22 Giugno Giu 2014 1015 22 giugno 2014

Dieci cose che ci ha insegnato il maestro Miyagi

Dieci cose che ci ha insegnato il maestro Miyagi

Copertina 7

Venerdì 22 giugno 1984 usciva nei cinema statunitensi Karate Kid. Un film che ha lanciato la, pur breve, carriera di Ralph Macchio (Daniel-San), rilanciato quella di Pat Morita (il maestro Miyagi) e risollevato l'interesse nei confronti dei film di arti marziali e delle arti marziali in generale. Il film, girato dal regista del primo Rocky, fu un successo commerciale e di critica. Il famoso critico cinematografico Roger Ebert gli diede il massimo dei voti e ne parlò come «uno dei migliori film del 1984». E di grandi film nel 1984 ne uscirono davvero parecchi.

A rivederlo oggi, il film funziona ancora perfettamente. E ha ancora tanto da insegnare.

1. Si può fingere bene di avere sedici anni

Ralph Macchio, quando ha girato Karate Kid nel 1984, aveva 23 anni. Daniel LaRusso, il ragazzo che interpretava, ne aveva sedici. E non c'è una singola scena in cui non Macchio sembri veramente un sedicenne. Prendi nota, Dawson Leery

2. I cattivi li riconosci sempre dalla moto

E, non solo, i teppisti sono sempre in moto, anche nella variante di Karate Kid di teppisti molto dediti alla ferrea disciplina del karate.

3. Negli anni Ottanta potevi vestirti molto, molto male

D'accordo, non ce l'ha insegnato solo Karate Kid, ma la combinazione di pantaloni mimetici e camicia a quadretti di Daniel è così perfettamente anni Ottanta che non ci si crede.

4. A dare la cera e a togliere la cera

Anche se molti sbagliano la citazione, seppur di pochissimo. Miyagi dice a Daniel-san «dai la cera, togli la cera», non «metti la cera, togli la cera»

5. Karate Kid è un karate kid anche prima del film

Daniel conosce già un po' di karate prima dell'inizio del film. Lo dice al ragazzo che incontra quando arriva in California e poi lo vediamo esercitarsi, guardando le immagini da un libro, quando Miyagi arriva a riparare il rubinetto che perde di casa sua. Daniel dice anche a Miyagi di aver studiato karatè alla YMCA, in New Jersey.

6. Si può prendere una mosca con le bacchette

E in molti altri ci sono riusciti dopo Daniel nel film.

Uno show televisivo giapponese gli ha addirittura dedicato un intero servizio, sfidando un esperto nell'acchiappare mosche (sic.) a farlo con le bacchette:

7. Cosa vuol dire karate

Karate, spiega il Miyagi a un Daniel-san che ha appena preso un sacco di pugni da cinque del Cobra Kai, vuol dire mano vuota.

8. Dei giapponesi hanno combattuto la Seconda guerra mondiale insieme agli americani

A un certo punto Miyagi indossa un'uniforme militare zeppa di medaglie. È un'uniforme del 442esimo fanteria, un reggimento dell'esercito statunitense composto quasi esclusivamente da uomini di origine giapponesi che ha combattuto in Italia, Francia e Germania durante la Seconda guerra mondiale. Le loro famiglie di questi uomini, mentre loro erano in guerra, erano internate in campi di reinsediamento del periodo di guerra. Una decisione presa come contromisura dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbor. È proprio in uno di questi campi che muore la moglie di Miyagi.

9. La mossa della gru

Chiunque abbia visto Karate Kid da bambino ha provato a replicare la mossa della gru con cui Daniel vince l'incontro finale del torneo, nonostante la gamba malandata. La mossa, in realtà, non esiste veramente ed è stata inventata per il film. Il regista, John G. Avildsen, voleva una mossa iconica che segnasse la vittoria e differenziasse Karate Kid dagli altri film di kung fu.

10. Una redenzione non la si nega a nessuno

Una redenzione non la si nega a nessuno, specialmente nei film americani anni Ottanta. Così, Johnny Lawrence, dopo aver odiato per tutto il film Daniel-san, dopo averlo minacciato, preso a pugni e dopo aver tentato di spaccargli una gamba, gli porta la coppa del torneo e gli dice «che è uno a posto».

Bonus track: c'è stato un vero maestro Miyagi nella storia. Il nome del personaggio, infatti, è un tributo a Chōjun Miyagi, grande karateka e fondatore dello stile di karatè Gōjū-ryū, tipico di Okinawa.

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