7 Maggio Mag 2015 0115 07 maggio 2015

Lo scandalo di spionaggio che imbarazza Angela Merkel

Lo scandalo di spionaggio che imbarazza Angela Merkel

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«Der Verrat», il tradimento, titola l’ultimo numero della rivista tedesca Der Spiegel. E il sottotitolo, nella copertina in cui campeggia il viso di Angela Merkel, è molto esplicito: «Il Bnd e il governo federale contro gli interessi tedeschi».

Il Bnd (Bundesnachrichtendienst) sono i servizi segreti esteri della Repubblica federale tedesca, e il caso che ha suscitato un attacco così diretto al governo Merkel ha a che fare con lo spionaggio estero della National Security Agency (Nsa), l’ente governativo americano al centro di uno scandalo internazionale per i suoi programmi di monitoraggio e registrazione delle comunicazioni.

Del caso si stanno occupando, negli ultimi giorni, tutti i media tedeschi. Le opposizioni hanno un’opportunità – finora assai rara – di attaccare personalmente la figura di Angela Merkel, al potere dal 2005. Un sondaggio del diffusissimo tabloid Bild ha concluso che la storia sta danneggiando la reputazione della cancelliera.

Lo spionaggio industriale - e non solo

Nella lunga inchiesta di copertina (qui la versione inglese), lo Spiegel ricostruisce il nodo centrale della vicenda: fin dal 2010, l’ufficio della cancelliera sapeva che la Nsa aveva portato avanti operazioni di spionaggio industriale su diverse aziende europee. Con la collaborazione più o meno consapevole dei servizi segreti tedeschi – e da un certo punto in poi il loro tacito assenso o per lo meno approfittando della loro inazione.

Le opposizioni politiche - e gli stessi socialdemocratici alleati della Cdu - hanno una rara occasione di attaccare personalmente Angela Merkel

Tra le aziende coinvolte nelle attività di spionaggio tedesco-statunitensi ci sarebbero l’Eads, società compartecipata da diversi Paesi europei (tra cui la stessa Germania) nei settori aerospaziale e della difesa, e la sua sussidiaria Eurocopter. La stazione di monitoraggio delle comunicazioni di Bad Aibling, a sud di Monaco – costruita dagli statunitensi e ceduta al Bnd nel 2004 – avrebbe spiato anche il palazzo presidenziale francese, il ministero degli Esteri del paese vicino e diversi suoi diplomatici; la Commissione Europea, enti federali austriaci e il gigante dell’aviazione Airbus.

Quest’ultimo ha annunciato azioni legali, mentre l’Austria ha presentato una denuncia, per ora contro ignoti, per «attività di spionaggio contro l’interesse nazionale», come ha dichiarato il ministro degli Interni austriaco Johanna Mikl-Leitner.

«Sarebbe molto sorprendente se Merkel in persona non fosse venuta a conoscenza di queste circostanze», scrive lo Spiegel. Ma in un’intervista del 2013 con la principale emittente pubblica tedesca, l’Ard, Merkel si limitò a ripetere la versione ufficiale delle autorità americane, e cioè che non c’era stato spionaggio industriale nei confronti delle aziende tedesche.

Tra i bersagli ci sarebbero state anche Airbus, la presidenza francese e autorità austriache

La stampa tedesca accusa Angela Merkel di non aver esercitato a sufficienza i suoi doveri di indirizzo e di controllo sui servizi segreti, sottoposti al potere esecutivo. La storia è emersa una settimana fa grazie a una serie di rivelazioni dello Spiegel, che ha parlato della collaborazione tra i servizi di Germania e Stati Uniti e del fatto che Merkel «non ha fatto nulla per fermare» le loro operazioni.

Lo scandalo minaccia di allargarsi se emergeranno prove solide del fatto che, oltre alle aziende, i tedeschi hanno aiutato anche nello spionaggio di leader politici – tra cui il presidente francese – e istituzioni europee. Ironia della sorte, nel 2013 la stampa mondiale si occupò a lungo della presunta intercettazione del cellulare di Angela Merkel in persona (poi la storia si complicò e le indagini ufficiali sembrano non aver trovato le prove).

Si muovono i magistrati e l’opposizione

Mercoledì 6 maggio Harald Range, il procuratore federale tedesco, ha confermato di aver aperto un’indagine per accertare il ruolo di Angela Merkel nel caso di spionaggio. Nel Bundestag, il parlamento tedesco, i Verdi e il partito di sinistra Die Linke chiedono un’indagine parlamentare e sono cominciate le audizioni in commissione (a porte chiuse) di alcuni esponenti chiave del governo, come il ministro degli Interni Thomas de Maizière. Pochi giorni fa la Bild ha ritratto Maizière con un naso da Pinocchio.

Anche Sigmar Gabriel, il leader dei socialdemocratici che compongono la Grosse Koalition al governo insieme alla Cdu-Csu di Merkel, ha chiesto trasparenza sulla vicenda. Angela Merkel, da parte sua, si è detta «a disposizione» delle commissioni parlamentari, quando riterranno opportuno chiamarla a testimoniare.

Lo Spiegel ha ricostruito come i servizi segreti tedeschi, con l’assenso delle massime autorità del Paese, abbiano aumentato molto la collaborazione con quelli statunitensi all’indomani degli attentati dell’11 settembre.

I servizi segreti tedeschi hanno aumentato moltissimo la cooperazione con quelli Usa dopo l’11 settembre

Ad essi venne permesso di svolgere tutta una serie di nuove attività con la collaborazione locale, ma molto presto i tedeschi si accorsero che la Nsa stava usando alcune strutture per scopi che andavano molto oltre la lotta al terrorismo. Violando i termini dell’accordo di cooperazione stretto nell’aprile del 2002, tra i “bersagli” dell’intercettazione di telefonate, mail e messaggi ci sarebbero stati anche diversi tedeschi. L’accusa principale che viene mossa in queste ore è che per molti anni quelle attività siano andate avanti senza che le autorità tedesche facessero nulla per impedirle.

Nell’estate del 2013, l’ex collaboratore della Cia consulente della Nsa Edward Snowden rivelò di essere la fonte alla base di diverse consegne di materiali riservati, provenienti dall’agenzia governativa statunitense Nsa, al quotidiano britannico Guardian.

Snowden lasciò la casa dove viveva alle Hawaii e, dopo un breve periodo a Hong Kong, andò in Russia, dove rimane da allora concedendo interviste e spiegando le ragioni del suo gesto anche a diversi giornalisti occidentali. Uno degli ultimi ad averlo intervistato è John Oliver, il comico e conduttore del programma Last Week Tonight su Hbo (dal minuto 13 40''):

Lo scandalo internazionale che due anni fa portò all’attenzione del mondo le attività della Nsa interruppe anche le operazioni più dubbie che i servizi segreti statunitensi stavano portando avanti con la collaborazione tedesca.

Nel frattempo, negli Stati Uniti Snowden è stato incriminato per diversi reati tra cui furto di proprietà governative e comunicazione non autorizzata di informazioni sulla difesa nazionale. Per ciascuna imputazione rischia fino a dieci anni di carcere.

Da diversi mesi lo scandalo Nsa non è più un tema trattato sulle prime pagine dei giornali, negli Stati Uniti come in Europa. Ma se la vicenda dovesse avere conseguenze gravi sul governo di Angela Merkel, l’inamovibile padrona della politica tedesca da quasi dieci anni, sulle rivelazioni di Snowden tornerà l’attenzione.

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