28 Maggio Mag 2014 0930 28 maggio 2014

Napolitano vede il traguardo. Riforme e addio al Colle

Napolitano vede il traguardo. Riforme e addio al Colle

Napolitano 11

Dall’alto del Quirinale qualcuno inizia già a scorgere il traguardo. Non è ancora vicinissimo, certo. Eppure l’impegno assunto un anno fa dal presidente Giorgio Napolitano potrebbe presto giungere a conclusione. Quando la scorsa primavera il capo dello Stato accettò per spirito di servizio un nuovo mandato al Colle, si mise in gioco per favorire quel processo di riforme necessarie al Paese. Ora che il voto di domenica sembra rendere l’obiettivo a portata di mano, il presidente può cominciare a pensare al suo addio al Quirinale. Non c’è fretta. Prima le riforme dovranno essere portate a casa. Da questo punto di vista l’incredibile affermazione elettorale di Matteo Renzi lascia ben sperare. I due ne hanno parlato lunedì, nella breve telefonata per commentare i primi risultati delle urne. E di nuovo ieri, quando imprevidente del Consiglio si è recato al Colle alla vigilia del suo viaggio in Europa.

I tempi coincidono. Il governo nettamente premiato dagli elettori ha tutte le intenzioni di accelerare. Entro la fine di dicembre può passare in doppia lettura il disegno di legge che cambia il Senato e archivia il bicameralismo perfetto. Parallelamente proseguirà la partita della legge elettorale. In tempo per la chiusura del semestre di presidenza Ue. Se all’inizio del nuovo anno il presidente della Repubblica avrà la certezza che il processo riformatore è seriamente e stabilmente avviato, solo allora potrebbe legittimamente pensare alla sua successione. A dirla tutta non è neppure una grande novità. A prescindere dalla vittoria elettorale di Renzi, Giorgio Napolitano ha sempre ammesso di volersi fare da parte una volta raggiunto l’obiettivo. Il presidente ha sempre considerato il suo secondo mandato un’eccezionalità istituzionale, anche senza porre limiti temporali alla sua permanenza al Colle.

Reso più sereno dal risultato elettorale, adesso il presidente può guardare con sollievo alla prossima fase. Se il governo ha buon diritto ad accelerare sulle riforme, le elezioni hanno premiato con evidenza anche capo dello Stato. Il secondo vincitore delle Europee è proprio Giorgio Napolitano. L’indicazione degli italiani agevola la stabilità dell’esecutivo e punisce duramente gli avversari del Colle. A partire da Beppe Grillo, che in campagna elettorale aveva duramente attaccato il presidente. Il leader dei Cinque Stelle si era detto pronto ad andare sotto le finestre del Quirinale per convincere Napolitano a sciogliere le Camere e farsi da parte. Davanti alle improbabili ma violente ipotesi di impeachment, il Paese ha scelto il presidente della Repubblica.  

E così nella mattinata di ieri, mentre Renzi era in partenza per Bruxelles, il presidente è tornato a parlare della sua successione. Complice un incontro con i ragazzi dell’Istituto di istruzione specializzata per sordi “Antonio Magarotto” di Roma, Napolitano si è lasciato andare a un auspicio particolare. Dopo aver assistito a una lezione di educazione civica, il presidente ha ipotizzato con gli alunni il passaggio di testimone a una donna. «A sessantacinque anni dal primo presidente della Repubblica, è stato eletto sempre un maschio - le sue parole - Penso che toccherebbe il più presto possibile a una donna». Nessuna indicazione, ci mancherebbe. Nessuna indebita interferenza. Magari solo un suggerimento ai tanti aspiranti che a breve inizieranno le manovre di avvicinamento al Colle.

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