13 Giugno Giu 2013 1419 13 giugno 2013

Oltre 200 posti a rischio, è crisi alle “Tre Marie”

I dipendenti della storica azienda dolciaria milanese in protesta

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Protestano i lavoratori della storica azienda milanese davanti ad Assolombarda. «Chi non salta Sammontana è». Il gruppo Sammontana nel 2008 ha comprato l’azienda di cui era proprietaria la Barilla e ha annunciato lo smembramento della stabilimento milanese e il trasferimento di alcune produzioni a Verona. Cesserà sicuramente a Milano la produzione dei croissant, ed è in forse quella dei panettoni. In una nota diffusa dalla Cisl milanese si legge che «239 lavoratori e lavoratrici rischiano di trovarsi in mezzo a una strada». 

Il panettone Tre Marie è l’unico di tipo industriale a essere prodotto ancora nel cuore di Milano, fedele alla ricetta delle origini: tre impasti, tre giorni di lievitazione, otto ore di raffreddamento e infine la «scarpatura», cioè il taglio a stella realizzato a mano sulla superficie del dolce, che riprende l’antico taglio a croce realizzato sul pane come simbolo di benedizione del cibo. 

La storia delle Tre Marie inizia nella Milano delle confraternite del XII secolo. Era il 1150 quando il Forno della confraternita cristiana delle Quattro Marie offriva ai bisognosi farina e pane, in cambio di speciali monete di rame raffiguranti Maria Vergine, Maria Maddalena, Maria Salome e Maria di Cleofa. 

Nel 1896 il Forno si trasforma nella pasticceria Tre Marie. Dolci di qualità ed eleganza del locale la rendono punto d’incontro nella raffinata Milano della Belle époque. Negli anni ’60, i proprietari di Tre Marie inviano centocinquanta lettere scritte a mano alle migliori pasticcerie d’Italia, proponendo a ciascuna l’esclusiva del panettone nella propria zona di competenza. Un’idea di successo che portò Tre Marie nel mercato di alta gamma. Finché negli anni ’70 la produzione di panettone viene affiancata a quella di gelati e altri prodotti di pasticceria. 

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