27 Settembre Set 2013 1800 27 settembre 2013

Cos’è davvero Silk Road, l’Amazon delle droghe

Il Daily Beast intervista il fondatore

Silk Road Apert

«L’ho fatto perché le persone muoiono per una dose tagliata male». È anche filantropo Dread Pirate Roberts, come si fa chiamare il fondatore di Silk Road. Il suo sito è noto per essere l’eBay delle droghe: Ecstasy, Lsd, banale marijuana, tutto in vendita, insieme a computer e altri articoli da regalo completamente legali e ignorati dalla maggior parte dei visitatori.
L’accesso (alla seguente URL: http://silkroadvb5piz3r.onion) è possibile solo attraverso Tor, il software che garantisce l’anonimato nei movimenti in Rete.
Una volta dentro l’utente sceglie la merce, che è di qualità garantita: «Una delle più pure e con dosaggi ben definiti», assicura il gestore. «Questa gente non sa cosa sta prendendo e quanta – spiega Dread Pirate Roberts –, ma è il meglio che possono fare grazie a tutto il danno che il proibizionismo ha fatto al mercato delle droghe. Silk Road sta riparando a quel danno».
Una vera mission imprenditoriale, dunque, che esclude dalla vetrina digitale del sito gli articoli fatti appositamente per nuocere: niente armi, omicidi o oggetti rubati. Sì, invece, ai documenti falsi.
Per quel che riguarda la pratica di acquisto, l’acquirente può pagare il prodotto scelto in Bitcoin, valuta elettronica che garantisce un pagamento criptato. Il bello, invece, è che la consegna avviene per posta, come con le cartoline. Tanto basta non aprirle il pacco.

«Gli individui che formano la nostra community sono i più responsabili, scrupolosi e coraggiosi», assicura Dread Pirate Roberts al The Daily Beast, in una rara intervista epistolare con Winston Ross. In effetti chi fornisce la merce è si è fatto una reputazione negli anni, tanto che nella sua bacheca appaiono i commenti ormai familiari dei clienti, che chiamano gli spacciatori con nomiglioni tipo: «La regina di Silk Road».

Tra i non affezionati, Silk Road ha acquisito particolare notorietà nel 2011 quando il blog newyorkese Gawker, praticamente un'edizione reale di Gossip Girl,ha pubblicato un pezzo sull'argomento. Il dibattito che ne è seguito ha portato il senatore Charles Schumer a chiedere alla Drug Enforcement Administration di chiuderlo: «Rappresenta il tentativo più sfacciato di vendere droghe online che abbiamo mai visto. È sfacciato anni luce più di ogni altra cosa», avrebbe detto.

Le autorità, in realtà, possono fare ben poco. Il sito australiano è ospitato da un server oltreoceano e l'Australian Federal Police ha detto di non avere giurisdizione sul sito. Inserito nella lista nera dei siti proibiti dai filtri PC nel giugno 2011, il sito ha continuato indisturbato la propria attività. 

La polizia ha provato più di una volta a dare la caccia a chi si nasconde dietro al sito: l'Operazione "Adam Bomb" è scattata nell'aprile 2011.
L’agente speciale Briane M. Grey, a capo dell’operazione, aveva lanciato un messaggio: «L’azione di oggi dovrebbe mandare un chiaro messaggio a alle organizzazioni che usano la tecnologia per condurre azioni criminali. La DEA li rintraccerà». Ma non è stato così. Runa Sandvik, uno sviluppatore di Tor intervistato da Oliver Franklin di GQ, ha aggiunto: «Silk Road è un sito libero e fai-da-te, così anche se le autorità potessero chiuderlo, in Gran Bretagna sarebbe illegale».

Nonostante la sua fama, pare che Silk Road non sia ancora stato copiato dai criminali nostrani. «Il fenomeno nel nostro Paese non sembra ancora particolarmente esteso», spiegava alla Stampa il direttore della Divisione investigativa della Polizia Postale, un anno fa. Sui trafficanti italiani, però, il riserbo è massimo: «Posso solo dire  che ci sono attività investigative in corso».

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