25 Gennaio Gen 2015 2030 25 gennaio 2015

Bertinotti: «Vince Tsipras e muore la sinistra storica»

Bertinotti: «Vince Tsipras e muore la sinistra storica»

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Fausto Bertinotti, leader storico di Rifondazione Comunista, commenta a caldo i risultati elettorali in Grecia e la vittoria di Syriza, il partito di Alexis Tsipras che rischia di essere maggioranza assoluta nel parlamento ellenico. «Sono le prime avvisaglie di un risultato che può diventare straordinario», dice Bertinotti, che negli ultimi mesi era stato accusato di aver avuto una svolta liberale. «Ma chi lo dice» spiega «non mi ha capito o non ha letto abbastanza bene il mio libro». L’ex leader di Rifondazione, le cui bandiere sventolavano ad Atene, è stato tra i primi già nel 2014 a sostenere la lista Tsipras, anche in Italia. Perché - scriveva Bertinotti esattamente un anno fa a tre mesi dalle elezioni europee «c’è solo da provare e riprovare a fare un lavoro sociale e politico di impegno e di tessitura nei e tra i movimenti, eleggendo l'Europa a campo permanente della propria azione».

Insomma una scommessa azzeccata.
Sì certo, ho sempre sostenuto Tsipras come Podemos.

Rappresentano la nuova sinistra?
Dal punto di vista di quello che ci dicono, come si vede e si legge nelle loro parole, stanno facendo rinascere una nuova sinistra.

Mi spieghi meglio.
Entrambi non sono figli degli antichi partiti, ma sono figli di un rapporto nuovo con i movimenti.

Pensa che risultati del genere anche in Irlanda e Portogallo possano dare un nuovo volto all’Europa?
Malgrado le mie speranze per quei due casi sarei molto più cauto.

Ovvero?
Si tratta indubbiamente di un segnale importante, ma non si può passare da un’analisi catastrofica della sinistra come abbiamo avuto qualche giorno fa a un’immagine di magnifiche sorti progressive: è difficile e anche sbagliato.

Quindi cosa rappresenta in questo momento la vittoria di Syriza in Grecia?
La vittoria di Tsipras premia una pratica sociale che si è reinventata su un grande movimento di lotta contro le politiche di austerità. E che ha saputo radicarsi nelle esperienze più dolorose e sofferenti del popolo costruendo una rete di solidarietà di mutuo soccorso e di leghe. Si sono reinventati come fece la sinistra di base alla fine dell’800.

Quindi può essere un modello da cui ripartire?
I modelli non esistono, è chiaro che questa esperienza come quella di Podemos ci dicono che questa sinistra rinasce come l’araba fenice dalle sue ceneri. Si tratta di un nuovo terreno da cui ripartire in questo capitalismo finanziarioo globale. E si tratta più in generale della scomparsa della sinistra storica.

Nel senso?
Che se la sinistra continua a pensare di nascere da una sua costola allora non rinascerà mai.

Parla della situazione italiana?
Mi aveva chiesto di commentare solo i risultati della Grecia...

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