29 Agosto Ago 2014 1800 29 agosto 2014

Facebook: pubblicità adatta alla larghezza di banda

Facebook: pubblicità adatta alla larghezza di banda

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Che a Facebook piaccia la pubblicità non è un mistero. Le principali fonti di guadagno del social network più utilizzato al mondo sono le inserzioni a pagamento, che con il passare del tempo sono divenute sempre maggiori, ma anche sempre più mirate al soggetto a cui vengono indirizzate. Una situazione abbastanza scontata visto e considerato che Zuckerberg non ha mai pensato ad un servizio a pagamento. Forse perché i contatti potrebbero crollare e il rischio di buttare al vento una macchina praticamente perfetta è troppo alto.

Contrariamente a quanto pensava agli albori della creazione del social network — quando la pubblicità poteva rappresentare un elemento di frizione alla crescita della sua creatura — per Zuckerberg oggi la pubblicità è indispensabile. Per capire l’enorme potere di contrattazione in mano alla società di Menlo Park, è sufficiente fare riferimento all’oltre un miliardo di utenti registrati, e a tutte le informazioni e i dati personali che immettono ogni giorno sulla piattaforma. È anche per questo che da ora in poi Facebook consentirà agli inserzionisti di creare annunci sempre più personalizzati, e basati sulla larghezza di banda delle reti cui i dispositivi mobile degli utenti si connettono.

La notizia è stata data dalla società stessa, tramite il portavoce Brendan Sullivan in un post sul blog. Dove si legge: «Le persone nei Paesi con i tassi di crescita molto alti stanno cominciando ad arrivare online con una velocità impressionante. E la maggior parte poi accede tramite le reti mobili. Va da sé che in un contesto di questo tipo, e con cambiamenti così rapidi, la velocità delle reti e le infrastrutture che le supportano sono in continua mutazione».

Lo scopo quindi è quello di realizzare delle campagne targettizzate, che tengano conto della capacità delle reti a cui sono destinate. Con la diffusione degli smartphone ormai abbiamo preso una certa dimestichezza con le sigle corrispondenti: detto in maniera molto scolastica, 2G, 3G, 4G, rappresentano una sorta di unità di misura della capacità della rete, e quindi del device ad essa collegato, di poter riprodurre un video, oppure un brano, o riuscire a solamente a leggere un testo. Tutte funzioni che sono parte integrante di Facebook. Si legge ancora sul blog: «offrire della pubblicità in formato video a tutti quegli utenti che usufruiscono di una connessione 2G, significherebbe una potenziale perdita di click, se non riescono a caricare il video in questione». In tal senso la direzione da imboccare è quella di produrre video pubblicitari solo per i sistemi maggiormente performanti, mentre per tutto il resto preferire la tipologia di spot più semplici, realizzati con immagini statiche o link.

Va detto che le mosse effettuate in questo senso da Menlo Park, seguono la scia della volontà di rendere più accessibile il web nei paesi più poveri. Grazie il progetto Internet.org infatti è possibile da qualche tempo, grazie al lancio dell’applicazione omonima, portare la connessione gratuita nella popolazione dello Zambia. Qui sarà possibile collegarsi al web, anche se solo per visitare siti definiti di pubblico interesse: quelli cioè che danno informazioni relative a salute e lavoro, oltre che ovviamente a Facebook. L’obiettivo è ovviamente quello di aumentare il numero di utenti registrati al social network, e chissà magari in futuro riuscire a portare anche qui la pubblicità.

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