19 Luglio Lug 2014 1330 19 luglio 2014

Microsoft licenzia, Apple e Ibm fanno affari insieme

Microsoft licenzia, Apple e Ibm fanno affari insieme

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C’è chi investe e c’è invece chi taglia. La settimana tecnologica che sta per concludersi è stata caratterizzata soprattutto dalla decisione da parte di Microsoft di effettuare dei tagli consistenti al proprio personale, una vicenda che segna, forse, un cambio di rotta rispetto al passato da parte colosso informatico di Bill Gates. E mentre la società di Redmond punta sulla ristrutturazione, anche gli altri giganti informatici sembrano indirizzarsi verso clamorosi cambiamenti. Apple su tutti. Per scoprirne di più, di seguito abbiamo selezionato alcune tra le più importanti notizie di stampo tecnologico della settimana.

Microsoft licenzia in tutto il mondo
Dopo l’approvazione di un piano di maxi-ristrutturazione la società di Bill Gates ha deciso di effettuare dei tagli corposi al proprio organico. I numeri parlano chiaro: 18mila posti di lavoro in tutto il mondo andranno tagliati, nell’ambito del programma di semplificazione delle proprie attività e del riallineamento della strategia in relazione alla recente acquisizione di Nokia device and services. A comunicarlo, tramite una mail, è stato l’amministratore delegato Satya Nadella, che però ha comuque voluto rassicurare tutti i dipendenti, dicendo loro «si tratta dell’inizio del viaggio, non della fine». La riduzione  tuttavia rappresenta il 14% della forza lavoro totale e verrà realizzato entro un anno. Nella storia di Microsoft, questa rappresenta la più grande operazione di tagli del personale mai effettuata, maggiore anche di quella effettuata nel 2009 in cui erano stati licenziati 5800 dipendenti. Secondo le stime questa mossa dovrebbe costare a Microsoft oltre 1,6 miliardi di dollari.

La strana coppia Apple e Ibm
Acerrimi nemici un tempo, partner commerciali oggi. Apple e Ibm infatti hanno stretto un accordo di collaborazione con lo scopo di diffondere iPad e iPhone nelle aziende. Attraverso la realizzazione di applicazioni e programmi pensati apposta per le realtà imprenditoriali, i due colossi americani cercheranno di cambiare il modo di lavorare di milioni di dipendenti, grazie all’utilizzo di questi dispositivi. Una notizia che ha fatto molto rumore all’interno della comunità tech, considerando che da sempre (fatta eccezione per qualche piccola occasione in cui le due società si sono trovate a collaborare) Apple e Ibm si sono date battaglia per accaparrarsi le fette di mercato più importanti del panorama informatico mondiale.

Facebook punta sull’e-commerce
Un argomento su cui si dibatte spesso è quello del tempo passato da ognuno di noi sui social network. Bene, forse con la nuova funzionalità che Facebook sta per implementare, potremmo davvero non staccarci più dalla creatura di Mark Zuckerberg. Si tratta del tasto “compra”, lo strumento che permetterà a tutti gli utenti di effettuare acquisti direttamente tramite Facebook, con un semplice click. Come ha annunciato la stessa azienda di Menlo Park sul proprio blog, gli spazi pubblicitari acquistati sulla piattaforma diventeranno un canale diretto di vendita. E per la privacy? Nessun problema perché, secondo quanto asssicurano gli esperti di Facebook, il pagamento sarà sicuro: «nessuna informazione sulle carte di credito né sulle transazioni sarà condivisa con altri inserzionisti». Al momento l’esperimento del tasto “compra” sarà avviato solo negli Stati Uniti.

E anche Twitter
Se Facebook punta sull’e-commerce e Twitter non è da meno. Il sito di microblogging ha annunciato l’acquisizione di Cardspring, una startup californiana specializzata in infrastrutture per i pagamenti che consentono ai venditori di offrire coupon elettronici associate con le carte di credito degli utenti. Il servizio potrebbe consentire all’utente di ricevere un’offerta, legata alla sua carta di credito, attraverso un tweet. Già qualche mese fa poi Twitter aveva stretto un accordo con Amazon, per consentire all’utente di aggiungere un prodotto al carrello semplicemente rispondendo al tweet che pubblicizza il prodotto stesso, accompagnato dall’hashtag #AmazonCart.

Privacy ancora a rischio?
Secondo il Garante della Privacy email e telefonate degli italiani sarebbero a rischio. In una relazione inviata al Presidente del Consiglio dei ministri, al ministro per lo Sviluppo economico e a quello dell’Interno, il dipartimento di attività ispettive dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha denunciato un buco nella sicurezza delle telecomunicazioni italiane. Il problema sarebbero gli Internet eXchange Point (IXP) e i sistemi di sicurezza che li dovrebbero proteggere. Si tratta di strutture fondamentali per il funzionamento di Internet, luoghi fisici in cu convergono i dati dei vari utenti Internet. Secondo il Garante tali apparecchi dispongono di funzionalità tecniche che possono consentire di replicare, in tempo reale, il traffico in transito dirottando tutto il flusso replicato verso un’altra porta.

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