9 Marzo Mar 2015 1000 09 marzo 2015

La misteriosa morte di Tupac & Biggie, i re del rap

La misteriosa morte di Tupac & Biggie, i re del rap

Notorious Big

Questa è la storia di Lesane Parish Crooks e Christopher George Latore Wallace III, meglio noti come Tupac Shakur e Notorious B.I.G., ed è una storia senza finale. Entrambi sono stati uccisi a sangue freddo, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro,  Tupac il 13 settembre del 1996 a Las Vegas, Biggie il 9 marzo del 1997 a Los Angeles. Entrambi sono nati a New York. Entrambi, al momento della loro morte, avevano soltanto ventisei anni. Entrambi erano considerati i re del rap delle rispettive coste degli Stati Uniti, quella occidentale per Tupac, quella orientale per Biggie. Entrambi sono morti miliardari. Sebbene le loro morti sono in qualche modo intrecciate, non si è ancora capito se siano collegate. E dI nessuno dei due omicidi, a distanza di quasi vent'anni, c'è ancora un colpevole.

Questa è la storia di Tupac Shakur e Notorious B.I.G., ed è una storia senza finale

La storia comincia qualche anno prima. È il 1992 quando due ambiziosi e spregiudicati ragazzi losangelini fondano l’etichetta discografica Death Row Records. SI chiamano  André Romell Young e Marion "Suge” Knight. Il primo, con lo pseudonimo di Dr.Dre è stato il produttore e beatmaker degli N.W.A., band seminale per tutto il gangsta rap della wat coast, i primi a ricevere un invito «a darsi una calmata» dalla polizia di Los Angeles, per un brano che si intitola “Fuck da police” e che lascia poco spazio alle interpretazioni. Quando Dr. Dre, per questioni di soldi, decide di mollare gli N.W.A. e la Ruthless Records, Knight coglie la palla al balzo e gli offre di entrare in società. 

Passa qualche mese e anche dall’altra parte dell’America nasce un’etichetta discografica. Si chiama Bad Boy e a fondarla è un giovane produttore newyorchese, in uscita dalla Uptown Records. Si chiama Sean Combs, ma si fa chiamare Puff Daddy. Il primo artista messo sotto contratto dalla Bad Boy è un giovane rapper cui Combs aveva registrato e prodotto una demo, qualche mese prima, quando era ancora alla Uptown. Quel rapper pesa più di cento chili si fa chiamare Biggie Smalls, ma presto cambierà il suo nome d'arte in Notorious B.I.G. Il suo primo singolo, Juicy, scala le classifiche. Il suo primo disco, Ready to die, dato alle stampe nel 1994, è quattro volte disco di platino ed è considerato, ancora oggi, uno dei capolavori dell'hip hop.

Juicy, il primo singolo di Notorious B.I.G.

In quegli anni, dalle parti di Los Angeles, Tupac Shakur è già molto famoso. Il suo album del 1991 2Pacalypse Now è disco d'oro e quello del 1993 Strictly 4 My N.I.G.G.A.Z. è disco di platino. Se Notorious B.I.G. è uno storyteller ironico, tagliente e carismatico, che ammicca alla da vita da gangster, esaltando e rinnegando nel giro di poche rime il medesimo stile di vita fatto di spaccio, puttane, eccessi, Tupac è invece un poeta, più melodrammatico, intellettuale e politico del rivale. Nelle sue rime c'è l'eco delle lotte razziali e delle Pantere Nere — di cui la madre, che l'ha partorito in carcere, faceva parte — e il risentimento verso l'emarginazione e la ghettizzazione. Il primo, Biggie, è il cantore del riscatto individuale, del giovane spacciatore, nero e obeso di Brooklyn che riesce a diventare il re di Manhattan. Tupac è il cantore della rabbia e della rivolta, del riscatto collettivo. Destra e sinistra, più che est e ovest, potrebbe banalizzare qualcuno.

Biggie e Tupac sono in buoni rapporti. Perlomeno, lo sono fino al 30 novembre del 1994

Rivali, certo. Ma Biggie e Tupac sono in buoni rapporti. Perlomeno, lo sono fino al 30 novembre del 1994. Quel giorno, Tupac è a New York - nella città in cui il re si chiama Notorious - e deve registrare dei versi per la canzone di un amico. Una volta entrato nello studio di registrazione, due uomini armati lo rapinano e gli svuotano il caricatore addosso. Tupac sopravvive, non si sa bene come, e si convince  che a volerlo uccidere siano stati Notorious B.I.G. e Puff Daddy, o comunque qualcuno della Bad Boy Records. 

Si convince, o si fa convincere. Piccolo riassunto delle puntate precedenti: il 15 ottobre del medesimo anno, quarantacinque giorni prima dell'agguato, Tupac era uscito dal carcere con l'accusa di aver stuprato una ragazza. Dichiaratosi innocente e convinto di essere stato incastrato, il giovane rapper di Compton accentua il suo carattere già di per sé megalomane e paranoico. Parliamo di uno che snocciola titoli come Me against the world (io contro il mondo) e All eyez on me (tutti gli occhi su di me), tanto per essere chiari. Uno propenso, insomma, a immaginare se stesso come la reincarnazione di Malcolm X, o qualcosa del genere. Non bastasse ci si mette Suge Knight. Quello stesso 15 ottobre, Tupac firma per la Death Row Records. Knight sa bene quanto possa valere, in termini commerciali, la guerra tra east e west coast. Se non soffia sul fuoco, insomma, di certo non fa nulla per spegnerlo.

Indovinate un po' chi sono i due - quello grasso e quello magro - che Tupac minaccia all’inizio della canzone. E indovinate cosa simboleggia il maiale che lui e Snoop Dogg mangiano poco dopo

Ad alimentare la guerra, come succede spesso, è un equivoco. Nel mondo del rap sono frequenti le battaglie dialettiche a colpi di dissin, canzoni in cui un rapper, di fatto, ne insulta un altro. È un genere letterario, un po' come il sonetto stilnovista, e ha le sue regole. Fondamentalmente, è un gioco. Poco dopo il tentato omicidio di Tupac, il 20 febbraio del 1995, Notorious B.I.G,. pubblica un pezzo intitolato Who shot ya? in cui qualcuno legge allusioni, non proprio benevole, a quanto capitato al rivale. Pare, per l'appunto. Sia lui sia Puff Daddy giureranno che la canzone era stata scritta mesi prima, che parla d'altro, che Tupac non c'entra nulla. Sta di fatto, che il rapper losangelino non pare bersela e risponde con una canzone che si intitola Hit ’em up. Se il dissin ha dei confini, Hit 'em up li supera tutti. Tupac è avvelenato: insulta il rivale rima dopo rima, allude di aver fatto sesso con sua moglie Faith Evans,  e minaccia più volte di morte lui e Puff Daddy di morte. In molti lo accusano di aver esagerato, ma lui fa spallucce: «It's a classic battle record». Fa parte del gioco. 

”Hit ’em up” (con i sottotitoli in italiano, nel caso voleste farvi un’idea del livello)

Il gioco però si tinge di sangue. Tupac muore ammazzato pochi mesi dopo aver pubblicato All Eyez on me, il primo doppio album della storia dell'hip hop, 37 milioni di copie vendute. La cronaca, in poche righe: è il 7 di settembre del 1996, siamo a Las Vegas ed è appena finito il match di pugilato tra Mike Tyson e Bruce Sheldon. Tupac è in auto insieme a Suge Knight e stanno andando in un locale, per tirare tardi dopo l'incontro. Una Cadillac bianca affianca la berlina a un semaforo. Partono 12 o 13 colpi, tutti contro Tupac. Quattro vanno a segno. Suge Knight ne esce illeso. Tupac Shakur muore sei giorni dopo, in ospedale. 

La polizia di Las Vegas non sembra interessata a voler risolvere il caso. Così non è per i media e per l’universo hip hop nel suo complesso. Ovviamente, i primi a finire nel tritacarne sono Notorious B.I.G. e Puff Daddy, pesantemente insultati in Hit em up. Secondo i seguaci di Tupac , l'assassinio sarebbe una vendetta per il dissin. I sospetti degli inquirenti, tuttavia, si rivolgono principalmente verso una delle due gang più potenti di Los Angeles, i Southside Crips. Tupac, e più in generale tutta la Death Row, sono infatti vicini, se non addirittura affiliati, alla gang rivale dei Bloods. Inciso: quando parliamo di gang losangeline, parliamo di veri e propri eserciti. Per dire: mentre state leggendo queste righe a Los Angeles ci sono 12.000 Crips, 5.000 Bloods e 30.000 affiliati a gang latine. Ramificazioni delle due gang sono state rilevate persino in Europa.  Il tasso di omicidi collegati alle bande è di circa 250 all'anno. Quello di Tupac, pensano gli inquirenti, potrebbe rientrare fra questi. Una violenta rissa nella hall del Mgm Grand Las Vegas tra Tupac e un membro dei Crips di nome Orlando Anderson - che sarà ucciso a sua volta nel 1998 - corrobora questa tesi. 

C’è anche chi come il rapper Snoop Dogg, caro amico di Tupac, è insospettito dal fatto che Knight sia sopravvissuto all'agguato. Chiunque avesse voluto morto Tupac - fossero i Crips o quelli della Bad Boy, avrebbero a maggior ragione voluto morto il suo produttore. Perché lasciarlo in vita? In una intervista per BBC Radio, il 7 marzo 2005, il regista Nick Broomfield citò le parole del cantante Snoop Dogg, il quale,  alla domanda «Chi uccise Tupac?» risponde: «il ragazzone accanto a lui in macchina... Suge Knight». Per la cronaca: Tupac  stava progettando di mollare la Death Row Records per fondare una sua etichetta. C'è anche il movente insomma, ma nessun indizio, né tantomeno alcuna prova.

Escono parecchie altre piste, più o meno verosimili: da una vendetta della Jewish Defense League, un'organizzazione terroristica ebrea, sino al coinvolgimento del governo e all’ipotesi che Tupac abbia inscenato la sua morte e se la stia spassando da qualche parte in sudamerica. Sta di fatto che a Notorious B.I.G. comincia a sudare la schiena. Colpevole o meno, teme la vendetta e, se deve andare a ovest, si fa proteggere da quegli stessi Crips accusati di aver ammazzato Tupac. Il 9 marzo del 1997, pochi giorni prima dell’uscita del suo secondo disco - dal titolo profetico di Life after death, vita dopo la morte - Biggie si reca nella città degli angeli per girare il video del singolo Hypnotize e subisce lo stesso trattamento del rivale. Una macchina affianca alla sua, un uomo spara. Muore. 

Gli ultimi giorni di vita, Notorious B.I.G. li ha passati a recitare in questo video

Fiumi di inchiostro saranno versati anche per la morte di Notorious B.I.G., alimentando la leggenda e facendo schizzare a oltre 10 milioni di copie vendute il suo secondo disco, uscito postumo, a cadavere ancora caldo. Anche in questo caso, la pista più battuta porterà a un regolamento di conti tra il rapper e la gang dei Crips, cui pare che Notorious B.I.G., o chi per lui, non avesse pagato il servizio di sicurezza. 

La vicenda si fa più spessa, tuttavia, nel 2001, quando esplode il caso Rampart. Lo scandalo prende il nome dalla Divisione Rampart della Crash, un'unità anti-gang costituita dalla polizia di Los Angeles. Uno di questi agenti, Rafael Perez, comincia a parlare e smaschera un mondo di false prove costruite ad arte per incastrare i sospetti, furti, spaccio, rapina a mano armata, spergiuro e occultamento di prove. A essere indagati sono circa settanta agenti. Tre di loro, lo stesso Perez e gli agenti Durden e Mack, risultano essere a libro paga di Suge Knights e della gang dei Bloods. Non solo: risultano essere stati in servizio il 9 marzo 1997 nelle zone in cui Notorious B.I.G. fu ucciso. Non solo: uno di loro, sempre Perez, dichiara che lui e Mack hanno «cospirato per l'omicidio, partecipando all'uccisione di Christopher Wallace».

 Il cerchio pare chiudersi insomma, e su entrambe le morti di Tupac e Biggie aleggia sempre più l’ombra di Suge Knight. Il 29 dicembre 2010 comincia a girare la notizia di un suo arresto per l'omicidio di Tupac, ma la notizia si rivela essere falsa. Nel frattempo, il capo della Polizia di Los Angeles archivia il caso, rinunciando a prendere in considerazione le testimonianze di Rafael Perez. Suge Knight, che ha dichiarato bancarotta nel 2006, è stato da poco accusato di omicidio (un altro) e rischia di passare il resto della sua vita in carcere. Dr. Dre si è dato al business, fondando la Beats, che produce le più famose cuffie per dj al mondo.  Sean Combs è diventato una star proprio grazie alla canzone-tributo che ha inciso per ricordare Biggie, la melensa ”I’ll be missing you“ ed è stato, per alcuni anni, marito di Jennifer Lopez. La costa est e la costa ovest celebrano i loro nuovi dei, come Kanye West e Kendrick Lamar. E le faide sono un ricordo lontano, una pagina di un libro che nessuno vuole riaprire. Tupac e Notorious sono sotto terra e lì restano. «Who shot ya? - chi vi ha sparato? - è una domanda cui nessuno, ormai, vuole rispondere più.

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