4 Novembre Nov 2013 2015 04 novembre 2013

I Degennaro ripianano le perdite con i mini bond

La potente famiglia pugliese

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Ai Degennaro piace il mini bond. Sud Commerci srl, che fa capo a un ramo della famiglia barese – diventata famosa per le 50 cozze pelose regalate al sindaco della città, Michele Emiliano – ha deciso di emettere titoli per 22 milioni di euro, allo scopo di finanziare lo sviluppo immobiliare dell’area adiacente al centro commerciale Auchan di Casamassima, Comune in provincia di Bari. Controllata da Trading Service Srl, Sud Commerci è presieduta da Davide Degennaro, proprietario dell’Interporto cittadino la cui realizzazione è stata ampiamente foraggiata dallo Stato nonostante i revisori della società abbiano sollevato dubbi sulla sua salute finanziaria.

In Puglia la famiglia è potentissima. Immobiliaristi, politici – Gerardo è consigliere regionale del Pd – nel 1995 hanno persino fondato un’università privata, la Lum. Retta attualmente da Emanuele Degennaro, finito sotto inchiesta nel 2011 con l’ipotesi di riciclaggio. Daniele, Giulio e Giovanni sono attualmente a processo per abusivismo edilizio. Davide Degennaro, fratello di Emanuele, è figlio dell’ex senatore di Forza Italia (dal 2001 al 2004) e capostipite della dinsastia, Giuseppe Degennaro.

Sicuramente hanno il fiuto per gli affari. Tant’è che l’emissione dei bond «denominati Power Center 6% 2013-2018», è una delle prime in assoluto, da quando l’esecutivo ha varato questo strumento per consentire alle Pmi di reperire capitali freschi senza passare per il canale bancario, che tanto non apre il rubinetto. Tuttavia, a leggere il prospetto informativo analizzato dal blog Linkerbiz viene qualche dubbio. Se la finalità del prestito è di

«finanziare i costi per lo sviluppo immobiliare di un grande progetto a Casamassima (BA) in prossimità del centro commerciale Auchan, su un’area di su un’area di superficie complessiva pari a 208.151 mq, che prevede (i) la realizzazione e valorizzazione di oltre 60.000 mq di esercizi commerciali coperti (di cui 11.000 mq. già costruiti ) e di 6.000 mq all’aperto destinati alla commercializzazione di prodotti florovivaistici e (ii) la realizzazione di parcheggi per circa 65.000 mq»,

il mini bond serve a coprire la metà dei costi, stimata in 44 milioni di euro complessivi. I rimanenti 22 milioni, recita la nota, arriveranno dalle banche.

Per ripagare le cedole – sebbene il rendimento del 6% non sia elevato per una società come la Sud Commerci, che ha chiuso il 2012 con debiti che sfiorano i 20 milioni e un patrimonio netto di 20mila euro – deriverà dal cash flow generato dagli affitti. Si legge infatti nel prospetto: «È prevista la consegna in locazione delle prime superfici già realizzate entro l’anno 2013, con decorrenza degli incassi per locazione a decorrere dal 2014. L’ammontare di tali incassi verrà impiegato annualmente dall’Emittente per corrispondere al Portatore del Titolo l’importo delle cedole interessi che matureranno a valere sul Titolo a partire del 2014. I ricavi rivenienti dalla costruzione e locazione dei successivi lotti relativi al Progetto Power Center verranno impiegati dall’Emittente per rimborsare il capitale a scadenza del Titolo».Contattato da Linkiesta, Davide Degennaro spiega che «il progetto prevede la realizzazione di lotti per stralci funzionali, che in parte sono stati costruiti. È prevedibile la consegna di superfici in tempi ragionevolmente brevi, con decorrenza canoni nel 2014».

Degennaro comunque è fortunato: i 22 milioni di bond sono stati interamente sottoscritti in un’unica tranche da Delta Fund, comparto della Futura Funds SICAV amministrata dalla Futura Asset Management di Malta, a sua volta di proprietà del fondo lussemburghese Optimum Asset Management. Il direttore di quest’ultimo è Girolamo Stabile, divenuto vicepresidente di Methorios Capital, specializzata in immobiliare e Pmi. Proprio Futura Funds ha investito in Methorios 19 milioni di euro. A Linkiesta Stabile dice: «Non commento operazioni di mercato, nel complesso abbiamo valutato le garanzie della società congrue all’investimento». Garanzie ovviamente immobiliari. Poi fa una battuta: «Sono sicuro di ricevere il flusso cedolare». Sul tasso “solo” del 6%, Stabile invece spiega: «La ratio di un coupon non eccessivamente elevato sta nel non mettere in difficoltà l’imprenditore con tassi insostenibili».

C’è di più. Il grosso dei debiti di Sud Commerci è verso Fire Srl, Tecnica e Costruzioni Srl, e la controllata P.In.Re. Srl, beneficiaria di una garanzia ipotecaria da 37 milioni concessa dalla Banca Popolare di Vicenza grazie alla quale «ha potuto ottenere l’apertura di una linea di credito in parte utilizzata a titolo di finanziamento intercompany in favore della nostra società per l’avvio della costruzione del centro commerciale». Rispondendo a Linkiesta, dalla Popolare di Vicenza hanno assicurato di non aver mai avuto problemi con la famiglia Degennaro. Ricapitolando: non solo Sud Commerci ha fatto da garante per il finanziamento dell’istituto berico alla P.In.Re., ma si è accollata un altro debito della P.In.Re. di 7 milioni nei confronti del Mediocredito. In proposito, il numero uno dell’Interporto dice: «La posizione finanziaria verso Mediocredito è della Sudcommerci, che può autonomamente valutare l’utilizzo delle risorse disponibili». Grazie al mini bond. Hai capito i Degennaro.

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