12 Dicembre Dic 2013 1715 12 dicembre 2013

(Video)giochi per grandi e piccini

Super Mario, Skylanders e Infinity

Disney Infinity

Dunque sei un videogiocatore adulto, uno di quelli che può giocare a GTA V non solo perché ogni tanto ti piace guidare un camion a tutta velocità in una zona pedonale, ma perché ne apprezza i riferimenti culturali pop. Uno di quelli che pontifica su quanto i videogiochi ormai siano un mercato globale, in alcuni casi siano comparabili all’arte moderna, che saluta con entusiasmo il fatto che ormai facciano parte della cultura globale e ne apprezza le più disparate forme narrative.

Perché allora nel pomeriggio di Natale stai giocando con un titolo creato per tuo figlio? Non fare quella faccia, non è colpa tua, sei solo vittima del teorema che ha fatto la fortuna della Lego: un gioco progettato così bene da affascinare sia il vostro bambino interiore, sia quello che vi chiama papà.

Super Mario come Toy Story 
Il grande vecchio di questa categoria è senza dubbio Super Mario. Proprio in questi giorni è uscito un nuovo capitolo dell’ormai trentenne idraulico italiano con genitori giapponesi, Super Mario 3D World, e anche stavolta Nintendo è riuscita nella magia di ripetere uno schema noto a tutti, rendendolo appetibile. Grafica fumettosa, nemici più buffi che minacciosi, musichette allegre, grandi sorrisi; sarebbe molto facile bollare i giochi di Mario come titoli per bambini no? D’altronde, anche noi eravamo piccoli quando ci abbiamo giocato le prime volte… ecco questo è il tipico ragionamento che vi porterà a collezionare umiliazioni a raffica, e a perdere rapidamente molte vite.

Trattare Super Mario come un gioco per bambini sarebbe come dire che un adulto non può divertirsi guardando Toy Story, sono entrambe opere che nascondo dietro la faccia gentile soluzioni molto raffinate. Oltretutto, Mario in certi momenti richiede una coordinazione un tempismo che perdiamo col crescere, e che ci porta a domandarci come facevamo da piccoli a finire il gioco in scioltezza.

Ma poniamo che Super Mario sia il un gioco senza tempo, progettato senza pensare a un target specifico, come la mettiamo con giochi pensati e studiati per il pubblico più giovane?

Solo un'altra partita a Skylaneders
È il caso di Skylanders: Swap Force e Disney Infinity, giochi che condividono una filosofia simile, anzi, per la precisione, il secondo nasce proprio per contrastare il successo del primo.

Skylanders è l’ultimo capitolo di una serie nata tre anni fa, che si basa su un concetto molto semplice: dei piccoli mostri di plastica possono essere posizionati su un portale che permette al bambino di giocare con quegli stessi mostri all’interno del videogioco. Ovviamente ogni mostro ha caratteristiche e abilità diverse. Quando Activision presentò il gioco, in molti gli diedero poca importanza. A Ottobre dell’anno successivo la compagnia festeggiò i 500 milioni di dollari d’incasso, solo nel territorio americano, e oltre 30 milioni di pupazzi venduti. Tuttavia, il primo Skylanders e la sua espansione, Giants, erano in tutto e per tutto giochi per bambini. Il salto di qualità è avvenuto quest’anno con l’uscita dell’ultimo capitolo, chiamato appunto Swap Force, nel quale Activision ha introdotto un certo livello di profondità.

I nuovi personaggi possono infatti dividersi a metà e mescolare gambe e parte superiore tra di loro, generando oltre 250 possibilità differenti. Inoltre, ogni parte può sbloccare nuove abilità, grazie ai punti esperienza. I livelli del gioco sono adesso un misto tra platform alla Super Mario e i picchiaduro a scorrimento (tipo Double Dragon, per i più retrò, o God of War, per i meno stagionati), che se giocati al massimo livello di difficoltà richiedono tutta la bravura di un giocatore esperto per essere portati a termine. Quando lo abbiamo provato, il nostro «uff un gioco per bambini» si è trasformando in «vabbe’, ultima partita e poi cominciamo a scrivere» in un paio di livelli.

Tutti i mondi Disney, in Disney Infinity
Ed è proprio guardando all’enorme successo di Skylanders che Disney è scesa in campo con Infinity, un sistema che riprende la stessa filosofia dei pupazzetti portati nel gioco, ma che dalla sua ha tutta la potenza di fuoco delle molte licenze che vivono all’ombra di Topolino, come Tron, Pirati dei Caraibi, Guerre Stellari, e tutto il suo parco di film d’animazione.

La vera forza di Infinity non è tanto il gioco in sé, spesso troppo semplice per appassionare il giocatore medio, ma nella cosiddetta “Scatola dei giochi”. In questa modalità vi viene data la possibilità di creare qualunque gioco abbiate in mente, mescolando tutti i personaggi che volete, con un editor semplice da padroneggiare ma così ricco di opzioni da permettervi di mettere in scena qualunque gioco abbiate in mente. Giocando con inquadrature, interruttori e oggetti di scena potrete creare dallo sparatutto in soggettiva al gioco di guida, passando per il platform e perfino un gioco di calcio. C’è il serio rischio che passiate più ore voi a progettare un gioco per vostro figlio che lui a giocarlo.

Se poi siete appassionati di Lego, fumetti e Guerre Stellari, c’è un ottimo modo per tramandare la vostra passione: i giochi che da anni la casa dei mattoncini affianca alle sue costruzioni ispirate a questi mondi. Proprio in questi giorni è uscito Lego Marvel Super Heroes, che raccoglie i più famosi eroi Marvel, Vendicatori compresi, in un platform action ricco di humor e citazioni che potrete giocare in cooperativa, e che potrebbe rivelarsi più impegnativo di quanto pensate.

Quindi, ben vengano i giochi adulti, le trame complesse, la violenza, il sesso, il dramma, il montaggio analogico e l’occhio della madre, ma ricordiamoci ogni tanto che i videogiochi nascono, come i fumetti, come forma di intrattenimento leggera, senza confondere leggero con stupido o infantile. E se proprio vogliamo dirla tutta, giocare con vostro figlio a Skylanders può essere molto più salutare che giocarci a calcetto, ricordatevi che sotto sotto siete di nerd, e che avete un’età.

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