30 Agosto Ago 2013 1040 30 agosto 2013

Fornero vs Giovannini: l’apprendistato vince sui bonus

Istat: +1,5% di disoccupati dal 2012

Guanti

Fornero contro Giovannini. Chi vincerà la battaglia per salvare il mercato del lavoro italiano? I bonus previsti dal decreto lavoro del governo Letta per chi assume a tempo indeterminato i giovani senza lavoro? O il contratto di apprendistato, baluardo della riforma Fornero per l’ingresso nel mercato del lavoro?

I nuovi dati Istat suonano come un allarme: la disoccupazione, nonostante negli ultimi mesi sia rimasta ferma al 12%, è aumentata dell’1,5% rispetto al 2012, e quella giovanile ha raggiunto quota 39,5%, più 4,3 punti sul 2012. I senza lavoro in cerca di occupazione in Italia sono in tutto 3 milioni e 76mila, e più della metà di loro la cerca da un anno o più.

L’Ufficio paghe di Confartigianato Trieste (critica sin dall’inizio sugli incentivi del decreto lavoro), racconta Il Piccolo, ha simulato i costi a carico di un’impresa che voglia assumere una persona con il quinto livello del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di aziende alimentari, uno dei contratti più diffusi del settore.

Il confronto è illuminante. L’assunzione di una persona a tempo indeterminato senza alcuna agevolazione porta a un costo aziendale di 1.635 euro al mese. Con il bonus del governo, il costo mensile scende a 1.210 euro. Per una persona assunta assunta con contratto a tempo determinato e senza agevolazioni, invece, si arriva a 1.653 euro. Ma l’assunzione di un apprendista senza alcun bonus ha un prezzo di 1.055 euro al mese. Si tratta di 155 euro in meno rispetto al bonus Letta. «Non siamo i primi ad aver fatto queste simulazioni», spiegano dalla Confartigianato Trieste, «ce ne sono altre che danno lo stesso risultato». 

Il decreto lavoro del governo Letta ha allargato la famiglia delle assuzioni con incentivo, mettendo a disposizione 794 milioni di euro. I bonus riguardano tutti i datori di lavoro che assumeranno fino al 30 giugno 2015 con contratto a tempo indeterminato, anche part time, lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o senza un diploma di scuola media superiore o professionale. Il datore di lavoro potrà contare su un aiuto per 18 mesi pari a un terzo della retribuzione mensile lorda, con un tetto massimo di 650 euro per lavoratore. 

Il contratto di apprendistato, invece, è il contratto principe per coniugare formazione e occupazione dei giovani, eletto dalla riforma Fornero a contratto preferenziale di primo ingresso nel modo del lavoro (nonostante non abbia conosciuto grande fortuna dopo il varo della riforma). Rispetto al Testo Unico del 2011, la legge 92 del 2012 ha aggiunto una durata minima non inferiore a sei mesi e nuovi limiti numerici, che però non si applicano alle imprese artigiane. 


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Con l’apprendistato, il costo del lavoro è vantaggioso. Primo, la remunerazione prevista per gli apprendisti è ridotta. La legge dà la possibilità di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e di riconoscere una retribuzione pari a una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, secondo quanto previsto dal contratto collettivo applicato. Secondo, le imprese che assumono apprensiti possono beneficiare di un regime contributivo agevolato: per le aziende fino a 9 dipendenti dal primo gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2016 lo sgravio contributivo (riconosciuto dalla legge 183/2011) è del 100% per i primi tre anni di contratto. 


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La soluzione dell’apprendistato, dicono da Confartigianato Trieste, permette anche a chi assume di decidere, al termine del periodo della formazione del lavoratore, se confermare o meno il dipendente. Per accedere ai bonus del governo, invece, l’assunzione è a tempo indeterminato. Le aziende saranno disposte a fare un passo così lungo per beneficiare di 650 euro al mese?

@lidiabaratta

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