23 Ottobre Ott 2014 1530 23 ottobre 2014

Fare la vita da artista

Fare la vita da artista

Vita Da Artisti 0

Un collettivo di ricercatori e artisti dal nome BFAMFAPhD ha elaborato a partire da uno dei più completi censimenti della popolazione degli Stati Uniti, una ricerca sulle vita, l’educazione, le carriere e i risparmi degli artisti americani.

Il report, intitolato “Gli artisti rispondono: uno studio nazionale sulle vite degli artisti laureati e degli artisti che lavorano” ha analizzato oltre 2 milioni di laureati di scuole artistiche e oltre un milione e duecentomila persone che, nel 2012, dichiaravano di guadagnarsi da vivere facendo l’artista (una categoria amplissima che i ricercatori hanno deciso includere scrittori, autori, pittori, attori, fotografi, musicisti, cantanti, produttori, registi, ballerini e coreografi). Proprio per l’ampiezza e la vaghezza della definizione, il lavoro artistico è molto difficile da definire ed esistono pochissime analisi di questo tipo. Per questo, anche se la ricerca è tutta dedicata gli Stati Uniti e racconta alcuni problemi specificamente americani, è comunque interessante vedere cos’ha da dire riguardo alla vita che fanno gli artisti.

Analizzando i dati del censimento statunitense, i ricercatori di BFAMFAPhD hanno scoperto, ed è forse la più grossa e interessante scoperta dello studio, che soltanto duecentomila persone tra il milione e duecentomila lavoratori nel settore artistico, arrivano da scuole di formazione artistica. Poco più del 16% del totale. E questo è un problema: negli Stati Uniti, università e college sono estremamente costosi per gli studenti e, in particolare le scuole artistiche sono ancora più costose. 7 delle 10 più costose università americane sono scuole d’arte. Scrivono i ricercatori: «benché i laureati in discipline artistiche possano trovare in queste scuole nuove abilità e opportunità, i laureati in arte sono più propensi a laurearsi con grossi debiti scolastici, che rendono difficile se non impossibile guadagnarsi da vivere come artisti».

Solo l’8,2% degli artisti che lavorano negli Stati Uniti, vivono al di sotto della soglia di povertà, che per una famiglia di due persone è fissata a 14.657 dollari l'anno. Ma se guardiamo ai laureati in discipline artistiche, la percentuale sale fino al 11,2% (in generale, negli Stati Uniti, il 15,2% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà).

Sorprendente è che il 40% degli artisti che lavorano negli Stati Uniti — 400mila persone — non abbia alcuna laurea. Non in discipline artistiche, non in un'altra disciplina. Le motivazioni di questa percentuale altissima possono essere molte. È possibile che i percorsi che portano a lavorare nel mondo dell’arte passino da strade alternative all’università: per scuole di formazione che non danno diritto a una laurea o, anche, per nessuna scuola in generale. Oppure, come suggerisce il sito Hyperallergic, può avere a che fare con l’enorme aumento di laureati nell’ultimo decennio negli Stati Uniti. Se nel 1994, per ogni 100.000 abitanti, venivano consegnate 460 lauree, nel 2010 le lauree erano 540. Quel 40% dei artisti che lavorano ma non sono laureati, insomma, potrebbero semplicemente appartenere a un altra epoca, in cui le lauree non erano così diffusa come oggi.

Scrivono ancora i ricercatori: «benché questa ricerca riveli che le lauree in discipline artistiche non siano necessarie per guadagnarsi da vivere come artista — in quanto il 40% degli artisti che lavorano non hanno lauree in nessun campo — gli autori credono che le scuole d’arte siano un modo valido per sviluppare abilità, pensiero critico e a formare l’identità di una persona [...] che sono necessari nelle arti e non solo. Riconosciamo anche che i laureati in discipline artistiche sono felici di lavorare in altri campi, ma speriamo di mostrare che la fantasia dei guadagni futuri non può giustificare i costi altissimi delle lauree in discipline artistiche» [corsivi miei].

I ricercatori provano anche a trovare soluzioni ai problemi trovati dallo studio. In particolare, suggerendo che la precarietà del lavoro artistico — e il rischio di non potersi guadagnare da vivere in quel mondo — vengano presi in considerazione dalle scuole d’arte, «preparando gli studenti a questa eventualità» con corsi di business e management così come sostegni per trasformare la propria attività artistica in un lavoro. E suggerendo agli studenti dei percorsi alternativi, come i progetti di artist in residence o i corsi gratuiti o a basso costo, per entrare nel mondo dell’arte senza il peso economico di una laurea.

Le infografiche presenti nell'articolo sono tutte rielaborazioni di quelle presenti nella ricerca di BFAMFAPhD e sono pubblicate sotto licenza Creative Commons by-sa

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook