13 Luglio Lug 2013 1030 13 luglio 2013

Giancarlo Gentilini, cosa fa “il sceriffo” in pensione?

Lunga intervista (non solo politica)

Gentilini Pensionato

TREVISO – Era il lontano 1994 quando la provincialotta città di Treviso apriva le porte a quello che da lì in avanti sarebbe stato riconosciuto come Il Sceriffo, appellativo con cui ovviamente si battezzò da solo. «Io faccio il sceriffo, proprio come al cinema», disse Giancarlo Gentilini. E di cinema, a Treviso, con lui sindaco, se ne sarebbe visto parecchio.

Gentilini (sindaco) durò in sostanza una lunghissima tetralogia di candidature, anche se, per la precisione, nel 2003 – dopo due mandati – non poté far altro che diventare vicesindaco (anzi, prosindaco: anche in questo caso termine autoimposto) sottostando (di nome), per due legislature, a Monsignor Gian Paolo Gobbo, ma ponendosi per dieci anni in quell’ideale status umano che sta tra il tangibile e l’etereo.

Quando Gentilini fu eletto per la prima volta avevo 5 anni. Il 10 giugno scorso, ottantatreenne, ha cercato di rivincere, sconfitto da Giovanni Manildo, del Pd. La mia è stata una vita col sceriffo, insomma. Non mi restava che intervistarlo. Chiamo e, abbastanza ingenuamente, dico a chi mi risponde che non so esattamente con chi sto parlando, ma che stavo cercando Gianc… Subito vengo bloccata: «Ma come non sai con chi stai parlando? Stai parlando con Giancarlo Gentilini, l’EX SINDACO!». Non posso fare a meno di percepire una nota polemica in quell’EX SINDACO. Come a dire, chiunque tu sia, è anche colpa tua se sono un ex. Comunque l’intervista si fa. «Ci vediamo in piazza», dice. Realizzo veramente solo adesso che abbiamo 60 anni di differenza, e che se dice «andiamo in piazza» intende esclusivamente la Piazza dei Signori, come qualunque trevigiano classe ’29 e dintorni. Andiamo.

Quando arrivo, Gentilini è già sotto la Loggia dei Trecento. Fa brevi passi avanti e indietro: la classica immagine di chi aspetta con addosso cravatta, spilla degli alpini e occhiale da biker. Gli vado incontro, ci stringiamo la mano e mi indica un tavolo. Gli dico che questa intervista sarà un po’ diversa dalle solite, perché vorrei evitare certi aspetti politici. Gentilini ride e mi rassicura sul fatto che è normale il mio volerlo intervistare, mi dice che sono giorni che lo contattano le tivù spagnole e francesi perché «vogliono sapere la verità». Capisco che le mie intenzioni non politiche saranno largamente minate. Ma non importa, lui ora per me è – come diceva Roald Dahl – il GGG, il Grande gigante gentile. Anzi; il Grande Gigante Gentilini. 

R Qual è il tratto più evidente del suo carattere?
GGG Innanzitutto stare sempre in mezzo alla gente, lasciare le stanze dorate del comune e vivere giorno e notte rinunciando a tutte le ferie, perché io dal ’94 non ho mai fatto un giorno di ferie, perché sono sempre stato a disposizione dei miei cittadini e della città, ho rifiutato tutte le cariche politiche perché io sono dell’avviso che quando la politica si intromette nell’amministrazione è la fine dell’amministrazione. Quindi io sono un leghista della prima ora e ho segnato la storia della Lega perché la Lega è partita da Treviso: 1994, poi sono nati tutti i sindaci leghisti, ma io ho cambiato il modo di amministrare; prima per parlare col sindaco ci volevano 6 mesi, adesso io ricevevo dalla mattina alla sera, sabato domenica natale capodanno. Cioè la mia caratteristica è stata questa qua: essere un cittadino in mezzo ai cittadini, senza trionfalismi…

R Quindi, mi permetto di interpretare, lei, il sceriffo, si definisce anzitutto generoso e umile?
GGG Certamente! Io ho sacrificato anche la famiglia, ma vedi ormai ho fatto quasi un ventennio di comando ma vedo che la gente adesso quando mi incontra mi chiede “Signor sindaco cosa è stato fatto a Treviso adesso che non c’è più lei?”, perché io sono sempre stato un punto di riferimento senza appuntamenti, cioè uno in mezzo al popolo.

R Ma crede che questo non possa più capitare?
GGG No ben, a un dato momento, ho fatto un ventennio sai, bisogna lasciare, è un peccato… e un peccato si è verificato, il 50% dei cittadini non è andato a votare e quindi mi sono mancati i 30 mila voti del centrodestra. Mi sono venute a mancare le stampelle politiche. Ma comunque la verità è questa io continuo ad essere in mezzo alla mia gente. Io ho segnato la storia della città di Treviso…

Passano in questo momento due signore che urlano al GGG, in perfetto stile groupie «ghe voemo ben eh, varda che gavemo fato na campagna eletorale che varda… va ben tasemo…» ( trad. it.: le vogliamo bene eh, guardi che abbiamo fatto una campagna elettorale che guarda, va bé stiamo zitte). Gentilini felice e inorgoglito mi dice «ecco vedi no? No? Lacrime. È il muro del pianto». Annuisco e GGG continua «ma comunque vedi, io prendo atto della storia… volevo fare il ventennio come il grande capo di tanti anni fa ah ah ah ah». La gran risata finale, risana per fortuna la battutaccia. Gentilini prosegue dicendomi come lui abbia attuato a Treviso il secondo Rinascimento e di come la città sia il modello perfetto di sicurezza. Il discorso si conclude con «il vangelo secondo Gentilini». Passa un’altra signora che quasi indispettita dice «buongiorno signor sindaco, lei è sempre il mio sindaco, non m’interessa», Gentilini, sempre più contento, ride nel suo modo scanditissimo e bacia la mano della donna che, ricevute le grazie, fluttua via. Approfitto del clima lusinghiero per provare a incalzare con altre domande, Gentilini però mi precede e inizia un discorso che tocca diversi temi, dalla clandestinità alla disoccupazione, dice che nel momento in cui decine di giovani gli chiedono cosa devono fare perché non trovano lavoro e il sindaco non riesce a dare loro una risposta, significa che il sindaco è fallito anche come amministratore. «Io ho tempestato i ministri, quando c’era il governo con Berlusconi e Bossi che doveva cambiare l’Italia… non hanno fatto assolutamente niente… e adesso paghiamo le conseguenze, bisogna a un certo momento avere il coraggio di non essere un assolutista». 

R La qualità che preferisce in un uomo?
GGG L’onestà e la trasparenza.

R E in una donna?
GGG Prima di tutto la famiglia.

R Ah, ma non è una qualità…
GGG Vorrei che le donne superassero l’ultimo scalino e entrassero nel vivo delle amministrazioni eccetera, cioè devono essere equiparate agli uomini, io vorrei che avessero il coraggio di fare l’ultimo gradino. Poi chiaro, la funzione della donna è estremamente diversa che se no ghe xe a dona no ghe xe gnanca futuro oh. Io ho celebrato tanti matrimoni e ho detto che ho bisogno di tanti bambini.

R …un suo difetto?
GGG Bé… se… un difetto… sarebbe… che io sare… un dittatore. Io ho sempre detto che ci vuole uno che comandi…

R Com’è che diceva sempre lei? «Dopo Dio comando io»…
GGG Ecco sì, brava, però io dico non un dittatore folle ma un dittatore che sia il collo della bottiglia di tutte le esigenze dei cittadini e che realizzi gli interessi dei cittadini… cioè… un dittatore buono, hai capito? Ah ah ah ah ah. Il rapporto gerarchico poi non c’entra, L’umanità dev’essere alla base di tutti i rapporti. Quindi ti dico, per vent’anni io mi sono divertito a fare il sindaco. Mentre a vedere gli altri io li vedo tutti smunti, sempre seri, no che li vedi in televisione e non fanno una parola, no? Gli altri li chiudono e mi invese faccio audience, audience, audience dappertutto, difatti sono molto ricercato, hai capito? Ah ah ah ah ah ah.

R La sua paura peggiore?
GGG Eh bè è quella di non vedere un futuro. Io credo che sia una cosa che fa tremare i polsi a tutti quanti. Un popolo che non ha futuro è la fine di una civiltà. L’alternativa alla paura è cercare qualcosa di positivo ma vedo che non ci sono risposte… e le risposte che si sono avute come i grillini, quelle sono l’aumento della paura perché quelle non danno alternative.

R Un luogo in cui vorrebbe vivere che non sia Treviso?
GGG No la mia città di Vittorio Veneto, nella stretta di Serravalle che è stato un borgo con le fortificazioni medievali che non è mai stato contaminato dalle invasioni barbariche, quindi il mio dna è ancora puro… dna di montanaro ecco, quindi il mio posto ideale è là in mezzo ai boschi e le colline e la protettrice di Santa Augusta.

R Autori che le piacciono?
GGG Bè vedi io ho sempre avuto pochissimo tempo per leggere perché ero sempre in mezzo ai codici, ai numeri, io ti dico che ho sempre le reminiscenze del collegio, la Divina Commedia. Ogni tanto prendo i Promessi sposi e ogni tanto cito anche sai… faccio sfoggio di erudizione. Verga… Tutti quei… tutti quelli attuali che vedo, e tutti quei premi, c’è una proliferazione. Troppo… troppi autori, c’è una marea e la qualità si annacqua.

R Bene, allora teniamo Manzoni come autore preferito… un romantico insomma!
GGG Eh ben ciò, un romantico, sono un romantico.. ahhhh se se se, l’amore è sempre stato alla base… in tutti i sensi, se non c’è amore ricordati.. varda, Treviso è una città amata e io sono uno degli artefici di questo amore… è l’amore che move tutte le cose ricordati, lo disse anche il massimo poeta ah ah ah ah ah… hai capito? Ogni tanto faccio sfoggio… ah ah ah ah ah!

R La canzone che fischia più spesso?
GGG Ah io sono un appassionato di Modugno. Ah credo che sia stato il più grande cantautore. Ho tutta la raccolta, sono le canzoni che sono entrate nell’io.

R Un eroe?
GGG Ah per me vedi sono eroi quelli che hanno sacrificato la vita per la patria. Io ho fatto sistemare tutti i monumenti, tutte le lapidi, perché io credo che dobbiamo avere il massimo rispetto per tutti coloro che hanno lasciato la vita. Ho preso da nazista, da fascista, da guerrafondaio eccetera perché ho portato tutto l’amore per chi ha combattuto per la patria ma io ho rispettato quelli. Sono entrato in contrasto con i ragazzi dei centri sociali eccetera, che sono ragazzi che devono trovare la strada giusta. Io sono un alpino e allora io resto col mio popolo.

R Il piatto preferito?
GGG Pasta e fasoi ah ah ah.

R Lineare…
GGG Eh varda pasta e fasoi risi e bisi tute ste robe qua e.. il pane. Il pane varda. Durante la guerra sognavamo il pane e adesso veder nelle spazzature pane, bistecche tute quee robe a, varda… Mi vengono i brividi a pensare quanto abbiamo desiderato un pezzo di pane. Vedi. Il pane è stato la base della nostra gioventù.

R Quindi pane e amore, mi sembra di capire…
GGG Ahhhh sì, pane amore e fantasia cos’era? Ah ah ah ah ah ah ah ah ah

R E da bere, invece? A Treviso immagino...
GGG Ah bé varda il Prosecco che è il nettare degli dei, io l’ho detto. Tutte le nostre colline adesso sono diventate un vigneto. Il popolo veneto che doveva comandare tutta l’Italia…

R Una cosa che detesta.
GGG La calunnia. La calunnia, ma nel senso più deleterio; quando cercano di distruggerti con le calunnie. A me non mi interessa che mi dicano “Gentilini non ha cultura”, “Gentilini è uno zoticone”, ma che ci sia una calunnia sull’amministrazione della città di Treviso...

Due signore interrompono il discorso di GGG con un «ricominsèmo?  Noi a voemo de novo». E il GGG dice ridendo «eh, è il popoeo che non mi ha voluto ah ah». Le donne lo bloccano con un serissimo «No! Sei tu che non sei sceso a compromessi», e Gentilini ride ancora di più e le saluta «Ah ah ah, ciao ciao ah ah ah ciao».

R Un dono di natura che vorrebbe.
GGG Un dono di natura cioè di mantenere la… la la la, la forza mentale. Che non ci siano flessioni.

R La lucidità?
GGG La lucidità di essere sempre presente… sì che sarebbe l’eterna giovinezza no? Ah ah ah ah. Io vorrei l’eterna giovinezza.

R Quindi se è una cosa che vorrebbe avere, significa che ora non ha questa lucidità?
GGG No no no, io non ho inflessioni mentali, io non ho niente ma io.. sai come Faust, come ha fatto Faust…

R Eh?
GGG Ha venduto l’anima per l’eterna giovinezza. Ecco e se viene un Faust numero 2, se mi capita ah ah ah ah ah venderò anche l’anima ah ah ah…

R Allora mi dica una colpa che le ispira indulgenza…
GGG No no, guarda io nella mia vita ho colpito chi meritava di essere colpito e ho perdonato tanta gente che si era resa conto di aver sbagliato… hai capito? Mi dicevano “ma scusi, io credevo che era così” e allora ho detto lasciamo perdere, hai capito? Il perdono è la virtù dei forti, ricordatelo! Ecco e anche nell’amore il perdono a volte è un atto d’amore, ricordatelo. L’ho scritto a una ragazza un giorno che mi parlava di filosofia eccetera, siamo entrati in questo discorso dell’amore. Ho detto a volte dei fatti eccetera ma a volte il perdono è un atto d’amore… Dai sono un romantico, no?

R Il suo motto?
GGG “Dopo Dio comando io”. Questo qua non me lo toglie nessuno…

Arriva un ragazzo. Lo presenta come «uno dei miei seguaci». Dice che si chiama Nicolò. Ha seguito Gentilini nella campagna elettorale che, come continua a sottolineare il Sceriffo, «non ha dato quei risultati che doveva dare». GGG mi parla di lui come di un giovane idealista, nel frattempo passano degli anziani che saluta di lontano con «ave, ave ragazzi ave ah ah ah». Decido che l’ilarità del momento possa essere utile ad affrontare l’unica cosa a sfondo politico che volevo davvero chiedergli.

R C’è qualcosa che le piace del nuovo sindaco Manildo?
GGG Manildo, Manildo, io conosco la famiglia di Manildo, suo padre era a scuola con me, famiglia al di sopra di ogni sospetto, io dico solo a Manildo che ti sei incamminato in un vicolo che non mi piace perché ti sei alleato con le frange estremiste e credo che quindi la tua educazione che è stata impartita...

R Ok, ma questo è quello che non le piace, invece qualcosa che le piace?
GGG Mi piace che è un ragazzo come tanti altri che però non conosce tanto i problemi della città perché è giovane, ma è un bravo ragazzo, un ragazzo a posto, non è inquinato, si è lasciato forse inquinare da queste frange estremiste, ma io penso che a un dato momento ci si può anche svegliare da un grande sonno ah ah ah ah ah ah ah ah.

R Bé, è la sua seconda citazione, devo iniziare a credere a quella cosa dell’erudito?
GGG hai capito? Ah ah ah ah ah ah

Passa ora una donna che cattura lo sguardo e la mente del mio Sceriffo e che vien salutata con un dolce «ciao tesoro bella bella». Mi spiega che «è un’altra fans». La fans mi svela che macho-Genty dice spesso di essere con giornaliste quando invece è semplicemente con donne. La usa come scusa. Gentilini ride gaio e chiede «non te va al mar no? Niente?». E lei: «No parché no go chi che me porta…». Il nostro Gentiluomo risponde ovviamente «ma mi te portaria mi, no..». Stiamo per riprendere le redini dell’intervista quando alle spalle del Sceriffo sopraggiunge un’altra donna, più timida, che porge la mano veloce e dice – come non potesse davvero fare altrimenti – «scusi ma volevo ringraziarla per quello che ha fatto per Treviso, non l’ho mai mai mai potuto fermare, non l’ho mai potuto dirlo, son venuta adesso».

R C’è un aneddoto sul suo conto che la vede sparare col fucile quando l’Italia vince le partite di calcio…
GGG Ah come cos’era? L’82 che abbiamo vinto il campionato mondiale e c’erano tutti gli amici a casa mia e quando abbiamo vinto coi petardi pim pum pam come che fosse stato in casa la festa dell’ultimo dell’anno, ma erano i figli coi petardi eh, armi da guerra non ne ho ah ah ah ah ah ah ah no no no, la festa del popolo vedi in quel momento esce il tricolore. Milioni di bandiere del tricolore, come le adunate alpine hai capito? Uno dei miei amori sono gli alpini ehhhh sì.

R C’è questo video sui cani (qui sopra) dove dice che a Treviso lei non vuole i cani stranieri…
GGG Ah sì, è uscito una volta, io voglio dire che preferisco i cani padani ah ah ah ah ah avevo anch’io dei bastardi ah ah ah ah ah

R Ah quindi è a favore del tipico cagnasso
GGG ah sì sì eh, poi riva tute le rasse de tuto il mondo, dal Giappone.. no, io preferisco i cani padani nostrani, hai capito e poi buuuuuum ho smosso tutta l’opinione pubblica ah ah ah ah

R I famosi cani padani…
GGG I “cani padani”. Ah ah ah ah ah. Ecco, è stata un’altra delle mie uscite, e ho mosso tutto il mondo. Ho conquistato anche il mondo canino…

E con questo può bastare. Non resta che una foto ricordo con il Sceriffo di Treviso, in pensione.

Twitter: @robertadurante

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