27 Gennaio Gen 2014 1800 27 gennaio 2014

Istruzioni per far diventare tuo figlio un genio

Si comincia con la gravidanza

Young Mozart

In questi tempi fluttuanti e incerti l’intelligenza è l’asset più importante: il genitore è il primo insegnante dei figli, la casa è il primo luogo di apprendimento, non passa un momento senza che si impari qualcosa. Ogni volta che il genitore parla e ascolta il figlio, fa la differenza. Ma, a dire la verità, le cose possono cominciare ancora prima che il futuro genio venga al mondo: in pancia. LinkPop ha raccolto i consigli di Forbes per trasformare il figliolo in un mezzo genio o genio intero. Ci vuole tempo, dedizione, e molta cura. E si comincia subito.

1) Non programmare il parto

Come dimostrano alcuni studi di biologi alla Durham University, in Inghilterra, esiste un rapporto direttamente proporzionale tra la lunghezza dei periodi di gravidanza e la grandezza dei cervelli. Avere un cervello più grande significa disporre di un potere cognitivo maggiore, e di conseguenza avere tantissime potenziali capacità di apprendimento.

2) Durante la gravidanza non dimenticare il ferro

Al Centro Medico dell’Università di Rochester è stato stabilito che la carenza di ferro della madre, fin dall’inizio della gravidanza, rischia di bloccare lo sviluppo del cervello del bambino. Secondo alcuni studi, il fenomeno è diffuso: un terzo di tutte le donne presenta livelli di ferro bassi durante la gravidanza, rendendo necessario assumere integratori. I bambini con carenza di ferro hanno uno sviluppo più lento e manifestano problemi nell’apprendimento del linguaggio.

3) Allattate dal seno, è importante

Anche tra allattamento e sviluppo cerebrale esiste una relazione molto forte. Molti pediatri raccomandano che l’allattamento sia dal seno (in alternativa, la somministrazione di latte intero) duri almeno 12 o 24 mesi, quando il 75% del cervello del bimbo sarà completo. Più lo si fa a lungo, più si avrà un IQ maggiore. E non è poco.

4) Consumare cibi ricchi di acidi grassi

Secondo Mark Spielemann, un dietologo pediatrico dell’ospedale per bambini La Rabida a Chicago, “Il fattore più importante per uno sviluppo cerebrale ottimale sta negli acidi grassi, cioè gli omega-3 e omega-6”. Se consumati durante la gravidanza e subito dopo il parto avranno un effetto positivo sia sulla salute della madre e sullo sviluppo cognitivo e visivo del neonato. Si consigliano avocado, olio d’oliva e latte.

5) Il toccasana è una corretta educazione al sonno notturno

Dormire bene non è facile, ma è un punto essenziale per i bambini. Un buon equilibrio tra sonno notturno e pisolini diurni può rendere più veloce lo sviluppo del cervello di un bambino e aumentare le sue capacità, ad esempio l’attenzione, l’autodisciplina e la capacità di memorizzare le cose. Lo schema bagnetto-massaggi e un poco di attività, come una storia o una ninnananna – migliora il sonno dei bambini. Si consiglia di non correre in soccorso dei bambini che piangono di notte: la presenza del genitore potrebbe essere più un disturbo che altro.

6) Dagli un animale da compagnia

Eh già: il modo migliore per accrescere l’intelligenza sociale di un bambino e di lasciarlo interagire con gli animali. I cuccioli hanno sentimenti, imitano il linguaggio corporale delle persone e i bambini che sono in contatto con loro imparano prima a comprendere e interpretare le espressioni e le emozioni degli altri, molto più di quelli che giocano solo con i giocattoli.

7) Tieni lontano tuo figlio dagli schermi

Anche se potrebbe sembrare una buona idea ricorrere agli ultimi programmi educativi, secondo alcuni studi è meglio aspettare almeno i tre anni. Prima rischiano di essere nocivi. Piuttosto, se si vuole stimolare la sua intelligenza linguistica e la sua capacità di interazione con le altre persone, è molto meglio parlare tanto e leggere storie. Poi, con i giocattoli, insegnar loro a tenerli in ordine, per instillare un senso di intelligenza spaziale. Senza genitori, i giocattoli “intelligenti” non funzionano: servono stimoli per utilizzare l’intelligenza. Non hanno, altrimenti, nessun incentivo a risolvere problemi o creare qualcosa di nuovo.

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