2 Luglio Lug 2014 1730 02 luglio 2014

Fluentify: “Torniamo in Italia e assumiamo 20 persone”

Fluentify: “Torniamo in Italia e assumiamo 20 persone”

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C’è chi fugge all’estero per non tornare più. E poi c’è chi, in Italia, decide di investire. È la felice storia di Andrea Passadori, Giacomo Mosio, Claudio Bosco e Matteo Avalle, ovvero gli ideatori di Fluentify, la piattaforma web che aiuta a imparare le lingue: una società aperta con sole 15 sterline a Londra, lontana dai costi e dalla burocrazia italiana, come abbiamo avuto modo di raccontare su Linkiesta qualche tempo fa.

Tra norme sul lavoro ancora in divenire e lunghi tempi di attesa, li avevamo lasciati pessimisti sulla possibile apertura della sede italiana di Fluentify. E invece in questi giorni, Andrea, Giacomo, Claudio e Matteo hanno deciso di spostare la parte di sviluppo e supporto tecnico a Torino, dove hanno studiato, aprendo una nuova società (Bilinguo development Italia S.r.l.) con i ricavi del loro lavoro inglese. Dopo un anno di esperienza all’estero sono pronti ad affrontare i costi e la burocrazia italiana, convinti che sia la scelta migliore: «Per creare valore servono le persone giuste, e l’Italia è piena di talenti con i quali vorremmo lavorare», dice Andrea, «contiamo di assumere 20 ragazzi in soli 12 mesi per creare un vero e proprio hub di sviluppo. A Londra rimarrà solo la sede commerciale»

Un progetto costato circa 15mila euro, ma che dimostra come investire in Italia sia ancora possibile, anche per una startup. «Spesso la difficoltà più grande è capire se si sta facendo la cosa giusta, e bisogna affidarsi a notai e commercialisti», spiegano i ragazzi di Fluentify, «ma anche se all’inizio sembra tutto difficile, c’è sempre una soluzione. In Italia sembra tutto più lento e pesante, e forse lo è, ma in realtà quando ci siamo messi in testa che valeva la pena provarci, ce l’abbiamo fatta in soli dieci giorni».

Programmatori web e mobile, grafici, esperti di user experience, illustratori ed esperti di video conferenza. Queste alcune delle figure professionali richieste dai quattro ragazzi di Fluentify. «Servono persone con competenze aggiornate, che sappiano interpretare i bisogni del cliente», spiega Giacomo. Chi supererà il periodo di prova, verrà assunto a tempo indeterminato. Per alcune figure strategiche, come ad esempio sviluppatori di “app”, è previsto invece un contratto a progetto.

Le procedure di selezione sono le più classiche: annunci su siti specializzati, career day, o autocandidature. Giacomo spiega però anche quanto sia importante avere una solida rete di contatti: «Per cercare talenti abbiamo visto che spesso la cosa migliore è fidarsi degli endorsement, ovvero le “raccomandazioni”, in senso buono, fatte da persone autorevoli ed esperte».

L’importante, però, è dimostrare di saper fare qualcosa: «Non ci piacciono molto i curriculum. Un sito internet ben fatto, per noi, vale più di mille parole».

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