Serie mon amour
18 Novembre Nov 2013 1230 18 novembre 2013

Dracula: la sfida oltre il remake

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Dracula

Eroe romantico da un lato, un Don Chisciotte catapultato nell'Inghilterra vittoriana pronto a smascherare i crimini dei magnati del petrolio. Giustiziere della notte, un po' come il Corvo nell'omonimo film-evento che ha segnato la morte di Brandon Lee. Dall'altro non rinuncia mai a tirare fuori i denti aguzzi e ad attaccare povere donzelle indifese, succhiando loro il sangue, come insegna la tradizione dei vampiri. Dracula è così, politicamente corretto a metà, un po' buono un po' cattivo, un po' sexy e un po' bastardo... perché la TV con eroi immacolati non funziona, meglio quelli dirty e creepy, le cui azioni viaggiano a cavallo tra lecito e illecito e i cui pensieri oscillano senza sosta tra bene e male. 

NBC quest'anno ha tra le mani una bella gatta da pelare: raccontare per l'ennesima volta la storia del celebre conte della Transilvania, l'intramontabile protagonista del libro di Bram Stoker, non è mica semplice. Certo, c'è la consapevolezza di un personaggio che funziona, eletto tra i simboli della cultura popolare. Però c'è anche un manipolo di precedenti con cui fare i conti. Gli amanti della cinematografia storcono il naso: può una rete generalista creare un prodotto che superi per bellezza titoli come Dracula di Bram Stoker diretto da Francis Ford Coppola nel 1992 o Nosferatu il vampiro di Friedrich W. Murnau? NBC deve essersi fatta la stessa domanda prima di produrre questa nuova serie e impaurita dalla risposta ha deciso di optare per qualcosa di nuovo che con i precedenti avesse poco a che spartire. Cancellata dunque la diatriba con il cacciatore di vampiri Van Helsing: ora i due sono alleati, novelli Batman e Robin, Don Chisciotte e Sancho Panza, cavalieri senza paura che combattono contro un gruppo di burattinai onnipotenti, chiamato Ordine del Drago, artefici di misfatti e rappresentanti di quel sistema capitalistico che nell'Inghilterra del tempo sta perdendo piede. Dimenticata la trama originaria, il Dracula moderno è un vendicatore, risorto dalle ceneri, per punire l'ordine che secoli prima ha causato la morte sua e della sua donna. Si, Mina c'è, ovviamente: al sesso in TV non si rinuncia. E' una delle regole del marketing: se vuoi sfondare, piazzaci dentro qualche nudo e qualche footage osé. 

Il nuovo Dracula convince? Forse è ancora troppo presto per dirlo. In un momento di crisi di idee (dove si propinano remake dei remake dei remake – avete sentito l'ultima? NBC ha dichiarato di voler rifare La signora in giallo, senza Angela Lansbury ovviamente) la scelta di riproporre un mito senza tempo raccontandolo in maniera innovativa non può che essere apprezzata. Convincente anche la deriva steampunk. Ma, per quanto gli occhi freddi e glaciali di Jonathan Rhys Meyers siano perfetti per la parte del vampiro per eccellenza, sempre di remake stiamo parlando. «La novità ha un fascino al quale difficilmente possiamo resistere», scriveva l'edonista francese del 1600, Charles de Saint-Évremond. E come possono i telespettatori non dargli ragione?

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