14 Agosto Ago 2013 1527 14 agosto 2013

Claudio Fava: “Crocetta è capace solo di fare annunci”

L’opinione del parlamentare di Sel

Claudio Fava 1

«In questi mesi si è contraddistinto per le marce indietro: dalla nomina di Zichichi e Battiato, al dietrofront sul Muos. A Crocetta piace l’annuncio, la folla plaudente. Del resto in Sicilia si è sempre alla ricerca di un Masaniello». Che Claudio Fava, parlamentare nazionale e conoscitore come pochi della Sicilia, sia la persona più adatta a commentare i recenti avvinimenti siciliani non lo scopriamo oggi. Da Salina, dove risiede abitualmente per le vacanze estive, il figlio del giornalista ucciso da Cosa Nostra analizza i primi nove mesi del governatore siciliano, i passi indietro, il sistema di potere che lo circonda, l’uso improprio della parola «mafia» da parte del governatore: «Questa ossessione di vedere la mafia ovunque da una parte denota una grande ansia di ribalta politica, di personalismo, dall’altra anche una certa ingenuità».

Il governatore siciliano di Crocetta attacca i giornalisti e li definisce “punciuti”, ovvero mafiosi. Addirittura in occasione della manifestazione dei “no Muos” a Niscemi si è stagliato contro i dissidenti evocando lo spettro di infiltrazioni mafiose fra i manifestanti.
Sembra che questa ossessione di vedere la mafia ovunque da una parte denota una grande ansia di ribalta politica, di personalismo, dall’altra anche una certa ingenuità: di temere davvero che il mondo possa credere che ci sia una linea di demarcazione, tracciata da Crocetta, sul destino degli uomini e delle cose; e che tutto ciò che si trova dall’altra parte rappresenti una sorta di connivenza. La mafia richiede la stessa misura, la stessa prudenza nelle parole e nei gesti nei confronti di quella che lei utilizza nei nostri confronti. Svilire il concetto di lotta alla mafia è una parodia simile della lotta alla mafia.

Il governatore della «rivoluzione», dell’accordo con il Movimento Cinque Stelle, si è trasformato nel governatore dei dietrofront. Dietrofront sul Muos, sull’aumento dell’Irpef, la riforma delle province non decolla. Insomma potremmo definirlo il «governatore degli annunci».
Si è contraddistinto per le marce indietro. Ad esempio, avere annunciato due assessori come Battiato e Zichichi, due siciliani che a questa esperienza avrebbero potuto dedicare due minuti del proprio tempo. A Crocetta piace molto l’annuncio, la folla plaudente. Del resto in Sicilia c’è sempre la ricerca di un Masaniello.

Allo stesso modo ha creato attorno a sé un solido sistema di potere. Gli industriali capitanati da Ivan Lo Bello e Antonello Montante difendono il suo operato.
Non credo che Crocetta rappresenti un sistema di potere, ma che rappresenti un sistema di vanità politica. Se penso a un sistema di potere mi viene in mente quello del senatore Lumia, che ha costruito nel tempo un raffinato sistema politico personale – oltre l’agenda politica. Ad ogni modo credo che i siciliani, sia quelli che si intendono di politica, sia gli altri, abbiano gli elementi sufficienti per distinguere il grano dal loglio.

Verrebbe da chiedersi se Leonardo Sciascia avrebbe definito “professionisti dell’antimafia” anche uno come Lumia, e se vogliamo, lo stesso Crocetta?
Io credo che non sia il caso di dare i voti su come gli altri faranno la lotta alla mafia. A me in questa fase interessava capire come Crocetta avesse piegato una funzione istituzionale a un esercizio esasperato del proprio narcisismo.

Torniamo al governo regionale. Il governatore è in grosse difficoltà: non ha più il sostegno del M5s, e ha una maggioranza traballante. Durerà cinque anni?
La storia insegna che i peggiori governi siciliani possono durare fino a quando un’inchiesta giudiziaria non mette loro fine. Non basta la malapolitica per decretare la fine di un ciclo. Il governo Crocetta, di conseguenza, potrà durare cinque anni.

Un’ultima domanda: tra il governo «traballante» di Crocetta e il governo di «servizio» di Enrico Letta trova delle assonanze?
Crocetta se volesse ha comunque una maggioranza politica, ed un tasso di coesione politica maggiore. Letta è il frutto di un accordo di sopravvivenza: era condannato a galleggiare. Dei due chi ha perso è Crocetta perché stato eletto direttamente dal popolo siciliano. Mentre il destino delle larghe intese era già stato segnato in questa forma malinconica.  

Twitter: @GiuseppeFalci

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