5 Dicembre Dic 2014 1615 05 dicembre 2014

Alla Camera arriva una bolletta della luce da 5 milioni

Alla Camera arriva una bolletta della luce da 5 milioni

Camera 9

Le bollette sono troppo alte, la Camera dei deputati corre ai ripari. Spulciando i bilanci dei palazzi di Montecitorio a qualcuno deve essere venuto il mal di testa. Quattro milioni e mezzo di euro per la luce, un milione di gas. La fornitura dell’acqua costa 275mila euro l’anno. «Solo per l’illuminazione - racconta Riccardo Fraccaro, esponente a Cinque Stelle dell’ufficio di Presidenza della Camera - spendiamo più del doppio rispetto a una città come Modena. Con la differenza che lì ci sono 180mila abitanti, qui tra deputati e dipendenti siamo circa duemila».

E così su proposta degli esponenti del M5S, l’ufficio di Presidenza ha varato una nuova commissione verde. Una task force interparlamentare che inizierà presto a lavorare sulle utenze, con l’obiettivo di analizzare gli sprechi e studiare possibili interventi di riqualificazione energetica per gli immobili della Camera dei deputati. Ne faranno parte i tre questori e i segretari Raffaello Vignali (Ncd) e Giovanni Sanga (Pd). Oltre al grillino Fraccaro, che per primo ha sollevato la questione.

Il lavoro non manca. Da tempo il deputato M5S ha preso contatti con il Gestore Servizi Energetici, la società pubblica che si occupa di incentivazione e sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Il gruppo si è già detto disponibile a studiare gratuitamente un piano per la Camera dei deputati. Inevitabilmente si dovrà partire dalle spese da tagliare. La bolletta della luce di Montecitorio sembra quella di una città. Sono circa 4 milioni e mezzo di euro all’anno. «In pratica - continua Fraccaro - per illuminare Montecitorio si spende un terzo di quanto pagano a Torino. Un comune di 900mila abitanti». A cui si aggiungono i 275mila euro di acqua e il milione di euro del gas. «E diciamo anche che a Roma non fa tutto questo freddo» scherza Fraccaro, di origine trentina. 

Da dove si comincia? Probabilmente dall’acquisto di nuove caldaie, ma anche dall’ammodernamento dell’impianto di illuminazione. Qualcuno immagina persino nuovi impianti di trigenerazione, in grado di produrre energia elettrica, termica e frigorifera. Il progetto è sicuramente impegnativo. Peraltro quando si parla di Montecitorio bisogna considerare anche gli altri immobili dove hanno sede gli uffici della Camera. Dal palazzo dei gruppi a via Uffici del Vicario a Palazzo Theodoli-Bianchelli, dove presto saranno trasferiti gli uffici di numerosi deputati. Intanto l’impegno è preso. Nei prossimi giorni la commissione sentirà il parere di alcuni esperti e inizierà a studiare il caso. L’obiettivo è avviare un intervento di riqualificazione che non gravi neppure in minima parte sulle tasche dei cittadini. Come? Puntando su investimenti privati da ripagare entro i primi anni con i risparmi ottenuti. «In questo modo - spiegano - potremo creare anche nuova occupazione».

Stavolta l’amministrazione pubblica prova a dare il buon esempio. Del resto il problema non riguarda solo la Camera dei deputati. Secondo alcune stime, con un rigoroso programma di efficientamento e riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico e privato in Italia, si potrebbero risparmiare fino a 7 miliardi di euro l’anno. Creando almeno un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro. «Senza calcolare - conferma Fraccaro - gli effetti positivi per la salute e per l’ambiente».

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook