14 Marzo Mar 2014 1230 14 marzo 2014

Il lato B dell’ecommerce, da Torino al resto del mondo

Made in Italy e nuove piattaforme

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È il lato nascosto dell’e-commerce, che si muove dietro i campioni mondiali come Yoox e vente-privee.com, così come la miriade di micro-venditori su eBay. Ad alimentare le offerte di queste vetrine, comprese le promozioni a prezzi stracciati, sta emergendo la versione contemporanea del grossista. È finito anch’esso online, con piattaforme dove far confluire migliaia di stock di prodotti da vendere a decine di migliaia di negozianti, online ma anche fisici. Le migliaia di agenti che battono i negozi palmo a palmo o gli uffici acquisti delle catene in rappresentanza dei produttori sono saltate a pié pari. La sorpresa è che uno degli operatori principali di questa nuova nicchia, in Europa ma anche a livello mondiale, è italiano, per la precisione di San Mauro Torinese, comune di 18mila abitanti non lontano dal capoluogo piemontese. 

Qui lavorano solo 20 persone, che fatturano 15 milioni di euro per la società Idt spa, meglio nota per il suo marchio www.brandsdistribution.com. Quando il fondatore, Carlo Tarfumi, la mise in piedi nel 2008, aveva in mente di lavorare nel mondo dell’e-commerce. Ritenendo che il lato B2C (business to consumer) fosse troppo affollato di concorrenti, ebbe l’intuizione di buttarsi sul lato B2B (business to business), in particolare nel campo dell’abbigliamento. Non era scontato che funzionasse, visto che l’e-commerce è per eccellenza il regno della disintermediazione: si saltano i passaggi, il venditore si rifornisce direttamente dal produttore. O, in alternativa, si rivolge ai distributori tradizionali. 

C’è però un dettaglio: i costi. «Se un produttore produce un prodotto al costo di 100, in un business classico un distributore lo acquista a 200 e lo cede a un negoziante, che a sua volta lo vende a 600 - dice Angelo Muratore, presidente di Brandsdistribution.com (nella foto a destra) -. Noi lo acquistiamo a un prezzo molto inferiore, acquistando a stock, e lo rivendiamo a prezzi di conseguenza inferiori rispetto ai distributori tradizionali». Muratore preferisce non divulgare i dettagli sui margini, ma sono molto risicati. Il resto lo fanno il salto dei passaggi intermedi, come gli agenti, e la struttura snella dell’azienda. Per capirci: nel bilancio 2012 i costi del personale erano di 273mila euro su un fatturato di 12,9 milioni. L’utile ante-imposte era pari a 581mila euro e l’utile netto di 355mila euro, entrambe le voci in forte accelerazione rispetto al 2011, quando erano stati rispettivamente parti a 194mila e 112mila. «Fatturato e redditività hanno avuto una crescita costante negli anni e, cosa rara nel mondo dell’e-commerce, senza avere mai un bilancio negativo», aggiunge Muratore, che preferisce non dare dettagli sui profitti del 2013.

Quello che invece è nota è la dimensione internazionale della piattaforma di distribuzione. «Serviamo 170 Paesi nel mondo», con un’attività che «per il 90% è rivolta all’estero». Ultimo accordo è con il cinese Xiu.com, che vende moda e lusso. Hogan, No Limits, Fendi, Disney, Diesel, sono solo alcuni dei marchi che saranno distribuiti.  «La scelta del partner strategico non è stata difficile – afferma Angelo Muratore – Xiu.com, con il miliardo di yuan fatturati nel 2013 e la sua crescita annuale del 40%, è il punto di riferimento nel mondo retail del lusso e della moda cinese».

Tra gli alti clienti ci sono negozi online come Yoox e outlet virtuali come Vente-Privee.com. Modelli diversi, che richiedono business diversi: il primo compra le merci, il secondo adotta il sistema del conto vendita. I soldi, insomma, vanno al produttore (o al distributore, come in questo caso) solo se la merce è venduta. Un sistema scelto dai colossi ma anche dai piccoli venditori su eBay. In gergo si chiamano “dropshipper” e possono essere piccole società o anche privati, purché abbiano un seguito di clienti. Per Muratore saranno una delle due gambe dell’ecommerce che ci aspetta nei prossimi anni: da una parte i grandi colossi, come Amazon, sempre più concentrati; dall'altra i micro-venditori molto settoriali e con un rapporto di fiducia con i clienti. A loro, che non hanno magazzino se non ridotto, conviene rifornirsi con carichi minimi («con ordini anche di 200 euro», dice il presidente di www.brandsdistribution.com), tramite corrieri che arrivano in 2-3 giorni.

In questo settore per ora la società torinese non ha grandi concorrenti, e ha lavorato per avere una dimensione difficilmente attaccabile, con 70mila clienti, tra rivenditori online e negozi fisici, anche di catene, in mezzo mondo. I grandi distributori classici, invece, secondo Muratore «hanno un gap generazionale o rimangono su scala nazionale, senza avere l'impostazione per crescere a livello internazionale». Su questo fronte, però, le loro possibilità di recupero sono concrete.  

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