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30 Aprile Apr 2015 1530 30 aprile 2015

La tv che racconta il Made in Italy ai cinesi

La tv che racconta il Made in Italy ai cinesi

Cctv Giglio Tv

Ogni sabato alle 18.30 sulla televisione di Stato cinese Cctv Travel si sente parlare italiano. Per 26 minuti va in onda un programma chiamato “Made in Italy”. Sigla, introduzione di una conduttrice cinese e poi una serie di servizi su quello che gli abitanti del Paese asiatico sembrano più apprezzare dell’Italia: lusso, moda, arte, cibo e vino. I servizi sono in italiano, con sottotioli in mandarino. Il genere è questo: 

Il programma è una coproduzione tra la tv di Stato cinese e una piccola tv italiana, Giglio Tv, che è stata costituita nel luglio 2014

C’è poi una replica sul canale musicale (Cctv 15) e la diffusione su diversi canali pay-tv e multimediali. La trasmissione va in onda dalla fine del 2014 e ha alle spalle una storia particolare. Il programma è una coproduzione tra la tv di Stato cinese e una piccola tv italiana, Giglio Tv, che è stata costituita nel luglio 2014. È partecipata da due istituzioni pubbliche, la Simest (la Società italiana per le imprese all’estero di Cassa Depositi e Prestiti) e il ministero dello Sviluppo economico. Il 51% è invece di Giglio Group, una società con un fatturato di poco meno di 12 milioni di euro e 24 dipendenti, guidata dall’imprenditore Alessandro Giglio. In Italia il gruppo trasmette due canali sul digitale terrestre, Play.me (musica, che ha inglobato Music Box) e Acqua, dedicato agli sport acquatici, che dal 2014 manda in onda anche il canale Yacth & Sail. C’è poi Nautica Channel, diffuso in ben 42 Paesi di quattro continenti e dedicato anch’esso agli sport acquatici. 

Alessandro Giglio: «Stiamo allestendo un ufficio anche a Shanghai che si occuperà prevalentemente di e-commerce»

Dieci dei dipendenti del gruppo lavorano al progetto cinese, sette in Italia e tre a Pechino. «Stiamo allestendo un ufficio anche a Shanghai che si occuperà prevalentemente di e-commerce», racconta a Linkiesta Alessandro Giglio. «L’aspirazione a diventare editori televisivi in Cina - spiega - è nata nel 2004, quando organizzammo la cerimonia inaugurale del Gp di F1. Noi abbiamo sempre perseguito l’obiettivo, ma i tempi non erano maturi. Con l’attuale presidente cinese, Xi Jinping, si sono creati i presupposti per delle partnership con aziende straniere anche nel settore dei media. Da parte della Cina c’è grande apertura ora nel settore delle telecomunicazioni». 

Prima di fondare il gruppo omonimo, Giglio si è occupato della progettazione e realizzazione di grandi eventi e spettacoli teatrali e televisivi tra cui “Carramba Che Sorpresa”. Nel 2004 ha organizzato l’evento inaugurale del primo Gran Premio di Formula 1 a Shanghai per conto della presidenza del Consiglio dei ministri trasmesso in diretta su Cctv con oltre 500 milioni di telespettatori, come riporta il profilo societario. Ha poi vari incarichi, tra cui quello di vicepresidente nazionale Unat- Agis, di membro del Comitato tecnico del ministero del Turismo e dello Spettacolo e proboviro in Confindustria Radio televisione.

Giglio: «Complessivamente gli spettatori sono 100 milioni. Abbiamo avuto una richiesta da parte di Cctv di ampliare la coproduzione»

I numeri di cui si parla, trattandosi del mercato cinese, sono impressionanti. «Secondo i dati di ascolto ufficiali di Cctv - si legge nel profilo societario -, il magazine registra settimanalmente un audience di circa 100 milioni di telespettatori». La cifra corrisponde all’obiettivo di ascolti indicato nel bilancio 2013 della società. Non è stato possibile avere una conferma indipendente. «Complessivamente gli spettatori sono 100 milioni - dice a Linkiesta Alessandro Giglio -. Anche per i parametri cinesi, il programma è molto seguito e gradito. Abbiamo avuto una richiesta da parte di Cctv di ampliare la coproduzione. Non ci aspettavamo un successo così importante». 

Per entrare in Cina Giglio ha mosso le leve della politica. Nel Paese, si legge nel profilo societario, il gruppo «ha rapporti consolidati con le principali istituzioni e vanta la partnership con il Partito dei Giovani Comunisti Cinesi». Alessandro Giglio conferma: «In Cina grazie a un accordo con il Partito comunista siamo presenti sulle tre compagnie telefoniche del Paese. Inoltre trasmettiamo sulle due principali piattaforme Web, che complessivamente raccolgono il 70% del traffico videoweb in Cina, con due canali: Italy One e Italian People». 

Giglio: «In Cina grazie a un accordo con il Partito comunista siamo presenti sulle tre compagnie telefoniche del Paese»

Il modello di business prevede diverse fonti di ricavi: le fee dalle pay-tv, la pubblicità nei canali free, la vendita di contenuti ad altri emittenti televisive, i ricavi dalle piattaforme mobile cinesi e la percentuale sul totale venduto sulla piattaforma e-commerce. La piattaforma si baserà sulla tecnologia second screen, cioè la possibilità di acquistare sul tablet i prodotti che sono trasmessi in tv, e sarà in partnership con Yoox. 

La presentazione del gruppo:

La società tra il 2013 e il 2014 ha visto crescere i ricavi (da 9,9 milioni a 11,5 milioni) e gli utili, passati da 76mila a 822mila euro. L’Ebitda (o Margine operativo lordo) del 2014 è stato di 3,3 milioni (29% dei ricavi).

Il gruppo, che è stato inserito nel programma Elite di Borsa Italiana, ha in programma di quotarsi sul listino Aim

Il gruppo, che è stato inserito nel programma Elite di Borsa Italiana, ha in programma di quotarsi entro l’anno sul listino Aim, dedicato alle piccole e medie imprese. «Vogliamo quotarci all’Aim perché aspiriamo ad una crescita costante e robusta - dice Alessandro Giglio -. I fondi mirano a delle crescite molto veloci ma spesso estremamente fragili. Noi stiamo costruendo il nostro futuro, non abbiamo obiettivi di breve respiro». Ci sarà un aumento di capitale, mentre non è prevista un’uscita di soci attuali.  

«La quotazione - aggiunge Giglio - è un’occasione per presentarci in modo diverso a clienti e fornitori. Serve a dare un segnale di maggiore trasparenza. Implica più serietà, impegno e robustezza. Nella nostra compagine societaria c’è già Docomo, la società che controlla Buongiorno, partecipata dal governo giapponese è quotata all Borsa di Tokyo e di New York. Manterrà la sua partecipazione a Giglio Group anche dopo la quotazione, segno che crede nel progetto e ha fiducia nelle potenzialità di crescita dell'azienda». 

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