19 Dicembre Dic 2013 1115 19 dicembre 2013

Anche il call center di Hp delocalizza, in Serbia

Lo hanno già fatto Sky, Wind e altri

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Il call center Hp (Hewlett Packard) lascia l’Italia per la Serbia. E 114 dipendenti da marzo 2014 rischiano di perdere il lavoro. Tutti lombardi, una media di 35 anni, circa 1.100 euro netti di stipendio al mese. Impiegati nell’unico centro di assistenza Hp per i clienti in Italia, gestito dalla Sitel, multinazionale con 23 sedi e 58mila dipendenti nel mondo. Dopo dieci anni di attività nella sede milanese di via Montecuccoli, la commessa Hewlett Packard passerà ai dipendenti della filiale di Belgrado. «Siamo entrati in azienda con contatti da apprendisti o a tempo determinato, senza grandi certezze - dice Floriano Galli, delegato della Rappresentanza sindacale unitaria Cgil di Sitel Italy – poi tra il 2007 e il 2010 siamo diventati tutti operatori a tempo indeterminato. E sono arrivati matrimonio, figli, mutuo».

Delle ragioni del trasferimento la direzione non ha voluto parlare: «La nostra politica è di non divulgare pubblicamente alcuna informazione sui contratti o le relazioni con i nostri clienti»,dichiara Barbara Giorgetti, senior operation manager della filiale milanese. Ma il motivo sembra essere legato ai costi. Perché sulla qualità del servizio fornito dagli operatori italiani pare non ci sia stato mai nessun dubbio: «In una scala 1-10 i clienti ci danno 9-10 nell’80% dei casi», spiega Galli. «Il fatto è che i dipendenti serbi costano 1/3 rispetto a noi».

A maggio scorso Sitel aveva annunciato a sindacati e dipendenti di avere difficoltà economiche: «Da subito abbiamo iniziato a fare cassa integrazione in deroga a rotazione», spiega Renzo Robotti, al call center Hp dal 2003. «Nei mesi successivi mai nessuno ci aveva parlato di un trasferimento. La cassa termina il 31 dicembre e non sappiamo cosa fare». Eppure nei documenti mostrati dall’azienda ai sindacati viene data per certa la chiusura del supporto tecnico a Milano tra gennaio e marzo 2014 e lo spostamento delle attività HP da Milano alla sede di Belgrado.

Nessuna avvisaglia nei mesi precedenti, poi a metà novembre inizia a circolare la notizia della delocalizzazione, preannunciata da documenti mostrati dall’azienda ai sindacati e confermata ufficialmente nell’incontro di due ore del 18 dicembre tra il direttore generale europeo di Sitel Pedro Lozano e le rappresentanze sindacali Cgil, Cisl e Uil. Si sperava di trattare, è stato un nulla di fatto. Con la promessa di riaggiornarsi a gennaio 2014. «La decisione sembra presa: ci hanno solo detto che l’azienda spera in una soluzione attraverso gli ammortizzatori sociali», dice il delegato sindacale Cgil. Ai 114 dipendenti non sono ancora arrivate le lettere di licenziamento ma «se dovessero inviarle a gennaio i tempi sarebbero quelli che ci avevano prospettato, ovvero tutti a casa entro marzo». 

Secondo i sindacati, l’azienda avrebbe nascosto l’operazione per tutto il 2013: «Qualche settimana fa la direzione aveva chiesto ai nostri team leader di andare in Serbia per preparare i nuovi lavoratori. Che ovviamente, appresa la novità, si sono rifiutati», conclude Galli.

«Sitel ha usufruito di contratti di solidarietà e sovvenzioni statali per otto mesi - aggiunge Vittorio Granitto, sindacalista Cgil- misure per aiutare le aziende che, nonstante le difficoltà, rimangono in Italia». E qualche speranza di rallentare il processo potrebbe arrivare proprio da qui: «Da gennaio 2014, la Lombardia ha previsto agevolazioni fiscali per le aziende che decidono di non lasciare l’Italia», ha detto il 16 dicembre un dirigente della Regione ai 50 dipendenti in presidio sotto il Pirellone.

Dopo Vodafone, Wind, Telecom, Fastweb, Sky, che negli ultimi tempi hanno scelto di trasferire i call center dall’Italia in Paesi come Romania, Albania, Bulgaria, Turchia, anche la Sitel tenta questa strada. O meglio ritenta, visto che tra gennaio e febbraio 2013 la multinazionale aveva spostato da Milano alla sua sede a Lisbona l’assistenza telefonica di Microsoft. Un trasferimento che non soddisfa l’azienda informatica, che già a settembre trasferisce la comessa alla filiale della concorrente Teleperformance.

Se la Sitel è in difficoltà, sembra però esserlo solo in Italia, visto che il 5 dicembre sul sito della multinazionale è stato pubblicato un annuncio per assumere circa 3.500 nuovi lavoratori tra USA e Canada.

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