La Lucarelli contro l’ipocrisia del #boicottabarilla

Selvaggia Lucarelli e la Zanzara

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27 Settembre Set 2013 0815 27 settembre 2013 27 Settembre 2013 - 08:15
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Barilla

Nel can can mediatico scoppiato sulle affermazioni di Guido Barilla a La Zanzara di Radio24, questa posizione di Selvaggia Lucarelli ci sembra la più sensata. La facciamo nostra…

A me la cosa di boicottare la pasta Barilla non piace. Tutte le aziende decidono cosa e come comunicare, il loro target, la comunicazione. Quella di Barilla è sempre stata tradizionale. Se vogliamo antica. Se vogliamo vetusta. Se vogliamo stantia. Voglio dire, mettono Banderas a fare il mugnaio quando non esistono più mugnai e mulini e manco galline che non vivano in batteria o accanto a qualche calciatore, quindi figuriamoci. Da Guido Barilla non mi aspettavo dichiarazioni diverse e trovo che quello che ha detto sia stato strumentalizzato. Ha detto di essere d’accordo con i matrimoni gay ma che uno spot Barilla con due gay non lo farebbe, Barilla ha un concetto di famiglia tradizionale. Non mi pare nulla di sconvolgente. Anche gli altri non fanno spot con famiglie omosessuali, non vedo mamma e mamma che cambiano pannolini o due uomini che si regalano i Baci Perugini. Semplicemente, sono più furbi di Guido Barilla e stanno zitti. La sua colpa è stata quella di dirlo e di dirlo usando espressioni infelici. (comprassero pure un’altra pasta, facessero quel che vogliono senza disturbare gli altri..) Barilla ha fatto l’errore madornale di spiegare le logiche della comunicazione, che sono quasi sempre ciniche, volgari o semplicemente vecchie e che proprio per questo le aziende tengono per sé. C’è chi si rivolge alla famiglia tradizionale, chi all’uomo con la gnocca in testa, chi all’adolescente cretino, chi alla donna un po’ zoccola, chi al tifoso rozzo e così via, ma nessuno te lo viene a raccontare fuori da un’agenzia di pubblicità. Può non piacere ma è così. Del resto, Barilla e chi fa pubblicità per Barilla fa, appunto, pubblicità, non politica. Mi preoccuperei se Guido Barilla non assumesse lavoratori gay nella sua azienda, mentre immagino che ce ne siano molti e immagino pure che l’idea del boicottaggio non li entusiasmi per niente. Io continuerò a comprare la pasta Barilla, se capita, e vi dirò di più: continuerò a guardare i loro spot con famiglie in cui non mi riconosco perchè non vedo gay ma non vedo manco donne single che cenano con i figli. Ma chissenefrega.
 

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