29 Settembre Set 2013 1800 29 settembre 2013

Enrico Letta da Fazio: mercoledì la fiducia alle Camere

L'intervista in una manciata di tweet

Enrico Letta Fazio

Prima Giorgio Napolitano, poi Fabio Fazio. La domenica di lavoro di Enrico Letta si conclude a Che Tempo Fa. In collegamento da Palazzo Chigi il presidente del Consiglio fornisce ragguagli sul colloquio avuto nel pomeriggio con il Capo dello Stato e traccia la road map della crisi governativa. «Con Napolitano abbiamo deciso che bisogna andare in Parlamento, mercoledì probabilmente, e lì ognuno si assumerà le proprie responsabilità con la massima trasparenza chiedendo la fiducia sia al Senato che alla Camera». Il premier ribadisce che il suo orizzonte è quello della prosecuzione dell’esecutivo anche se, chiarisce, «non ho intenzione di governare a tutti i costi come un Re Travicello».

Cita pure il film «Il Giorno della Marmotta» per chiedere uno scatto di fronte ai dibattiti «di questi ultimi vent’anni, sempre uguali». La mossa delle dimissioni di massa da parte del Pdl «è un gesto che mina la democrazia» e sulla vicenda Berlusconi «vanno seguite le regole e applicate le sentenze». Secondo il premier nel partito del Cav «c’è un profondo dibattito politico, le parole di Alfano dimostrano questo travaglio». Al contrario «mi risulta che la maggioranza degli elettori vuole che l’esperienza del governo prosegua». Poi il premier va all’attacco sull’Iva: «Il Cav prova a rovesciare la frittata ma non ce la farà, l’aumento lo fece già il primo governo Berlusconi mentre il mio obiettivo è quello di fare una razionalizzazione delle aliquote».

L’ipotesi elezioni anticipate viene rispedita al mittente nel giro di una frase, perché, spiega l’ex vicesegretario Pd, «andare al voto col Porcellum costringerebbe di nuovo a fare le larghe intese». A proposito di legge elettorale il premier, che cinque mesi fa nel medesimo salotto tv annunciava come uno dei punti cardini dell’esecutivo, rilancia: «La riforma è ancora una nostra priorità, ci sta lavorando la Commissione Affari Costituzionali e a breve una proposta approderà in Aula». Anche se incalza: «per fare una legge elettorale bisogna costruire il consenso e ad oggi non c'è stato nè quello del Pdl nè quello del M5s che vuole votare col Porcellum».

In tema Cinque Stelle il premier non lesina critiche all’atteggiamento di Beppe Grillo, «che spara a zero su tutto e non ha concesso alcuna apertura al momento di formare il governo», mentre le truppe parlamentari stellate «si congelano nell’irrilevanza politica». Quando Fazio gli chiede di una sua futura candidatura in politica, Letta glissa con rapidità: «Sono totalmente concentrato sull’azione del governo». Comunque fa sapere che andrà a votare alle primarie Pd, benedice l'opera del segretario Epifani («sta lavorando bene») e sottolinea che l’8 dicembre «è una data importante per uscire da una fase complicata». L’ironia della sorte vuole che domenica 29 sia il compleanno di Bersani e Berlusconi. «A Pierluigi - chiosa Letta - ho fatto degli auguri calorosi, con lui ho un legame forte ed è anche grazie alla sua generosità se è cominciata la mia esperienza di governo». Quanto a Berlusconi, niente candeline: «Gli auguro anni di serenità, ne abbiamo tutti bisogno».

Twitter: @MarcoFattorini

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