2 Aprile Apr 2015 1715 02 aprile 2015

Woodcock, caccia grossa ma solo pesci piccoli

Woodcock, caccia grossa ma solo pesci piccoli

Woodcock

Nato in Gran Bretagna il 23 marzo del 1967 figlio di George, discendente di nobile famiglia inglese, ex insegnante di lingue all’Accademia militare di Livorno, e Gloria. Inglese George, napoletana Gloria. Il giovane Henry John si laurea in giurisprudenza dopo gli studi classici al liceo Umberto di Napoli e nel 1997 si laurea in giurisprudenza, facendo tirocinio con Arcibaldo Miller, lo stesso Miller tra i protagonisti dell’inchiesta sulla famigerata P3.

Nel 1999 il primo incarico alla procura di Potenza e nel 2002 arriva la prima indagine monstre tra appalti dei dirigenti Inail e tangenti sul petrolio da cui prese poi il via il finale “vipgate” nel 2003. In tutto un centinaio di indagati, tra cui Franco Marini, Maurizio Gasparri, Francesco Storace, Anna La Rosa, Tony Renis e altri. Accuse di associazione a delinquere, turbativa d’asta, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento. L’ordinanza una agile lettura di oltre 7mila pagine, il risultato: incompetenza territoriale e trasferimento degli atti a Roma con archiviazioni e processi persi in mille rivoli e mai risolti.

Viene spesso difeso con questa frase: «Almeno è uno che muove le acque»

Due anni dopo si trova 51 richieste d’arresto respinte dal Giudice per le Indagini Preliminari nell’inchiesta “Iene 2”, ma il colpaccio lo prova con il “Savoiagate”. Protagonista dell’inchiesta Vittorio Emanuele di Savoia, arrestato con le accuse di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, alla corruzione e alla concussione. L’inchiesta lascia Potenza e approda a Como perché al centro delle indagini c’è il casinò di Campione. A giudizio tutti assolti, compreso il reale e l’ex sindaco di Campione Roberto Salmoiraghi.

Arriva poi “Vallettopoli” e “Vallettopoli 2” anno di grazia 2006. Tanti indagati, prime pagine, unico condannato Fabrizio Corona anni dopo a Milano. «Se da Potenza ha messo a soqquadro il Paese, che cosa combinerà se lo mandano a Napoli o a Milano?» si chiedeva un anonimo consigliere del Csm, citato da La Stampa, quando nel 2007 Woodcock chiede il trasferimento. Intanto lui arriva in procura in Harley, e nel 2009 arriva il trasferimento a Napoli.

Per trovare il nome di John Henry Woodcock, sostituto procuratore, bisogna andare in fondo a due pagine di nomi sul sito della procura di Napoli. Non c’è nulla di offensivo, è in ordine alfabetico, ma dà comunque l’idea di come “Mr Archiviazione” (uno tra i tanti soprannomi) sia considerato tra i corridoi della procura partenopea e non solo. Bersagliato dalla politica di centrodestra, ora pure da quella di centrosinistra, Henry John viene spesso difeso con questa frase: «Almeno è uno che muove le acque». Peccato si fermi spesso a quello, perché in quasi vent’anni di carriera il pm nato a Tauton in Gran Bretagna ha spesso sparato in alto con le inchieste ma alla fine nella sua rete sono finiti solo i pesci piccoli.

Massimo D’Alema, finito nell’indagine sulla Cpl Concordia a Ischia, è l’ultimo di una lunga serie di big rimasti impigliati nella ragnatela woodcockiana

Massimo D’Alema, finito nell’indagine sulla Cpl Concordia a Ischia, è l’ultimo di una lunga serie di big rimasti impigliati nella ragnatela woodcockiana, che sembra un film horror solo a definirla. Prima di lui ci sono stati Franco Marini, Maurizio Gasparri, ma pure il cantante Tony Renis o Vittorio Emanuele di Savoia. Smacchi su smacchi, flop su flop. A Napoli le uniche soddisfazioni arrivano per Valter Lavitola e in parte sulla P4 di Alfonso Papa. Poi niente di più. Anzi il pool di reati amministrativi napoletano si è dissolto nel 2014 con l’arrivo di Francesco Greco: ora Henry John si trova all’antimafia.

Amato e odiato, con un cognome che tradotto in italiano potrebbe riportare agli affreschi della casa dei Vetti di Pompei, Woodcock di pesci grossi non ne ha mai presi. Ci ha provato più volte, ma senza successo. E adesso è finito per diventare come il principale imputato dell’incosistenza delle inchieste della magistratura. «Quel pm spara a vanvera... spara accuse ridicole, spara nomi a casaccio, è così poco attendibile che il giorno che dovesse arrestare un colpevole lo vedrà finire assolto, è  un personaggio boccaccesco. Si narra che a Potenza ci fosse una liason fra lui e una magistrata donna, adibita ad altra funzione» disse di lui Maurizio Gasparri nel corso di una intervista al Messaggero. Insomma, un ballista e uno sciupafemmine. Risultato: Woodcock querela e Gasparri deve scucire 600 euro di multa.

Chiaccherato pure per una vecchia liaison con la conduttrice di “Chi l’ha visto?” Federica Sciarelli, è stato avvistato più volte con i giornalisti, spesso in vacanza a Fregene. I giornali non gli dispiacciono, né la notorietà. Lo disse lui stesso: «Noi che viviamo in tribunale siamo uomini fortunati perché, senza pagare il biglietto, abbiamo un posto in prima fila nel teatro della vita», e Henry John da Taunton (Gran Bretagna) sembra che di teatrini ce ne farà vedere ancora parecchi.

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