26 Giugno Giu 2013 1030 26 giugno 2013

Ferrara e la scelta per il dopo Silvio: sarà femmina

La manifestazione “Siamo tutti puttane”

Berlusconi 6

Forse senza saperlo martedì 25 giugno Giuliano Ferrara è diventato un simbolo del nuovo centrodestra che cambia pelle ed è incerto sul suo futuro, sorpreso a metà strada tra l’avvampare di due rossi che hanno significato politico opposto: da un lato il vermiglio vagamente burlesque del rossetto provocatorio e carnevalesco di Ferrara; dall’altro il rosso sangue denso e cupo della sua invettiva contro il nemico, contro il reprobo giacobino che applaude ai magistrati.

Non so che cosa sia venuto in mente al direttore de Il Foglio di dichiararsi pronto ad accogliere «qualche fottuto arcinemico di Berlusconi» (quelli che si dicono capaci di gioire per la sua condanna) con una minaccia quasi vampiresca: «Mi metto a morsicarlo con la mia povera dentatura sperando che esca sangue, per poterlo copiosamente bere». Capisco l’ironia, capisco il senso del paradosso, ma che il cannibalismo metaforico possa essere una risposta ai magistrati mi pare francamente insostenibile.

Ci sono due facce oggi nel Pdl: quella dei colonnelli e quella delle amazzoni. Ed è curioso osservare come la successione nel mondo berlusconiano sia decisa da un conflitto tra un’anima ipermaschile ed una iperfemminile. Anche perché, nella tradizione politica italiana, “il potere delle donne” era naturaliter progressista: era un retaggio del femminismo, un’eredità dell’emancipazionismo sessantottino, la polemica contro l’uso del corpo delle donne.

Adesso, mentre il centrosinistra resta uno schieramento a leadership e ad egemonia maschile (Renzi, Bersani, Cuperlo e D’Alema, Civati, Letta) arriva sulla scena una nuova generazione di donne con una dominante conservatrice, thatcheriana, erinnica.

  • Donna è Ruby, pietra dello scandalo.
  • Donna è Daniela Santanché, centravanti di sfondamento, oggi bersagliata dai deputati del Pd che si rifiutano di votarla (“me ne frego, per me è una medaglia!”).
  • Donna è Francesca Pascale, la fidanzata del Cavaliere, che ruggisce in piazza per difendere Berlusconi (“Non sono una puttana, si vergogni!”).
  • Donna è Marina, l’erede designata, figlia che da mesi si è schierata in difesa del padre.

Uomini invece sono i gerarchi del vecchio Pdl, la fotografia di una classe dirigente in trincea da quasi vent’anni. Berlusconi sogna di ringiovanire nelle sue donne, e teme di invecchiare con i suoi antichi compagni d’arme. La Forza Italia oggi vagheggiata come un’età dell’oro a cui tornare era femmina. Il Pdl di governo rappresentato da Angelino Alfano e maschio. Forse, tra i due rossi di Ferrara, quello del sangue fa discutere di più. Ma il rossetto vermiglio del maschio che gioca ad essere donna, è quello che anticipa meglio la doppia successione: dinastica e di genere in un colpo solo. 

Twitter: @lucatelese

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