30 Settembre Set 2014 1645 30 settembre 2014

Perché eBay sta vendendo PayPal

Perché eBay sta vendendo PayPal

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È troppo presto per sapere se PayPal sarà comprata e da chi, anche se già sono saltati fuori i nomi di Google, Visa, Mastercard, American Express e, quasi inevitabilmente, Alibaba. Quello che è certo, da oggi, è che il sistema di pagamenti più usato online si staccherà da eBay, a 12 anni dall’acquisizione, presumibilmente nella seconda metà del 2015. 

A dirlo è stato il Ceo di eBay,  John Donahoe, assieme a un secondo annuncio: quello delle sue dimissioni, al termine del processo di separazione. Non poteva che essere altrimenti, dato che Donahoe si è opposto allo spin off finché ha potuto. A spingere per la separazione è stato invece uno degli uomini più influenti di Wall Street, l’activist investor Carl Icahn, che con il suo 2,5% di eBay era riuscito a ottenere un posto nel board. 

Lotta al vertice

La tesi di Icahn è perfettamente in linea con la tendenza degli ultimi anni alla frammentazione delle società, sottolinea il New York Times. Le aziende hanno cercato di semplificare i propri business per accontentare gli azionisti in cerca di operazioni più mirate. È stata una richiesta frequente, da parte degli azionisti “attivisti” che comprano quote delle società e richiedono cambiamenti finalizzati a far alzare i prezzi delle azioni. Secondo Icahn, tra le altre cose, creare una società separata avrebbe aiutato a rimuovere i conflitti di interesse tra eBay e PayPal. 

Icahn è considerato il personaggio a cui si ispirò Oliver Stone per il personaggio di Gekko Gordon del film Wall Street (interpretato da Michael Douglas, 1987). L’aggressività, insomma, non gli manca, e per far passare l’idea della necessità di una separazione ha pubblicato una serie di lettere aperte sui giornali, dichiarando pubblicamente “inconcludente” il board di eBay. 

Donahoe aveva respinto le argomentazioni, dicendo, supportato da diversi analisti, che tenere le due società insieme avrebbe creato maggior valore nel lungo periodo e “capitalizzato le opportunità”. “E le dis-sinergie della separazione avverrebbero esattamente nel momento sbagliato. Siamo in una finestra di opportinità di commercio”.

Passare da queste posizioni alla presa d’atto che il board aveva cambiato idea non poteva che portare alle sue dimissioni, anche se l’attuale Ceo ha annunciato che rimarrà nei board delle due società, una volta che saranno separate. 

Nella nuova eBay l’amministratore delegaro sarà Devin Wenig, presidente di eBay marketplaces ed ex capo della divisione mercato di Thomson Reuters. L’amministratore delegato di PayPal dopo lo spinoff sarà Dan Schulman, ex capo del business dei pagamenti mobile di American Express. 

Le prospettive di PayPal

Nel caso di eBay e PayPal le prospettive di una maggiore crescita dei business separati valgono soprattutto per PayPal. Il sistema dei pagamenti ha un fatturato che cresce al doppio della velocità di eBay. Negli ultimi quattro trimestri i ricavi sono saliti del 19%, a quota 7,2 miliardi di dollari, contro il +10% della divisione “marketplaces and enterprise”, arrivata a 9,9 miliardi di euro. 

Oggi, inoltre, i pagamenti effettuati tramite eBay valgono solo il 30% del business di PayPal, i cui ricavi al di fuori della piattaforma di e-commerce di San Francisco crescono a un ritmo triplo degli altri. Una volta liberato da eBay, dicono i sostenitori della separazione, PayPal potrà più facilmente essere utilizzato da Apple e da Alibaba, che finora sono state restie ad accettare il sistema di pagamento di un concorrente diretto. Bisognerà vedere se non sia troppo tardi, perché sia Apple, con il servizio appena presentato Apple Pay, sia Alibaba hanno propri sistemi di pagamento. 

Secondo molti analisti uno dei possibili acquirenti di una PayPal separata potrebbe essere proprio Alibaba, fresca di un’Ipo record che ha riempito di liquidità la società, già molto attiva nelle acquisizioni nei mercati occidentali. Acquisire PayPal, oltre a semplificare le attività in Occidente, toglierebbe di mezzo il principale concorrente del colosso di e-commerce cinese. 

Tra gli altri soggetti interessati a comprare il servizio di pagamento, agggiunge Businessweek, c’è Google, il cui Google Wallet non è mai troppo decollato e sarà sottoposto a pressioni con il lancio del servizio Apple Pay. 

Quanto alle carte di credito, Visa, Mastercard o American Express, potrebbero usare PayPal per avere una presa più stabile sul business in fortissima crescita dei pagamenti tramite dispositivi mobile. 

Quanto varranno separate

Sia PayPal che eBay, se saranno preda di compratori, non saranno a buon mercato. Il business dei pagamenti, secondo Bloomberg Industries, potrebbe avere un valore di 47 miliardi di dollari, una cifra pari a 31 volte quella pagata da eBay nel 2002, cioè 1,5 miliardi di dollari. 

Anche eBay sarà carà. Oggi il suo valore di mercato è di poco inferiore a 70 miliardi di dollari, compresa PayPal. Tolti i 47 miliardi di quest’ultima, varrà 23 miliardi di euro. Bisognerà vedere se la sua stella continuerà a brillare, soprattutto con quella di Alibaba in ascesa. 

Intanto Icahn si sta facendo i conti. Il 30 settembre le azioni di eBay sono salite di circa il 7% e la sua partecipazione del 2,5% ha avuto un balzo in un giorno, fa notare Businessweek, di oltre 110 milioni di dollari. 

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