4 Agosto Ago 2013 1443 04 agosto 2013

È morto Ruggiero, il ministro che disse no a Berlusconi

Una vita in diplomazia

Renato Ruggiero

Renato Ruggièro. - Diplomatico e uomo politico italiano (nato a Napoli nel 1930). Entrato nel corpo diplomatico nel 1955, ha rappresentato l’Italia in sedi di grande prestigio (San Paolo, Mosca, Washington, Belgrado). Membro della Commissione CEE (1970-77), direttore generale della politica regionale della CEE (1973-77) e dal 1980 al 1984 rappresentante permanente dell’Italia presso la CEE, ha svolto un ruolo di grande rilievo nella prima definizione dell’Unione economica e monetaria. Tornato in Italia, ha assunto successivamente le cariche di direttore generale del ministero degli Affari esteri (1984-85), segretario generale del ministero degli Affari esteri (1985-87), ministro del Commercio con l’Estero (1987-91) nei governi Goria, De Mita e Andreotti. Responsabile delle relazioni internazionali del gruppo FIAT (1991-93), presidente dell’ENI (1999), dal 1995 al 1999 è stato direttore generale della WTO, sede in cui ha contribuito al rafforzamento del multilateralismo, opponendosi con forza al protezionismo. Dal giugno 2001 al gennaio 2002 è stato ministro degli Esteri nel governo Berlusconi. Nel febbraio 2003 è stato nominato presidente del gruppo bancario Citigroup in Svizzera, e dal 2006 al 2008 ha rivestito l’incarico di consigliere per la Costituzione europea nel governo Prodi. Cavaliere di Gran Croce dal 1985. (fonte Treccani)

A 83 anni muore Renato Ruggiero un’intera vita per Europa e multilateralismo

All’Europa come unica soluzione ai problemi strutturali dell’Italia e risposta ai rinascenti nazionalismi, Renato Ruggiero ambasciatore e "civil servant" dei più brillanti della sua generazione, ci aveva creduto da sempre, anche quando erano in pochi a crederci. Ecco perché vedere oggi l’Europa squassata da una crisi profonda e apperentemente senza uscita lo addolorava aumentando quel senso di frustazione e di impotenza dovuto a una lunga malattia invalidante che non gli ha lasciato scampo questa mattina all’alba all’Ospedale San Raffaele di Milano. Come tanti napoletani era ammaliato da Milano, dall’efficienza e dall’etica del lavoro che vi si respira, nonostante tutto. E Milano era diventata la sua città d’adozione dopo avere vagato per mezzo mondo (dal Brasile alla Russia dall’America alla Jugoslavia fino a Bruxelles, per decenni fulcro della sua attività e dei suoi interessi). Leggi il resto su Il Sole 24 Ore

Dal sito della Farnesina:

Renato Ruggiero,  Presidente di Citigroup in Svizzera, Vice Presidente della Citigroup European Investment Bank e Presidente del Comitato Consultivo Internazionale di UniCredit, è nato a Napoli il 9 aprile 1930. Dopo aver conseguito la laurea in Legge all’Università di Napoli nel 1953, entra nella carriera diplomatica italana.

Il suo primo incarico all’estero è stato al Consolato italiano a San Paolo, in Brasile. Nel gennaio 1959, viene assegnato all’Ambasciata italiana a Mosca, dove si occupa dei negoziati sulla normalizzazione dei rapporti culturali e commerciali tra l’Unione Sovietica e l’Italia durante gli anni della destalinizzazione, la crisi di Berlino e il potenziale confronto sino-sovietico. Nel 1962 è inviato all’Ambasciata italiana a Washington, dove è testimone dell’ultima fase dell’amministrazione Kennedy, degli sviluppi della crisi dei missili a Cuba, delle relazioni Est-Ovest e della guerra del Vietnam.
Nel 1964 ritorna a Roma come Capo-segreteria della Direzione Generale per gli Affari Politici del Ministero. Nel 1966 viene inviato all’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dove segue gli sviluppi della guerra fredda e degli eventi della “Primavera di Praga” del 1968.
Dopo un breve periodo a Roma, comincia nel 1969 la seconda fase della sua carriera diplomatica. Inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso la Comunità europea, negozia il “Regolamento sulla sicurezza sociale dei lavoratori migranti”. Nel luglio 1970 è nominato Capo di Gabinetto del Presidente della Commissione europea Franco Malfatti. In questo ruolo, partecipa ai negoziati che portano all’entrata di Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda nella CEE, allo sviluppo del primo progetto di Unione europea economica e monetaria e al lancio ufficiale del progetto di un Unione Europea al Vertice europeo di Parigi del 1972.

Dopo un breve periodo come Consigliere politico del Presidente della commissione europea, Sicco MANSHOLT, viene designato Direttore Generale per la Politica Regionale alla Commissione Europea a Bruxelles. In questo ruolo ha negoziato e costituito, insieme al Commissario George Thomson, il Fondo Europeo per lo Sviluppo delle Regioni, il più importante strumento di supporto finanziario per le regioni meno sviluppate in Europa.
Nel 1977 diviene Portavoce del Presidente della Commissione Europea, Roy Jenkins, che assiste nei negoziati per il lancio del Sistema Monetario Europeo.
Tra il 1978 (anno in cui fa ritorno al Ministero a Roma) e il 1987, Ruggiero ha occupato differenti posizioni ai più alti livelli della diplomazia italiana: negozia l’entrata dell’Italia nel Sistema Monetario Europeo, è consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri e Capo di Gabinetto di due Ministri degli Esteri. Nel 1980 viene nominato Ambasciatore e ritorna a Bruxelles come Rappresentante Permanente dell’Italia presso la Comunità Europea. Dopo tale incarico, durato quattro anni, diviene Direttore Generale per gli Affari Economici al Ministero degli Esteri a Roma (1984-1985) e in seguito raggiunge il più alto incarico nella carriera quando diviene Segretario Generale del Ministero degli Esteri (1985-1987). Durante questo periodo è stato anche il Rappresentante personale del Presidente del Consiglio a sette Vertici del G7, e Presidente della Commissione Esecutiva dell’OCSE a Parigi.

Nel 1987, l’ Ambasciatore Ruggiero ha assunto la carica di Ministro per il Commercio Estero, incarico che mantiene fino il 1991. Durante questo periodo, completa l’applicazione del programma italiano di liberalizzazione del commercio estero e dei movimenti di capitale.
Dopo aver ricoperto vari incarichi di governo, Renato Ruggiero lascia la carriera diplomatica e entra nel Consiglio di amministrazione della Fiat e di molte altre compagnie italiane, europee e americane, con incarichi sia di dirigenza che di consulenza.

Nel 1995 l’Ambasciatore Ruggiero è eletto Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra dai suoi 130 Stati membri e ricopre l’incarico fino al 1999. Durante tale periodo, promuove la costruzione di un meccanismo di composizione delle controversie commerciali basato sul diritto invece che sui rapporti di forza. Ha anche promosso l’ulteriore coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo nei flussi commerciali e la liberalizzazione del commercio con i 48 Paesi meno sviluppati. Inoltre, l’Ambasciatore Ruggiero ha aperto un dialogo istituzionale con le Organizzazioni non governative. Durante il periodo in cui l’Ambasciatore Rugiero è stato alla testa dell’OMC sono stati liberalizzati su scala globale le telecomunicazioni, le tecnologie informatiche e i servizi finanziari.
In seguito al suo incarico all’OMC, l’Ambasciatore Ruggiero è stato nominato Presidente dell’ENI. Ha lasciato tale incarico nel settembre del 1999 per assumere quelli di Vice-Presidente internazionale e Presidente per l’Italia di Schroder Salomon Smith Barney. Da allora ha fatto anche parte dei consigli di amministrazione e comitati consultivi di diverse importanti compagnie in Italia e nel resto del mondo.
Nel giugno 2001, l’Ambasciatore Ruggiero è stato nominato Ministro degli Affari Esteri dell’attuale Governo italiano, incarico dal quale si è dimesso il 5 gennaio 2002.

A riconoscimento del suo contributo alla vita pubblica, il Presidente della Repubblica Italiana ha insignito l’Ambasciatore Ruggiero con l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. Anche vari Governi stranieri hanno riconosciuto il suo impegno per la causa del commercio internazionale e della diplomazia. Sua Maestà la Regina Elisabetta II gli ha attribuito il riconoscimento onorario di Cavaliere Comandante dell’Ordine di San Michele e San Giorgio; Sua Maestà l’Imperatore del Giappone Hirohito lo ha insignito del Gran Cordone dell’Ordine del Sacro Tesoro; e Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno.

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