24 Luglio Lug 2014 1715 24 luglio 2014

Fmi: cala il mondo, cresce l’Europa (ma non l’Italia)

Fmi: cala il mondo, cresce l’Europa (ma non l’Italia)

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Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel suo aggiornamento del Rapporto sull’economia mondiale ha tagliato ulteriormente la crescita mondiale su base annua dal 3,7% di aprile all’attuale 3,4%. Al ribasso anche le previsioni sul Pil italiano, la cui crescita prevista per l’anno, passa dallo +0.6% di aprile allo 0,3% di luglio.

A cosa è dovuto questo calo?

La diminuzione, a livello mondiale, è figlia soprattutto del traino sempre più lento della locomotiva americana, la cui crescita prevista per il 2014, ora attestata all’1,7% è la più bassa dalla fine della crisi sui mutui subprime del 2009. A pesare, per quanto possa sembrare strano, le avverse condizioni meteo dei primi mesi dell’anno e le connesse difficoltà di inventario e nel ricostruire le scorte di magazzino. L’economia americana, tuttavia, dovrebbe rimbalzare nel 2015, arrivando a una crescita del 3 per cento. 

È solo questo?

No. Cala anche la crescita cinese, dal 7,6% al 7,4 per cento. Questo soprattutto a causa del calo dei consumi, a loro volta conseguenti agli sforzi fatti dal governo cinese affinché le banche fossero più attente a prestare denaro. Secondo il Fondo Monetario, la crescita cinese scenderà ancora nel 2015, attestandosi al 7,1%, con un miglioramento nella seconda parte dell’anno, grazie alle misure sulla crescita previste dall’esecutivo. Anche la Russia cala allo 0,2%, a causa dei guai in Ucraina che ha visto diminuire gli investimenti esteri nel paese. Nel 2015, tuttavia, Mosca tornerà a crescere sopra l’asticella dell’1 per cento.

Come va in Europa, invece?

Relativamente al "vecchio continente", il Fondo Monetario ha confermato la stima di crescita del Pil per l’anno in corso, migliorando di 0,1 punti percentuali (dall’1,4% all’1,5%) quella per il 2015.  I tecnici dell’Fmi, tuttavia, sono molto preoccupati per la «crescita diseguale» nei diversi Paesi dell’Eurozona e dei problemi di bilancio di alcuni Paesi.

A chi si riferisce?

Non alla Germania, il cui Pil, quest’anno crescerà dell’1,9% (+0,2% rispetto alle stime di aprile) e dell’1,7% (+0,1%) nel 2015. Nemmeno alla Spagna, stimata in gran crescita dell’1,2% per il 2014 (+0,3%) e dell’1,6% nel 2015 (+0,6%). I guai riguardano invece la Francia che nel 2014 dovrebbe registrare un aumento del Pil di soli 0,7 punti percentuali (-0,3%) per poi accelerare il prossimo anno all’1,4%, seppur in calo di 0,1 punti rispetto alle previsioni di aprile. E, ovviamente, l’Italia.

Cosa dice di noi il Fondo Monetario?

Che siamo in calo di 0,3% punti rispetto alle previsioni di aprile già si è detto. Il rapporto dice anche che siamo ancora la più "lenta" tra tutte le economie avanzate. Anche nel 2015, peraltro, quando comunque il Pil crescerà di 1,1 punti percentuali (proiezione stabile, questa).

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