2 Luglio Lug 2014 1230 02 luglio 2014

Buffon e D’Amico, puniti perché obiettori del gossip

Buffon e D’Amico, puniti perché obiettori del gossip

Ilaria Damico Luca Telese

Non fa un soldo di danno, per fortuna, ma forse dovremmo interrogarci sull’ondata paparazzistica compulsiva che ha colpito la coppia Ilaria D’Amico-Gigi Buffon. Mi immagino la costernazione dei due protagonisti (involontari) di questa telenovela estiva nello scoprire che godono di una vera e propria second life sulle pagine di Chi, dove evidentemente Alfonso Signorini paga a peso d’oro qualsiasi foto che li riguardi. Io — al posto loro — andrei tutte le settimane in edicola preoccupato. La sequenza di attacco che ha investito la D’Amico e Buffon è nota: prima le indiscrezione sulla loro relazione, poi addirittura titoli da scoop sul loro “primo bacio” e (addirittura) l’ultima copertina del settimanale.

Devo premettere che non sono un osservatore imparziale: conosco e stimo Ilaria dai tempi di La7 e la considero una bella persona oltre che una ottima giornalista (pochi ricordano che lo strepitoso gruppo di lavoro di Piazza Pulita è ancora in buona sostanza quello che ha messo insieme lei), una che lavora sodo e non se la tira mai. Conosco solo come personaggio Buffon, ma ovviamente l’ho amato — malgrado sia juventino — per quella prestazione maiuscola contro l’Uruguay, ho sognato un suo gol al novantesimo quando era corso nell’area di rigore avversaria per caricare i compagni, e apprezzo molto la sua pacata — ma granitica — difesa della privacy.

Ma il problema che vedo in questa storia non è prodotto da vincoli di simpatia, quanto da una sorta di meccanismo perverso: siccome D’Amico e Buffon si negano all’inseguimento, le loro quotazioni mediatiche salgono. Siccome non fanno comunicati, non si mettono in posa per un servizio e si ostinano a voler separare il loro lato privato dal loro lato pubblico, siccome sono obiettori di coscienza del gossip, allora il meccanismo che si mette in moto nei loro confronti è quasi “punitivo”. Qualcuno ha persino il coraggio di fare ironie se D’Amico da del “lei” a Buffon (ma il “lei” in televisione è una convenzione) durante una diretta. Qualcun altro sciacalla dicendo che questi scatti arrivano dopo che la Seredova e i figli sono andati a seguire il padre in Brasile (non si capisce quale sarebbe l’incoerenza). Suggerisco piuttosto l’idea che la coppia sia anomala, e quindi inseguita con maggior foga dalla caccia paparazzistica, perché viola contemporaneamente due stereotipi sacrali: quello sulle compagne dei calciatori e quello sui compagni dei grandi volti femminili della tv. Sarebbe molto più rassicurante se Buffon parlasse male della Seredova e si fosse cercato una velina twittando le sue foto come se esponesse un trofeo, e se D’Amico si fosse scelta un settantenne babbione della classe dirigente, magari uno decrepito ma con i soldi. Siccome non lo hanno fatto, ecco la vendetta del circo mediatico. Per carità, non faccio lo schizzinoso, non storco il naso, anche il gossip è giornalismo. Ma se è vero che la caccia a Gigi e Ilaria è legittima, è anche indubbio un fatto: per ora vincono loro, senza nemmeno bisogno di andare ai supplementari.

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