5 Febbraio Feb 2015 1100 05 febbraio 2015

Il crowdfunding dei Gattini esplosivi

Il crowdfunding dei Gattini esplosivi

Gattini Epslosivi Crowdfunding

Exploding Kittens , il gioco di carte illustrato dal fumettista web Matthew Inman aka The Oatmeal ha raggiunto in pochi giorni la vetta di KickStarter, la piattaforma americana di crowdfunding. I gatti esplosivi diventanoil progetto più “finanziato” di tutti i tempi, avendo raccolto (fino ad oggi) 516 volte di più di quanto richiesto alla rete. La campagna, che aveva come goal la raccolta di 10.000 dollari, in 24 ore ha raggiunto il milione. Dopo una decina di giorni, 5,1 milioni di dollari.

Il gioco — annunciato come “la versione felina della Roulette Russa" — ha superato Double Fine Adventure (il gioco di Tim Schafer), il sequel del film di Veronica Mars e il ritorno di Reading Rainbow, grazie ai suoi attuali 130.000 sostenitori.

Le regole sono molto semplici. Carte ammucchiate al centro del tavolo, a turno i giocatori ne pescano una. Se trovi la carta “esplosiva”, sei eliminato; a meno che tu non decida di giocare una delle carte capaci di disinnescare l’esplosivo. Nel mentre puoi anche saltare un turno, attaccare gli altri giocatori, dare una sbirciatina alle carte e attivare poteri speciali.

Exploding Kittens è solo uno dei 190.000 progetti finanziati con 1,5 miliardi di dollari fino ad oggi su KickStarter dal 2009, anno della sua fondazione. Insieme ad Indiegogo, Fundable, Earlyshares e Crowdfunder, KickStarter è uno dei più innovativi sistemi di accesso al credito partecipativo. Dalla sua introduzione, il Crowdfunding ha ampliato e accellerato i processi di ricerca dei finanziamenti. Riduce i costi, coinvolge e cattura il pubblico prima ancora di avviare la produzione/lo sviluppo di un prodotto o servizio, permette di predire la domanda e abilita anche le realtà più piccole ad ambire a dei round di finanziamento altrimenti impensabili. Ha lanciato artisti, alimentato campagne politiche, ha contribuito a raccogliere fondi in caso di catastrofi, ha permesso lo sviluppo di software, sostenuto iniziative di citizen journalism, alimentato la ricerca scientifica, sostenuto progetti civici e lanciato prodotti di società già esistenti.

Grazie a queste piattaforme hanno visto la luce diversi progetti di successo. Due anni fa lo smartwatch Pebble ha sorpassato il traguardo dei 100.000 dollari in sole due ore, raccogliendo alla fine della campagna più di 10 milioni. Anche Oculus Rift, lo schermo da indossare che da’ accesso alla realtà virtuale, acquisita nel 2014 per 2 miliardi di dollari da Facebook, ha visto la luce proprio su questa piattaforma, raccogliendo più di 2,4 milioni, 10 volte in più del goal prefissato a 250.000 dollari.

Se diamo uno sguardo ai progetti più finanziati su KickStarter vediamo nelle prime 4 posizioni (oltre a Pebble) anche Coolest Coler, il tecnologico frigo bar da picnic, finanziato con 13 milioni dalla rete; Ouya la console per videogame progettata con tecnologie open source utilizzando il sistema operativo Android, con 8 milioni. Infine, Pono Music una sorta di nuovo “ipod”, con annesso store, che raccoglie e distribuisce audio di altissima qualità. L’azienda, di proprietà del famoso musicista Neil Young, ha avviato la sua campagna di fundraising proprio su KickStarter, collezionando più di 6 milioni di dollari in poco meno di un mese.

Aziende, prodotti, servizi che una volta finanziati diventano grandi aziende. Ma non solo. Il potere esplosivo di queste piattaforme ha anche la capacità di farci sorridere. Sfogliando le pagine degli ultimi anni, ce n’è per tutti i gusti: da Meat Soap, il sapone al sapore da bacon, alla Combat Kitchenware metà spada metà padella che ha raccolto più di 46.000 dollari da quasi 700 persone. Per finire troviamo Bug a Salt, la pistola ammazza mosche a suon di sale che ha raggiunto addirittura i 500.000 dollari. Per non parlare del Chicken Burrito da più di 1.000 dollari e dell’insalata di patate da 55.000 dollari.

Esplosione di successo, di dollari raccolti e di creatività. A questo punto mancavano solo i gattini.

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