7 Marzo Mar 2014 2015 07 marzo 2014

Galletti all’Ambiente, ministro ad personam di Casini

Il successore di Orlando

Galletti Gianluca

L’ultima volta, cinque anni fa, finì a carte bollate in tribunale. Le nomine dell’allora ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo nelle commissioni Via (Valutazione di Impatto Ambientale), Vas (Valutazione Ambientale Strategiche) e Icc (Integrated Pollution Prevention and Control) - fondamentali per il via libera alle opere infrastrutturali in Italia (la cui durata in carica supera la singola legislatura e che però vanno in scadenza a giugno 2014) e quindi a centinaia di aziende -, furono al centro di attacchi incrociati dalle varie cordate politiche. Spoil System è la parolina magica per comprendere i meccanismi di un settore fin troppo sensibile per l’apparato italiano, già sotto accusa per le lungaggini e le tempistiche da età della pietra.

Del resto, le più di cento poltrone nei centri nevralgici della burocrazia ambientale hanno sempre scatenato gli appetiti più incoffessabili della pubblica amministrazione, dei partiti e delle lobby. Docenti universitari, avvocati, biologi, magistrati e ingegneri si ritrovano in queste commissioni che devono valutare la fattibilità di realizzazione di centrali idroelettriche, impianti, gasdotti, impianti solari, centrali eoliche, ampliamenti di porti, trivellazioni e oleodotti. Aziende come Eni, Snam, Terna, Enel o Ferrovie dello Stato, ma pure imprese estere che vogliono operare sull’Italia, guardano alla tornata di nomine nelle commissioni con la stessa ansia per il rinnovo dei vertici e dei consigli di amministrazione.

Sulla partita aveva iniziato a lavorare l’ex ministro dell’Ambiente Andrea Orlando del Partito Democratico, considerato ancora un “giovane turco”, già veltroniano poi dalemiano, ora ministro di Grazia e Giustizia. Aveva provato a intervenire su un rinnovamento delle direzioni generali, ma l’arrivo di Matteo Renzi a palazzo Chigi al posto di Enrico Letta ha bloccato tutto. Adesso toccherà invece a Gianluca Galletti, democristiano tutto d’un pezzo, uomo ombra del leader Udc Pierferdinando Casini. Galletti e Casini sono un tutt’uno a Bologna. Hanno studiato insieme: Pier si fida di Gianluca e viceversa. 

Tra gli addetti ai lavori, da destra a sinistra, c’è particolare stima per l’ex candidato governatore alla regione Emilia Romagna (prese solo il 4% ndr). Politico capace, stimato, nato nella giovanile della Dc, cresciuto nel culto della “civiltà” bolognese, fra i membri più attivi del Parlamento, nel suo passato di commercialista non si segnalano note negative. Solo il fratello Giampaolo insieme con la moglie Maria Fiorentino finirono al centro dell’indagine Civis su un presunto giro di tangenti per appalti legati al filobus prodotto dalla Irisbus per Bologna, previsto della vecchia giunta di Giorgio Guazzaloca. L’attuale ministro all’Ambiente è stato assessore al Bilancio dell’ex sindaco e ha curato diverse partite economiche e societarie sotto la Torre degli Asinelli. 

Per questo motivo a Bologna si dice che Galletti mantiene ottimi rapporti con la Confindustria di Bologna, con le cooperative bianche vicine a Comunione e Liberazione, ma pure con la Maccaferri che produce centrali a biomasse con colossi come l’Enel. Tra gli ambientalisti duri e puri si teme che sulle nomine nelle commissioni possa pesare il parere di Gaetano Caltagirone, padre di Azzurra, moglie di Casini, grande finanziatore dell’Udc e tra gli imprenditori più importanti in Italia, in particolare a Roma. Il “Calta” è un’imprenditore che spazia dal cemento (Cementir) all’editoria (“Il Messaggero”), dalla Acea, multiservizi romana, alle costruzioni. Nei salotti che contano si dice che negli ultimi tempi si sia proprio avvicinato a Renzi.

In ogni caso la tornata di nomine nelle commissioni rischia di surriscaldare il clima da qui ai prossimi mesi. Di certo c’è che Casini, da molti ritenuto fuori dai giochi della politica, è tornato sulla piazza con prepotenza. Dapprima il ritorno verso Silvio Berlusconi. Il Cavaliere parlò di «lieto ritorno» e poi trovando un’intesa con Renzi e il Partito Democratico per il governo. Galletti è insomma la plastica rappresentazione delle intese bipartisan. A Bologna vanta entrature di spessore nelle università. E quando si parla di atenei e professori si parla, anche, di Romano Prodi. Nel capoluogo emiliano insomma c’è profumo di grandi intese, compresi i ministri al Lavoro Giuliano Poletti, ex Coop, e Federica Guidi allo Sviluppo, ex Confindustria. L’armonia renziana passa dall’Emilia Romagna. E da Casini.

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