12 Marzo Mar 2015 1145 12 marzo 2015

In Spagna c’è anche Ganemos e punta a guidare le città

In Spagna c’è anche Ganemos e punta a guidare le città

Ada Colau

La Spagna sempre più laboratorio di soluzioni politiche innovative rispetto alla crisi dei partiti tradizionali. Dopo Podemos, la formazione politica guidata dal giovane Pablo Iglesias che alle scorse elezioni europee è riuscita a eleggere otto deputati a Strasburgo ed ora viene data in testa da tutti i sondaggi nazionali, è il turno dei “Ganemos” (dal verbo ganar, vincere), nuove esperienze di cittadinanza attiva, che in molte città, presto, sfoceranno in liste elettorali alle prossime elezioni amministrative.

L’esordio è a Barcellona a metà 2014, con la piattaforma lanciata per Barcellona dall’attivista Ada Colau

L’esordio è a Barcellona, appena dopo un mese dalle elezioni europee del maggio scorso. Ada Colau, classe 1974, coautore del libro Vidas Hipotecadas ed esponente di spicco della Plataforma de Afectados por la Hipoteca (Pah), associazione nata sull’onda della crisi immobiliare del 2008 che si è distinta in questi anni per azioni di disobbedienza civile e resistenza passiva contro gli sfratti, annuncia la costituzione di una nuova piattaforma politica e sociale per una alternativa «di sinistra» al governo della capitale della Catalogna, la “Guaynem Barcellona” (“Ganemos Barcellona”, in castigliano).

Il modello è quello dell’Asamblea ciudadana (Assemblea dei cittadini), organizzata per quartieri e rioni (barrios) per favorire il massimo della partecipazione democratica

Il modello è quello dell’Asamblea ciudadana (Assemblea dei cittadini), organizzata per quartieri e rioni (barrios) per favorire il massimo della partecipazione democratica. Anche in questo caso, quindi, c’è il segno delle grandi mobilitazioni sociali degli anni scorsi contro l’austerità, culminate nella grande “acampada” di Puerta del Sol a Madrid nel 2011. Nel frattempo il nome di questo movimento è cambiato, ora si chiama “Barcelona En Comù”, ma la sua versione castigliana, “Ganemos” appunto, ha ormai travalicato i confini della Catalogna e costituisce il nome nel quale si identificano esperienze omologhe in ogni angolo del Paese, da Madrid a Saragozza, passando per Siviglia, Valencia ed una miriade di altri centri minori.

Sul piano programmatico, ed ideale, le affinità tra queste esperienze di cittadinanza attiva e Podemos sono tante. Perfino il logo a forma circolare che hanno scelto è in qualche modo sovrapponibile a quello del partito di Iglesias. Nel merito, i due movimenti condividono lo stesso giudizio sulla crisi e sulla sua gestione da parte dei governi nazionali e delle istituzioni europee. La differenza, invece, sta nella dimensione del loro agire politico, locale nel caso di “Ganemos”, prevalentemente nazionale per Podemos. Per entrambi, tuttavia, rimane un punto fermo: la crisi è stata sfruttata dai governi e dalle oligarchie economico-finanziarie per «lanciare un’offensiva aperta contro i diritti e le conquiste sociali della maggioranza della popolazione». Ai cittadini, pertanto, non resta che organizzarsi dal basso, fuori dal recinto della politica tradizionale, per «riprendersi la democrazia e costruire il proprio futuro», per difendere i servizi pubblici essenziali ed i beni comuni dai tentativi di privatizzazione, per «presidiare i propri diritti» minacciati dal neoliberismo.

Podemos e Ganemos condividono lo stesso giudizio sulla crisi e sulla sua gestione da parte dei governi nazionali e delle istituzioni europee. La differenza sta nella dimensione del loro agire politico

Nei loro programmi, grande rilievo è dato anche al tema del rinnovamento della classe politica ed a quello della moralizzazione della vita pubblica. È un filo che lega non solo tra di loro i vari “Ganemos”, ma gli stessi ai cugini di Podemos e ad altre forze politiche europee nate in questi anni di crisi. «Vogliamo una città che promuova l’onestà dei governanti – si legge nel manifesto di Barcelona En Comù -  ed impedisca la collusione mafiosa tra politica e denaro».  Ancora: «È necessario impedire l’accumulo di cariche, porre un limite agli stipendi ed ai mandati, promuovere agende trasparenti e stabilire meccanismi efficaci di controllo sull’operato dei funzionari pubblici. Vogliamo – è la loro conclusione - un nuovo contratto etico tra cittadini e rappresentanti».

A livello nazionale Podemos, seppure in calo rispetto a qualche mese fa, manterrebbe il primato con un lusinghiero 22,5%

Il prossimo 24 maggio, in ogni modo, si voterà sia a Madrid che a Barcellona. In entrambe le città i “Ganemos” locali hanno stretto un patto elettorale, e di governo, con Podemos e stanno provando a portare dentro la coalizione anche le altre forze della sinistra alternativa ed ecologiste, a cominciare da Izquierda Unida ed Equo, la nuova formazione che raccoglie gli ambientalisti spagnoli. Cosa dicono i sondaggi? L’ultimo rilevamento, condotto su base nazionale per conto del quotidiano El Pais, conferma che Podemos, seppure in calo rispetto a qualche mese fa, manterrebbe il primato con un lusinghiero 22,5%, seguito dai socialisti del Psoe col 20,2% e dai Popolari col 18,6%. Al quarto posto si piazzerebbero i liberali di “Ciudadanos”, seguiti da Izquierda Unita, che si fermerebbe al 5,6%. 

Con questi numeri, la possibilità che le principali città del Paese facciano da apripista ad uno tsunami politico alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento è molto concreta. Anche da qui passa il futuro dell’Europa.

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