7 Luglio Lug 2013 1830 07 luglio 2013

Civati: «Io segretario e Renzi premier? Non lo escludo»

Parla il neo candidato al congresso Pd

Nuovo Libro Pippo Civati

Nel Partito Democratico c’è un «folle» che in questo fine settimana - invece di partecipare al solito dibattito sui giornali tra “Matteo Renzi sì o Matteo Renzi no” - ha organizzato a Reggio Emilia l’evento “Viva la Libertà”, portando migliaia di giovani a confrontarsi sulla «cultura politica» del Pd. «Il folle» è Giuseppe Civati, detto Pippo, parlamentare lombardo, ora candidato ufficialmente alla segreteria del Pd. «Ho rotto gli indugi» spiega a Linkiesta «E non capisco perché si debba attaccare Renzi e la sua candidatura alla segreteria. Vuole fare il premier nel caso in cui diventasse segretario? Va bene, possiamo discuterne al congresso. E gli elettori potranno decidere tra chi come me si candida solo alla segreteria e chi invece vuole candidarsi anche a palazzo Chigi».

Possiamo dire che a Reggio Emilia è nata la sua corrente?
Non ho mai parlato di correnti. E ho sempre evitato di dare questa connotazione a questo evento. In questa campagna per il congresso mi sono ripromesso di non parlare male degli altri. Io in verità sto cercando di ribaltare gli schemi all’interno del Partito Democratico. Non ho invitato Sandra Zampa (portavoce di Romano Prodi ndr) a Reggio Emilia per chiedere a Sandra Zampa o a Prodi di votarmi o ai prodiani di votare per Civati. L’ho invitata, come ho fatto per Walter Tocci, per dare respiro al partito e permettere un dialogo interno che ora va avanti a colpi di tatticismi e documenti da presentare al congresso.

A proposito di congresso. Non è ancora chiaro quando e se si farà.
Abbiamo eletto Guglielmo Epifani come segretario con l’obiettivo di andare a congresso ad ottobre. Ogni giorno c’è un cambio di programma. Il congresso o si fa o non si fa. Non vorrei che si ripetesse lo stesso schema delle primarie del 2012.

Ovvero?
Siamo stati da luglio a ottobre a discutere sulle regole e poi si è votato a fine novembre, anzi le parlamentarie le abbiamo fatte a fine dicembre...

Semplice sensazione o impressione motivata?
Diciamo che ho la sensazione che possa finire così.

Nel Pd, intanto, tutto sembra ruotare intorno a Renzi sì o Renzi no.
La mia è una candidatura contro i tatticismi e contro i documenti. Non ho mai pensato che Renzi sia un nemico da sconfiggere o da abbattere o da fare fuori. Anzi lo stimo per quello che può portare al Pd. Ritengo giusto che voglia candidarsi alla segreteria, come faccio anche io. E poi non capisco le polemiche su chi non vorrebbe che si candidasse a premier. Perché uno diventa segretario e poi deve restare in panchina?

Lei però non si candida a palazzo Chigi.
Trovo già abbastanza clamoroso candidarmi a segretario. Ma questo è proprio un dibattito congressuale su cui il Pd dovrebbe discutere. Chi non vorrà un segretario che aspira a diventare premier potrà votare chi invece correrà solo per la segreteria.

Massimo D’Alema sostiene che si andrà a votare nel 2015.
Anche questa è una considerazione che dovrebbe essere di discussione nel Pd. Come vogliamo affrontare il governo Letta? Ricordo che in questi giorni il Pdl ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia Saccomanni. Ai tempi della prima Repubblica sarebbe caduto il governo, ma anche qui il Pd non sembra voler dare risposte.

Il suo punto di vista qual è?
Io sono del parere che questo governo va sostenuto con gli obiettivi che ci siamo posti all’inizio: fare le riforme che servono e poi andare a votare. L’ho sempre detto e lo ripeto.

C’è chi dice che la sua candidatura è una vendetta per quello che è successo a Prodi e Rodotà?
In realtà nasce tutto da una canzone che stavamo ascoltato a Reggio Emilia. Non chiedo vendetta, ma voglio che sia fatta chiarezza per un comportamento che ha avuto il Partito Democratico su due candidati alla presidenza della Repubblica che io ho sostenuto: Romano Prodi e Stefano Rodotà. Non mi pare ci sia nulla di male, anzi. Diciamo che sono per una vendetta «democratica».

E Beppe Grillo? Continua il suo dialogo con il Movimento Cinque Stelle?
Certo. Grillo definisce Enrico Letta capitan Findus...in realtà è Beppe Grillo il vero capitan Findus perché i suoi li ha congelati...

Ma Civati come vuole cambiare il Pd?
Abbiamo trattato almeno dieci nodi in questi giorni, dieci punti in cui vogliamo che il Pd torni a confrontarsi. A cominciare dall’attenzione ai movimenti che in questi anni non abbiamo ascoltato quando ce lo chiedevano. Non voglio un partito con un classe dirigente anni ’60 e ’70. Parliamo di politica, di cultura politica per la rinascita di un nuovo centrosinistra. Parliamo anche di web, di nuove tecnologie, quando ne parlavo io mi davano del pazzo.

Senta Civati, ma se lei diventasse segretario e Renzi si candidasse solo a premier?
Potrebbe funzionare e sarebbe sbagliato escluderlo...

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