23 Luglio Lug 2014 1230 23 luglio 2014

La Concordia arriva a Genova: riavvolgiamo il nastro

La Concordia arriva a Genova: riavvolgiamo il nastro

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L’arrivo a Genova

Dopo cinque giorni di navigazione, trainata da rimorchiatori e scortata da imbarcazioni di supporto e controllo, la Costa Concordia arriva a Genova, domenica 27 luglio. 

Le notizie sull’evento: 

Concordia davanti a Genova, partiti i rimorchiatori Liguri

La fotogallery:

La Concordia vista dal mare, guardando Genova, e viceversa

Il time Lapse: l’alba sul porto di Voltri, con l’arrivo della Concordia: 

Il recupero 

Dopo il naufragio del 13 gennaio 2012, il relitto della nave da crociera Costa Concordia si è mosso di alcuni centimetri per via del moto ondoso e delle correnti del mare. Le società che gestiscono la rimessa in assetto, il galleggiamento e la rimozione del delitto sono la statunitense Titan Salvage insieme all’italiana Micoperi.

La prima operazione, portata a termine dalla società olandese Smit Salvage, è stata quella di rimozione del combustibile dai serbatoi per evitare riversamenti. Le operazioni di rimozione hanno avuto inizio il 29 maggio 2012. Il successivo 12 luglio i tecnici della Titan-Micoperi hanno cominciato le operazioni di rimozione dello scoglio rimasto conficcato nello scafo.

Il 17 aprile 2013 comincia il montaggio dei 30 cassoni, 15 per lato, per garantire la galleggiabilità della Concordia. 

Il 16 settembre 2013 cominciano i lavori per la rotazione di 65 gradi della nave (parbuckling) sotto la direzione del sudafricano Nick Sloane, operazione mai tentata prima per una nave di così pesante. Il 17 settembre alle 4 del mattino l’allineamento si conclude dopo circa 19 ore di lavoro.

A febbraio 2014, durante le operazioni di installazione dei cassoni sul lato di dritta della nave muore un sommozzatore spagnolo, Israel Franco Moreno.

Il 30 giugno 2014 il consiglio dei ministri della Repubblica italiana annuncia che il relitto della nave sarà demolito nel porto di Genova. La rimozione della Costa Concordia dall’isola del Giglio è cominciata il 14 luglio 2014. La nave lascia l’isola il 23 luglio 2014 con dieci tecnici a bordo, circondata da 14 imbarcazioni. La Concordia viene trainata da due rimorchiatori, il Blizzard e il Resolver Earl, e dovrebbe arrivare a Genova domenica 27 luglio. 

(Le fasi di rimozione della Costa Concordia in una ricostruzione della BBC)

Il processo

Dopo il naufragio, il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, viene arrestato con l’accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in pericolo. Inizialmente detenuto nel carcere di Grosseto, il 17 gennaio viene posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento. Nel maggio 2013 il comandante viene rinviato a giudizio dal Tribunale di Grosseto, riuscendo a ottenere solo la revoca dell’obbligo di dimora. 

A luglio 2013 vengono accolti tutti i patteggiamenti richiesti dagli indagati e il giudice per l’udienza preliminare condanna i cinque coindagati insieme al comandante Schettino per le responsabilità del naufragio. Per tutti l’accusa è di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose, mentre per i due ufficiali e il timoniere si aggiunge il reato di naufragio colposo. L’unico imputato nel processo per il naufragio rimane il comandante Francesco Schettino.

Il naufragio

Il 13 gennaio del 2012 la nave da crociera Costa Concordia, comandata da Francesco Schettino, naufraga di fronte all’isola del Giglio. La nave era partita alle 19 da Civitavecchia in direzione Savona. La nave vira in direzione dell’isola del Giglio, probabilmente per effettuare il cosiddetto “inchino”, saluto, all’isola. Alle 21.45 la nave urta contro uno degli scogli delle Scole, a 96 metri dalla riva dell’isola. Si crea così una falla lunga circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo. Due ore dopo circa il comandante dà l’ordine di abbandonare la nave, che poco dopo comincia a inclinarsi e coricarsi sul fianco di dritta.

Qualche giorno dopo il naufragio, vengono pubblicate le registrazioni di alcune telefonate in cui il capitano di fregata Gregorio De Falco della capitaneria di porto di Livorno intimava al comandante di risalire sul relitto. È in quei momenti che De Falco pronuncia la famosa frase: «Vada a bordo, cazzo» (clicca qui per ascoltare la registrazione). Il naufragio provoca 32 morti. A bordo della nave erano presenti 4.229 persone.

Nel gennaio 2013, i comuni dell’isola del Giglio e Monte Argentario sono stati decorati con la Medaglia d’oro al merito civile concessa dal Presidente della Repubblica per l’accoglienza e il salvataggio dei superstiti della Concordia.

L’8 ottobre 2013 è stato rivenuto, all’interno del relitto, il corpo di una passeggera italiana, uno dei due dispersi non ancora recuperati. I resti dell’ultimo disperso, un membro dell’equipaggio di origini indiane, sono stati invece mai recuperati.  

IL VIDEO DELLA ROTTA CONCORDIA DEL 13 GENNAIO 2012

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