21 Giugno Giu 2014 1130 21 giugno 2014

Delitti & Ipocrisia. Se erano neri?

Delitti & Ipocrisia. Se erano neri?

Knife

In Lombardia ci sono stati due gravissimi delitti nei giorni scorsi: a Cinisello Balsamo un ragazzo sui trent'anni, che girava nudo per la strada gridando di essere un uomo libero, ha ucciso una persona e ferito gravemente altre due. A Motta Visconti, un uomo ha freddamente pianificato l'uccisione della moglie e dei loro due figli, poi se n'è andato da amici a vedere la partita della Nazionale; doveva questo essere il suo alibi a prova di bomba, che invece s'è afflosciato in 24 ore.

Ci si potrebbe chiedere come pensasse, il secondo, di farla franca, o di vivere tranquillo dopo quel che ha fatto, o se non era più semplice divorziare; al riguardo pare abbia detto agli inquirenti, che glie lo chiedevano, che sì, poteva farlo, ma dopo restavano i figli, per questo li ha uccisi tutti. 

Anche la soluzione del caso della povera Yara Gambirasio, con l'individuazione di un (presunto, ricordiamolo) colpevole anch'egli molto domestico, non ha destato particolari reazioni. 

Qui si vuol riflettere solo su un aspetto particolare. Fatti così violenti e immotivati hanno provocato uno sdegno tutto sommato limitato. Perché? Forse perché gli assassini sono simili a noi, sembrano il vicino della porta accanto e questo, paradossalmente, anziché farci più paura, quasi sembra rassicurarci. Ben diverse sarebbero state le reazioni se gli assassini avessero avuto la pelle nera, come quel Kabobo che l'anno scorso massacrò a Milano tre persone; un fatto per il quale sobriamente si reclamò la reintroduzione della pena di morte. 

I neri ci fanno paura di per sé, i “nostri” ci danno sicurezza. Se anche qui ci fosse stato di mezzo un nero, le reazioni sarebbero state violente, con le fiaccolate, la Lega in testa a reclamare la pulizia etnica o ad evocare, con la nota signorilità, la derattizzazione. Si vede che i “nostri”assassini sono ritenuti più buoni, per loro la pena di morte sarebbe esagerata, fuori misura. Il colore della loro pelle è una garanzia, quella degli altri invece è una condanna.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook