato il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano - si riservano di intervenire sul merito dell’Imu al momento opportuno. Quando cioè il governo presenterà la legge di riordino».

Il risultato è comunque paradossale. L’emendamento 1.3 della Lega Nord chiedeva di introdurre il principio di «escludere dall’applicazione di imposta municipale propria l’abitazione principale e le pertinenze della stessa». Emendamento bocciato da tutti i partiti presenti - come da accordi - ad eccezione del Movimento Cinque Stelle (e ovviamente della Lega Nord).

Ancora. La maggioranza ha votato contro l’emendamento 1.25 a firma dei due leghisti Massimiliano Fedriga e Filippo Busin. Una modifica al decreto che chiedeva di escludere «dall’applicazione di imposte sul possesso di immobili i fabbricati ad uso produttivo». Fa sicuramente più discutere la bocciatura dell’emendamento 1.49, finalizzato a escludere dal pagamento dell’Imu, almeno per il 2013, «gli immobili accatastati e dichiarati inagibili, nell’area interessata dal terremoto del maggio 2012». Niente da fare. Come hanno spiegato i relatori della maggioranza, il decreto del governo è blindato. Il confronto vero sull’abolizione dell’Imu arriverà nei prossimi giorni.

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