14 Novembre Nov 2014 1030 14 novembre 2014

Caro direttore, ecco perché si sciopera di venerdì

Caro direttore, ecco perché si sciopera di venerdì

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Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, si chiama Caro Direttore e che quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Qui Milano: costretta a tenere gli stivaloni in auto
Mercoledì sera, scesa dalla metro, già in parte inondata, in piazzale Istria, a Milano, dove avevo lasciato la macchina, ho vissuto una particella di quello che la gente deve aver sopportato nelle varie catastrofi di questi giorni. Riuscita a salire in macchina, con l’acqua quasi alle ginocchia — le ruote erano già tutte coperte — , ho impiegato più di un’ora per spostarla in una via più sicura, facendo forse 300 metri, ma con traffico impazzito. Poi ho impiegato altri 45 minuti per arrivare a piedi a casa, con l’acqua che correva, e fino alle ginocchia. Il risultato è che sono distrutta e delusa perché questo si ripete da 40 e più anni. Per anni, insegnando alla scuola media di piazzale Istria, abbiamo tenuto gli stivaloni in macchina. Lo dico con molta tristezza perché amo la mia città.
Marcella Fornari, Milano, La Repubblica 14 novembre

Qui Roma: il nuovo pizzo si paga alla stazione
Vorrei parlare di momenti di quotidiana sopravvivenza: le biglietterie automatiche della stazione Termini, a Roma, e delle fermate della metro più turistiche sono presidiate da minacciosi gruppi che pretendono l’obolo da parte dell’utenza. Chiunque voglia acquistare un biglietto viene circondato, spesso minacciato, costretto a pagare quello che possiamo chiamare “pizzo”. Il Comune non fa nulla, le Forze dell’ordine quel poco che possono. Possiamo stare ore a discettare sul fatto che non sono “zingari e quindi delinquenti” ma “delinquenti e basta”, oppure che il disagio li porta ad agire così. Il fatto è che tutto questo accade.
Alessandro Loppi, Roma, La Repubblica 14 novembre

Perché conviene lo sciopero di venerdì
Qualcuno ha ironizzato sulle otto ore di sciopero proclamate dalla Cgil per venerdì 5 dicembre, perché consentirebbe a molti di fare un bel ponte festivo di quattro giorni. Ma è spesso stato così: è una questione di numeri. Se indici uno sciopero infrasettimanale, per varie ragioni molte persone rinunciano. Se invece si proclama lo sciopero di venerdì, per i lavoratori risulta fondamentale la possibilità di prolungare il weekend. E così i dipendenti scioperano con piacere e i sindacalisti sono contenti perché aderiscono in molti.
Silvano Stoppa, La Repubblica 14 novembre

Cometa: cervello in fuga del quale essere fieri
Siamo atterrati su una cometa! Con un robot, d’accordo, ma è uno dei segni sulla mappa della storia umana. Un’impresa di 10 anni, un’impresa europea ma anche italiana come il direttore di volo, uno dei nostri chiacchierati cervelli in fuga, di cui forse dovremmo andar fieri invece che lamentarci.
Cecilia Romei, Corriere della Sera 14 novembre 

Con il nuovo catasto aumenti non per tutti
Mi riferisco alla lettera “Tassazione: riforma del catasto” (Corriere di ieri). Le imposte aumenteranno solo per chi avrà un aggiornamento sfavorevole e quanto alla Tari non ci saranno cambiamenti: non è conteggiata sugli estimi ma sui metri e gli occupanti.
Lionello Leoni, Corriere della Sera 14 novembre 

Italia fiera per Rosetta. E per le continue alluvioni?
Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha detto: «Stiamo vivendo una fase storica importante per l’esplorazione spaziale e l’Italia è in prima linea con una presenza essenziale sia a bordo della sonda Rosetta sia del lander Philae». Siamo bravissimi. Una grande soddisfazione aver dato un contributo fondamentale alla realizzazione di un bel sogno. Peccato che non siamo altrettanto bravi a realizzare altri sogni. Accanto alla bella notizia dello storico «accometaggio» di Rosetta, sulle prime pagine dei giornali c’erano altre notizie. Tumulti e disastri. Ecco: siamo capaci di imprese da sogno e non siamo capaci di evitare che i poveri si facciano la guerra per disperazione, non siamo capaci di evitare che si muoia soffocati dall’acqua e dal fango. Non siamo capaci di assicurare a tutti una vita dignitosa, un lavoro, una casa e persino il cibo. Il fatto è che non si tratta di capacità, ma di volontà. 
Elisa Merlo, Stampa 14 novembre

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