29 Luglio Lug 2013 1230 29 luglio 2013

Cassa integrazione in deroga, quante risorse sprecate

La lettera inviata a Pietro Ichino

Cassaintegrazione Cgil Lavoratori Protestano

Caro professor Ichino,
l’azienda presso la quale lavoro da più di 13 anni, 3 anni fa ci ha messo in cassa integrazione in deroga, dicendoci quanto segue: voi continuate a venire a lavorare, ma non più 8 ore bensì 6 o 4 (a seconda delle mansioni). Noi vi diamo uno stipendio inferiore, ma l’INPS lo integrerà. In pratica, perderete pochissimo e avrete solo vantaggi. Può darsi che veniate chiamati a frequentare dei corsi.
E, tralasciando tutto il resto, è proprio su questi corsi che Le vorrei raccontare la mia esperienza.

La Cig in deroga inizia a febbraio 2011. Ai primi di luglio 2011 vengo contattata dall’ENAIP che mi spiega come io, per poter accedere al rimborso dell’INPS, devo frequentare dei corsi presso di loro. Altri miei colleghi vengono contattati da altri enti (siamo in 8, 8 enti diversi) e a tutti viene detta la stessa cosa.

Pertanto, fino a fine luglio frequento 12 ore di corso personale di contabilità (insegnante solo per me). Fino a fine luglio perché la CID andava da febbraio a luglio, ma l’ENAIP era stata informata solo a fine giugno che, dalla regione, erano confermate le risorse per pagare gli insegnanti.

A settembre la CID riprende e il 26 ottobre mi reco nuovamente all’ENAIP (4 ore) per compilare ancora il mio curriculum vitae online. Ma come, dico io (così come gli altri miei colleghi), l’abbiamo già compilato a luglio, possibile che non si possa richiamarlo con un semplice clic? No.

Dopodiché, ricomincia la trafila dei corsi. Li frequento fino a dicembre: corso di comunicazione, qualche ora di excel, Photoshop e CAD (stavolta assieme ad altre persone).

Nel 2012 vengo contattata da un’agenzia, Adecco. Cercano di farmi iscrivere a dei corsi ma, stavolta, mi oppongo. Ho appreso che, poiché lavoro, non sono obbligata a frequentare corsi, né a pagamento (sia ENAIP che Adecco hanno provato a farmici iscrivere) né gratuiti. Qualche mio collega non riesce a farsi valere e va a fare corsi a 20 km da casa dalle 19:00 alle 23:00.

A parte le solite 4 ore per compilare per la terza volta il mio curriculum online, non vengo più cercata. A settembre 2012 la stessa gentile signora mi chiede se la situazione è ancora invariata. Rispondo di sì e, da allora, non l’ho più sentita.

Nel 2013 non sono ancora stata contatta da nessun ente/agenzia.
Vorrei precisare che tutto il personale dell’ENAIP con cui sono venuta in contatto è stato stupendo: ne conservo un ricordo bellissimo. Però, mi è dispiaciuto vedere buttar via inutilmente un sacco di risorse. Io sono abbastanza fortunata, perché un lavoro ce l’ho, anche se probabilmente ancora per poco. Penso però a quel signore avanti con gli anni che un giorno si è sfogato con noi, suoi compagni di corso. Lui era a casa da diversi mesi, non aveva prospettive, lo costringevano a venire a fare un sacco di corsi, di cui non capiva niente. Lui era un muratore e ora gli volevano far fare un corso di inglese. Ma che inglese! Un corso di bergamasco gli sarebbe servito, per parlare con i fornitori. Questo signore si esprimeva, naturalmente, in veneto stretto.

Un altro compagno di corso si lamentava che l’unico corso interessante sarebbe stato quello per prendere il patentino per guidare il muletto. Ma costava 100 euro e lui, questi soldi, non poteva permettersi di spenderli.

Mi fermo perché Lei ha capito dove sto andando a parare: tanta buona volontà, ma grande spreco di risorse e nessun risultato raggiunto. E, in più, molte persone davvero bisognose di un posto di lavoro, si sono sentite prese in giro.

Perché si erogano soldi a pioggia? Perché non viene fatta una chiara distinzione fra chi è a casa e chi lavora con orario ridotto? Perché non ci si interfaccia con le aziende e si sente di che manodopera necessitano? Mesi fa, sui giornali, titoli a tutta pagina sul fatto che non si trovano panettieri. Perché nessuno ce l’ha detto nel 2011? Molti di noi, del corso sulla comunicazione, non avremmo avuto problemi a dirottarci sui panifici.

Non ho visto persone che cercano assistenzialismo, ho visto persone dignitose, che fanno con quello che hanno, risparmiano su tutto e sono disponibili a far di tutto. Però, l’impressione che si ricava frequentando questi corsi, è che non servano a dare una professionalità e ad aprire nuove prospettive di lavoro, bensì a stipendiare i dipendenti di tanti (troppi) enti.

La ringrazio per l’attenzione e per tutto quanto sta facendo.

Lettera firmata

*Lettera pervenuta il 23 luglio 2013. La lettera è stata pubblicata sul sito web del senatore Pietro Ichino

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Ichino: “Basta sprechi, la cassa in deroga è sbagliata”

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