3 Dicembre Dic 2014 2000 03 dicembre 2014

Il Jobs Act è legge: ecco come cambia l’articolo 18

Il Jobs Act è legge: ecco come cambia l’articolo 18

Job 1

Il tanto dibattuto articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è stato modificato. Il Jobs Act è legge. Il Senato ha approvato definitivamente in terza lettura la delega per la riforma del mercato del lavoro nella stessa versione licenziata dalla Camera. Molte le novità in arrivo che però diventeranno concrete soltanto con i decreti attuativi.

Previsto un nuovo contratto a tempo indeterminato ma a tutele crescenti. Gli ammortizzatori vengono riordinati, sono previste nuove tutele per la maternità e i dipendenti delle aziende in crisi potranno acquisire le imprese. Il governo punta ad abolire i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), inserendo anche nuove tutele per la maternità. Ora il disegno di legge, che prevede cinque deleghe al governo, torna al Senato per il varo definitivo. Si dovrebbe chiudere la partita entro il 9 dicembre e approvare i principali decreti delegati entro fine anno. Ecco i punti principali del disegno di legge:

Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti
La novità principale è il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che può essere applicato solo ai neoassunti. Garantisce il diritto al reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamenti illegittimi solo per quelli nulli e discriminatori, ma anche per «specifiche fattispecie» del licenziamento disciplinare. I decreti delegati stabiliranno poi quali saranno queste «fattispecie». In tutti gli altri licenziamenti disciplinari e per quelli per motivi economici giudicati ingiustificati dal giudice sarà previsto solo l’indennizzo economico, ma non il reintegro.

Che fine fanno i co.co.co.
Il testo prevede un riordino delle forme contrattuali presenti sul mercato del lavoro. Riordino che, secondo il governo, trasformerà il contratto a tutele crescenti nella formula principale di assunzione. Previsto un testo organizo di disciplina delle tipologie contrattuali, con il «superamento» delle collaborazioni coordinate e continuative. 

Maternità anche alle parasubordinate
Il disegno di legge delega prevede l’estensione della maternità anche alle lavoratrici parasubordinate. Ci sono anche un credito d’imposta per le lavoratrici con figli minori o disabili non autosufficienti. Resta la norma secondo la quale un lavoratore può cedere a un collega giorni di ferie per permettergli di curare i figli minori malati gravi. Previste anche nuove misure per facilitare l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Con il monitoraggio a distanza di impianti e strumenti di lavoro si spinge sul telelavoro e sulla flessibilità

La nuova cassa integrazione
Viene rivisto il sistema di ammortizzatori sociali universale, che ruoterà intorno all’«Aspi», introdotta dalla legge Fornero del 2012. Sarebbe una riforma a costo zero perché le risorse per gli ammortizzatori sociali deriverebbero dalla progressiva scomparsa della cassa in deroga finanziata dallo Stato. Sarà impossibile autorizzare la cig in caso di cessazione definitiva di attività dell’azienda. Saranno rivisti anche i limiti di durata dell’indennità. Le aziende in crisi potranno essere acquisite dai dipendenti. 

La nuova Agenzia nazionale per l’impiego
La riforma dei centri per l’impiego prevede un’Agenzia nazionale per l’impiego, puntando a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro. L’obiettivo è svolgere tutte le pratiche tramite Internet, senza troppe carte da compilare per cittadini e imprese. 

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