15 Agosto Ago 2013 1047 15 agosto 2013

Google, “chi usa Gmail non pretenda la privacy”

Mountain View risponde alle accuse

Gmail Logo

Chiunque mandi una email ad un utente Gmail o due persone che hanno entrambe Gmail dovrebbero aspettarsi che il fornitore del servizio (cioè Google) possa scansionare il contenuto della comunicazione. È quello che avrebbe scritto il collegio difensivo di Mountain View per rispondere ad alcune accuse che sono state mosse al servizio di posta elettronica davanti ad una corte distrettuale californiana.

Google è infatti stata oggetto di diverse citazioni in giudizio, individuali e collettive, negli Stati Uniti. Motivo del contendere, secondo chi ha presentato le richieste davanti alla Corte distrettuale della California del Nord a San Josè, la pubblicità associata alle caselle di Gmail: Google avrebbe violato le leggi sulla privacy per generare pubblicità mirata.

La compagnia di Mountain View, nel rispondere alle accuse mosse dalla parte avversa, in un percorso legale che non è arrivato alla sede dibattimentale dell’aula, ha prodotto una memoria difensiva. Nelle trentanove pagine redatte dal collegio difensivo, come evidenzia l’associazione di consumatori Consumer Watchdog, ripresa poi da TIME magazine, si legge

Così come il mittente di una lettera ad un collega non può sorprendersi che l’assistente del ricevente apra la lettera, le persone che usano oggi email basate sul web non possono essere sorpresi se le loro comunicazioni vengono processate dal provider ECS del ricevente mentre sono nella fase di ricezione. Infatti, «una persona non ha nessuna legittima aspirazione alla privacy rispetto alle informazioni che concede volontariamente a parti terze». Smith v. Maryland, 442 U.S. 735, 743—44 (1979). In particolare, la Corte ha sottolineato che le persone che comunicano attraverso un intermediario (nel caso Smith, una telefonata inoltrata tramite una compagnia telefonica) devono necessariamente mettere in conto che la comunicazione diventerà un fattore [di trasmissione] nei sistemi dell’intermediario. PEr esempio, la Corte ha spiegato che mentre si usa il telefono, una persona «immette volontariamente informazioni numeriche alla compagnia telefonica e “espone” questa informazione al suo apparato tecnico nel normale svolgersi della sua attività» Id. at 744 (emphasis added).

(in lingua originale)

Se in questo passaggio il collegio difensivo si riferisce a chi da una casella mail non-Gmail manda una mail ad un utente del servizio di Mountain View, nell’introduzione — scrive sempre TIME — il collegio difensivo si occupa anche di comunicazioni che viaggiano fra due diversi utenti Gmail. Nella memoria difensiva si legge:

Qui, fra le parti che sono utenti Gmail, si è acconsentito alla scansione automatica delle proprie email (incluso lo scopo di generare pubblicità mirata) in cambio dell’utilizzo del servizio Gmail, prevenendo quindi qualsiasi tipo di causa secondo le leggi federali.

Mountain View ha risposto anche all’articolo di TIME, scrivendo che: 

Noi abbiamo molto a cuore la privacy e sicurezza dei nostri utenti; recenti notizie che sostengono il contrario sono semplicemente falsi. Con Gmail abbiamo costruito le feature migliori del mercato sia per quanto riguarda la sicurezza che la privacy e — a prescindere da chi mandi un email ad un utente Gmail, queste protezioni vengono applicate.

Clicca e leggi il documento integrale:

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