4 Dicembre Dic 2014 0930 04 dicembre 2014

Cosa c’entra Maometto con la montagna

Cosa c’entra Maometto con la montagna

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Il proverbio è notissimo: “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna” ed è riferito all’abilità di trasformare un disastro in un successo solo grazie alla faccia tosta. In molti, però, lo citano nella sua variante (sbagliata), che vede gli ordini invertiti: “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, e si intende, quasi in modo fatalistico, che se una cosa deve accadere, allora accadrà, anche a costo di stravolgere l’ordine naturale delle cose. Niente di più creativo.

Come che sia, ci sono alcuni interrogativi interessanti. Cosa c’entra Maometto? Di quale montagna si parla? È un episodio che appare nel Corano? L’origine del proverbio è oscura. Di sicuro, non c’entra con il Corano né con la Sunna (che altro non è che la raccolta degli hadith, cioè i detti e i fatti del profeta che regolano la vita quotidiana per il musulmano: da qui derivano i sunniti). L’attestazione più antica risale al 1625, ed è contenuta nei Saggi di Francis Bacon. Si parla di “Boldness”, cioè di “sfrontatezza”: «Una persona sfrontata farà molte volte quello che fa il miracolo di Maometto». Che miracolo? «Maometto fece credere alla gente che avrebbe fatto venire a sé una montagna. Dalla cima avrebbe offerto le sue preghiere ai fedeli. Le persone si riuniscono. Maometto chiama la montagna, e le ordina di spostarsi e andare da lui. Lo fa più volte. E visto che la montagna se ne restava ferma, per nulla imbarazzato, disse: “Se la montagna non viene da Maometto, allora Maometto andrà alla montagna”. Sono persone del genere che, anche se hanno promesso grandi cose e hanno poi fallito in modo vergognoso, riescono comunque a infischiarsene, fare spallucce e andare avanti come se niente fosse». Istruttivo. Ricorda qualcuno?

Non è chiaro perché il protagonista sia proprio Maometto. Il fatto che venga indicato come esempio di sfrontatezza, però, è in linea con la visione non proprio serena che si aveva di lui in occidente. Forse si sono mescolate tradizioni varie, che sono confluite (magari per questioni di omofonia, si può immaginare qualsiasi cosa) in un episodio di Maometto con i suoi seguaci. Chissà.

In ogni caso Bacon, per chi fosse interessato, continua così: «Per le persone di grande giudizio, le persone sfrontate sono un divertimento da guardare; e anche per il popolo. L’audacia possiede sempre qualcosa di ridicolo. Se l’assurdità è oggetto di risate, senza dubbio la grande sfrontatezza possiede un lato assurdo». E conclude: «Lo sfrontato ha cattive idee ma buona pratica. Per cui il modo migliore di servirsi di queste persone non è come leader, ma come secondi e sotto la direzione di altri. Perché quando si devono prendere delle decisioni, è bene riuscire a intravedere i pericoli. E nell’esecuzione, è bene non vederli. A meno che siano grandissimi». Anche qui, un ripasso di Bacon non sarebbe male. Tralasciando Maometto e le montagne.

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