13 Agosto Ago 2013 1841 13 agosto 2013

Quest’estate salvo le scimmie urlatrici del Costa Rica

Vacanze alternative

Scimmie Urlatrici

Non tutte le vacanze sono uguali. E alcune hanno più “senso” delle altre (oltre alla normale voglia di staccarelaspinadalavorostudiocittàcolleghi che le accomuna tutte). C’è chi preferisce dire “addio” al tran tran quotidiano da un lettino in riva al mare e chi lo fa sgobbando, ma per vacanza. In mete lontane, vicine o vicinissime. Purché anche nei giorni di ferie si faccia qualcosa di concreto, oltre a sorseggiare ottimi drink. Qualcuno le chiama vacanze etiche, altri intelligenti o alternative, ma forse sono semplicemente modi diversi di intendere l’estate. E le offerte non mancano. 

Projects Abroad, società inglese (con sede anche in Italia) specializzata nell’organizzazione di esperienze di volontariato internazionali, propone vere e proprie “missioni” estive in giro per il mondo. Dall’insegnamento della matematica in Bolivia alla salvaguardia di scimmie urlatrici, cervi e orsetti lavatori in Costa Rica. Le tre regole base: «Puoi partire anche senza precedente esperienza o particolari qualifiche. Scegli liberamente il progetto e il paese che preferisci. Scegli la data di partenza e la durata della tua missione umanitaria». Le offerte ci sono durante tutto l’anno ma, spiegano dall’organizzazione, «nel periodo estivo, in concomitanza con le ferie, c’è un’impennata di richieste». La maggior parte delle richieste arriva soprattutto dai giovani, tra i 18 e i 35 anni. Eppure tra gli affezionati c’è anche qualche over 50. 

Come Silvia Pellizzari, 57enne impiegata della Provincia di Roma, che nelle ultime tre estati ha lasciato la Capitale per insegnare a disegnare e a parlare, leggere e scrivere il francese ai bambini del Burkina Faso, Madagascar e Marocco. «In Marocco tenevo un corso mattina e pomeriggio per i ragazzi di Rabat, tra i 6 e 16 anni, tolti dalla strada», racconta. «Sono stata lì due mesi, perché mi interessa dedicarmi agli altri e ho una grande passione per l’Africa». E nella sua testimonianza scrive: «Ero partita da Roma bisognosa di allegria, di calore, di semplicità, e la convivenza con Said, sua moglie Rahma, la figlia Chaima e tutti gli zii, cugini e nipoti della famiglia Grellane è stata occasione di risate, confidenze e scambio di affetto». Il tutto, ovviamente, ha un costo, «che varia dai 1.200 ai 1.300 euro», spiegano da Projects Abroad. 

Anche Legambiente organizza campi di volontariato per tutta l’estate, tra le isole, le cime alpine e i borghi più suggestivi d’Italia (qui la mappa completa). A Favignana, ad esempio, nell’arcipelago delle Egadi, si può partecipare all’attività di «monitoraggio delle popolazioni di ricci, in particolare della specie Paracentrotuslividus ai fini di tutela della diversità biologica». A Sortino (Siracusa), invece, nell’area compresa tra la necropoli di Pantalica, inclusa nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco, la Valle dell’Anapo e l’Eremo di Santa Sofia, «i volontari saranno impegnati nella pulizia di sentieri, monitoraggio e sensibilizzazione dei turisti e attività sociali». Se poi volete varcare i confini dell’Italia, Legambiente propone anche campi di volontariato all’estero, dall’Armenia alla Spagna, dall’Islanda al Messico. «Era un periodo in cui avevo bisogno di serenità, di pace», racconta uno dei partecipanti al campo di Alicudi dello scorso anno. «Di stare lontano dal caos della città e di venire a contatto con l’ambiente».

Stessa cosa fa il Wwf, che in Calabria, a Palizzi, e a Lampedusa, in Sicilia, organizza i campi di volontariato per la tutela delle tartarughe marine, oltre alle vacanze per ragazzi, adulti e famiglie improntate al seawatching e alla biologia marina. Da Torre Guaceto (Puglia) al Parco delle Cinque terre (Liguria). Ci sono poi i «viaggi della biodiversità» e quelli «escursionistici», in bici o in barca a vela. Magari non ci sarà la vasca idromassaggio, ma le mete farebbero gola anche ai più snob viaggiatori da resort: Baleari, Mauritius e persino Ecuador. 

Dal mare straniero a quello nostrano. A Vernazza, uno dei paesi delle Cinque Terre liguri colpiti dall’alluvione del 25 ottobre del 2011, un gruppo di tre donne americane ha creato l’organizzazione non-profit “Save Vernazza” «per la ricostruzione, il restauro e la conservazione della città». Per raccogliere fondi, l’associazione si è inventata il “volun-tourism”, a metà tra il turismo e il volontariato, sui terrazzamenti a picco sul mare. Il progetto si chiama “Turisti Nei Cia’n”: i partecipanti lavorano con i residenti per ricostruire i terrazzamenti danneggiati, coltivando la vite, curando i frutteti e ripulendo i terreni colpiti dalle frane. E dopo tanto lavoro tra polvere e sole, ai volontari verrà offerto un ottimo pranzo a base di prodotti e vino locale. 

Restando al lavoro nei campi, l’associazione antimafia “Libera” anche quest’anno propone i campi di volontariato nei terreti confiscati alla criminalità organizzata, dalla Calabria al Piemonte. Si parte dalla coltura di melanzane in pieno luglio alla vendemmia a settembre. Le giornate sono ben organizzate. La mattina, per almeno 3 ore, si svolge il lavoro nei campi. Seguono i momenti di formazione e approfondimento sul fenomeno delle mafie. La sera invece è il momento per l’incontro con le comunità locali. Scrive uno dei volontari nel suo diario: «Sveglia presto, colazione abbondante e poi via dritti nei campi ad estirpare vigneti. Quando il sole si è fatto molto alto, gli operai ci hanno fatto partecipare alla mietitura dei ceci ed è stato molto divertente tuffarsi in una vasca piena di ceci! Dopo il pranzo e la necessaria siesta al riparo dal sole estivo, abbiamo incontrato il pm della Procura di Agrigento, Salvatore Vella, persona di un coraggio e una forza incredibili, con il quale abbiamo discusso di mafia, Stato e Legalità. Egli è riuscito a darci forti emozioni e ad aprirci gli occhi su aspetti della criminalità organizzata che in parte ignoravamo». 

Se poi non si vuole rinunciare alla vena artistica anche sotto il sole d’agosto, l’organizzazione non governativa turca Genctur organizza “campi artistici” a Kayakoy, sul mare Egeo. Nell’arco di due settimane i partecipanti possono frequentare laboratori di fotografia, pittura turca tradizionale, disegno, lavorazione del legno, ceramica e addirittura realizzare un cortometraggio. Sempre meglio della classica cartolina con la moschea blu.

@lidiabaratta

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