5 Marzo Mar 2015 1700 05 marzo 2015

A Milano si multano gli automobilisti per fare cassa

A Milano si multano gli automobilisti per fare cassa

Autovelox Strada Urbana

Il vaso di Pandora lo ha scoperchiato una ricerca del Sole 24 Ore. Secondo lo studio effettuato dal quotidiano economico, nell’ottica di un generale abbassamento delle sanzioni inflitte agli automobilisti indisciplinati in tutta Italia, a Milano si registra un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente. Che tradotto in moneta sonante significa oltre 140 milioni di euro incassati nel 2014 dalle casse comunali e una media di 176 euro pagati da ogni patentato che si muove nel territorio milanese. Per fare un confronto, a Roma gli incassi provenienti dalle multe nel 2014 si sono attestati intorno a 117 milioni di euro con una media di 65,3 euro ad automobilista e un abbassamento del 23,8% rispetto ai dati del 2013. A Napoli un incasso di 24,7 milioni corrisponde ad una media di 46,9 euro per automobilista e un -19,7% di incassi sul 2013. Mentre a Firenze, città con la seconda media nazionale più alta per sanzione al singolo patentato (140 euro), si registra una diminuzione del 3,5% a cui corrispondono incassi per 33,1 milioni.


Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati Siope e Istat

Milano fa registrare un aumento del 6,2% di multe effettuate rispetto all’anno precedente. Oltre 140 milioni di euro incassati nel 2014 dalle casse comunali e una media di 176 euro pagati da ogni patentato

Il dato davvero interessante però riguarda le tipologie di multe. Se, secondo i dati, le sanzioni inflitte dai vigili della polizia municipale sono diminuite, la stangata per gli automobilisti milanesi arriva dagli autovelox posizionati in alcune zone strategiche della città. Per chi attraversa Milano in macchina questa notizia non dovrebbe lasciare per nulla basiti, dato che sono ormai all’ordine del giorno gli automobilisti che si lamentano dell’eccessiva rigidità — c’è chi sostiene di aver preso multe superando anche soltanto di 1km/h il limite imposto — dello strumento per rilevazione della velocità installato dal Comune nel marzo 2014. Le zone più a rischio sanzione sono ormai note a tutti: il cavalcavia del Ghisallo, viale Famagosta e via Palmanova. Un vero salasso per chi guida, una gallina dalle uova d’oro per chi incassa. Per dare qualche dato, in meno di un anno gli autovelox hanno comminato qualcosa come 1milione e 400mila multe agli automobilisti, per una media che sfiora le 4mila sanzioni ogni giorno.

A tutto ciò va aggiunto il mezzo pasticcio in cui è coinvolto Palazzo Marino sulla questione delle notifiche delle multe. Sembra che molte delle sanzioni effettuate dai velox siano state notificate oltre il termine legale dei 90 giorni dall’avvenuta infrazione. Motivo per cui l’associazione dei consumatori Altroconsumo, oltre a diffidare il Comune dal continuare a inviare sanzioni in ritardo, ha aperto una sezione del sito in cui tutti gli automobilisti potranno ricevere l’assistenza necessaria per fare ricorso al Prefetto, gratuitamente ed entro 60 giorni dalla notifica del verbale, compilando un semplice modulo. “Quella che, da subito — si legge sul sito di Altroconsumo.it — è sembrata un’operazione volta più a fare cassa sui cittadini che a tutelare la sicurezza stradale, ha suscitato diverse polemiche”. L’oggetto del contendere riguarda più che altro la scelta da parte di Palazzo Marino di calcolare il decorrere dei 90 giorni a partire dal momento in cui la foto viene visionata dai funzionari, e quindi da quando di fatto viene accertata la violazione del codice della strada, e non da quando questa è stata effettuata.

“Sostenere, come sta facendo il Comune di Milano — si legge ancora sul sito di Altroconsumo — che i 90 giorni decorrono da una data successiva a quella della violazione, è illegittimo. Anche perché, se così fosse, non si capisce a cosa serva il termine dei 90 giorni previsti dalla legge, che a questo punto sarebbe nelle mani della pubblica amministrazione. Si tratta di una grave scorrettezza nei confronti dei cittadini, perché in tanti pagheranno convinti che non ci sia niente di irregolare”. In più Altroconsumo richiede che vengano restituiti ai cittadini i soldi delle multe che sono state già, oltre alla sospensione dell’invio dei verbali nei confronti di chi, una volta effettuato il ricorso al Prefetto, non ha comunicato i dati di chi si trovava alla guida dell’autoveicolo. Tra l’altro sulla questione ha detto la sua anche il ministero dell’Interno che a fine del 2014 si è espresso a favore degli automobilisti multati in ritardo.

È sembrata un’operazione volta più a fare cassa sui cittadini che a tutelare la sicurezza stradale. Si tratta di una grave scorrettezza nei confronti dei cittadini, perché in tanti pagheranno convinti che non ci sia niente di irregolare

Tuttavia va detto che, a guardare i numeri, ci si rende conto di come gli autovelox sembrano essere stati un deterrente efficace nei confronti degli automobilisti più imprudenti. La media giornaliera di multe rilevata a novembre 2014, ad esempio, è significativamente inferiore rispetto a quella di cinque mesi prima, così come è scesa ancora nel mese di gennaio 2015 toccando il minimo di 2.211 multe in un giorno. I malumori sul fronte politico non sono mancati, e c’è già chi considera il tema delle multe un possibile ago della bilancia della prossima campagna elettorale, a prescindere dai candidati. Riccardo de Corato, ex vicesindaco di Milano, sulle pagine del Corriere della Sera ha lanciato l’ennesima invettiva contro il sindaco Giuliano Pisapia, accusandolo di “raschiare il fondo delle tasche dei milanesi”

Nonostante ciò da Palazzo Marino fanno sapere di voler continuare a perseguire la medesima strada: le multe continueranno a venire recapitate e il conteggio dei 90 giorni partirà dall’avvenuta verifica dei funzionari di polizia.

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