29 Gennaio Gen 2014 2100 29 gennaio 2014

Vincono Silvio & Matteo, ko i piccoli, Alfano pareggia

Le prime pagelle sulla legge elettorale

Schede Elettorali 3

L’accordo tra Partito democratico e Forza Italia è chiuso. Prende forma la nuova legge elettorale. Certo, manca ancora l’esame del Parlamento. Non è poco. Al riparo dal voto segreto, deputati di maggioranza e opposizione potrebbero letteralmente riscrivere il provvedimento. Al centro del dibattito resta la soglia per conquistare il premio di maggioranza, fissata al 37 per cento. Ma anche gli sbarramenti, sensibilmente abbassati per venire incontro alle richieste dei partiti più piccoli. Lo scontro più acceso, però, rischia di consumarsi sulle liste bloccate. In attesa del passaggio in Aula è tempo per i primi bilanci. Se Silvio Berlusconi e Matteo Renzi stravincono la sfida, si allunga l’elenco degli sconfitti. I movimenti minori, anzitutto. Ma anche i sognatori di un grande centro popolare. La spunta la Lega Nord: un’apposita clausola dovrebbe garantire la permanenza a Roma del Carroccio.

I piccoli partiti perdono 

Gli ultimi ritocchi all’Italicum non cambiano la sostanza. Le soglie di sbarramento restano alte. Proibitive, per molti partiti italiani. Per accedere in Parlamento non si dovrà più conquistare il 5 per cento dei voti validi, ma il 4,5 per cento. Praticamente la stessa cifra. E questo solo per i partiti che decideranno di coalizzarsi. Per chi correrà da solo, la soglia si alza fino all’8 per cento. Non stupisce che Sinistra Ecologia e Libertà e i Popolari per l’Italia abbiano già presentato due pregiudiziali di costituzionalità. Oltre il danno, la beffa. I partiti coalizzati che non supereranno gli sbarramenti finiranno per “regalare” i propri voti al principale alleato. Al pari di una trasfusione di sangue.

Perdono anche i centristi

L’Italicum chiude definitivamente in un cassetto il sogno di un terzo polo. Troppo alto lo sbarramento del 12 per cento per le coalizioni. Se Scelta Civica, Nuovo Centrodestra, Popolari e Centro democratico proveranno a creare una grande alleanza alternativa a Renzi e Berlusconi, rischiano seriamente di rimanere fuori dal Parlamento. E a poco potrebbero servire le suggestioni legate al Partito popolare europeo.

Pareggia il nuovo centrodestra di Angelino Alfano

Il vicepremier non riesce - almeno per ora - a limitare le soglie di sbarramento. E il 4,5 per cento potrebbe rappresentare un problema anche per Ncd. Restano fuori dall’accordo anche le preferenze, che Alfano chiedeva con insistenza. Eppure l’ex segretario del Pdl strappa qualche buon risultato. È il caso delle candidature multiple, grande battaglia del Nuovo Centrodestra. La bozza del provvedimento permette ai candidati di presentarsi in più collegi, proprio come auspicava Alfano. Senza contare che dopo un lungo braccio di ferro Pd e Forza Italia hanno deciso di delegare al Viminale la definizione dei collegi elettorali. E il ministro dell’Interno è proprio Alfano….

La Lega Nord si salva

Il Carroccio ottiene un salvacondotto per aggirare le soglie di sbarramento. Una clausola di salvaguardia inserita nella legge elettorale garantirà i partiti più radicati sul territorio. A beneficiare della norma i movimenti che raccoglieranno il 7 o l’8 per cento in almeno tre regioni. A conti fatti, solo la Lega Nord.

Stravincono Silvio Berlusconi e Matteo Renzi

Sono i due protagonisti dell’intesa. I leader di Partito democratico e Forza Italia si accreditano già come i padri costituenti della terza Repubblica. Il giudizio sulla legge elettorale può essere più o meno positivo, ma il provvedimento è chiaramente frutto del loro impegno. Ognuno cede qualcosa, ma entrambi la spuntano. Il Cavaliere accetta di far salire la soglia per il premio di maggioranza al 37 per cento, ma strappa la norma Salva-Lega che tutelerà lo storico alleato. Conquista anche un importante riconoscimento che lo riporta al centro della scena politica (ammesso che se ne sia mai allontanato). Renzi ottiene il doppio turno, in cambio concede a Forza Italia le liste bloccate. Per quanto delicata, per ora l’intesa regge. Almeno fino a quando la Camera inizierà a votare gli emendamenti al testo.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook