8 Ottobre Ott 2014 1100 08 ottobre 2014

Il debito pubblico italiano è sempre meno sostenibile

Il debito pubblico italiano è sempre meno sostenibile

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La Nota di Aggiornamento al Def, appena presentata dal Governo contiene un’interessante analisi di sostenibilità di lungo periodo del nostro debito pubblico. È noto che il debito pubblico italiano, in mancanza di crescita sostenuta, non può considerarsi sostenibile con certezza matematica. I tecnici del Tesoro si sono basati su una metodologia stocastica, quindi probabilistica, tratta da uno studio della Commissione Europea, di Katia Berti, pubblicato nel 2013, quindi solo un anno fa. Tale metodologia si fonda sugli shock passati e sulle variabili che determinano il rapporto debito/Pil (crescita nominale, tassi d’interesse a breve e lungo, tasso di cambio nominali) e permette di stimare la dinamica del rapporto stesso, secondo una distribuzione di frequenza di scenari più o meno probabili. 

La sostenibilità del rapporto debito/Pil secondo la metodologia Ue

Il primo grafico è tratto dallo studio originario, il secondo dal Def.  Prendendo a riferimento le stime per il 2014, si nota subito come i calcoli della ricercatrice  abbiano in realtà sottostimato l’andamento reale del rapporto. Lo scenario meno favorevole e meno probabile, secondo la Berti, sarebbe stato quello di un rapporto vicino al 130% del PIL nel 2014, mentre dalle nuove stime del Def si nota come in realtà il 130% sia la stima mediana, il cosiddetto scenario centrale, e quindi in realtà molto più probabile di quanto si pensava un anno fa.

La sostenibilità del rapporto debito/Pil secondo la nota del Ministero del Tesoro

Lo stesso si può dire della dinamica. Laddove la Berti prevedeva una discesa già a partire dal 2015, i tecnici del Tesoro la spostano in là di almeno un anno. Intendiamoci, le stime del Tesoro sono volutamente prudenziali. Eppure concentrandosi sulla banda degli scenari meno favorevoli, si nota come ad appena un anno il rapporto debito/Pil è stato rivisto al rialzo di ben 8 punti percentuali. Per di più, nel caso di shock permanenti, non è affatto escluso, sebbene sia poco probabile, che il nostro debito diventi insostenibile, come si nota nella curva crescente delle stime presentate nel Def.

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