9 Maggio Mag 2015 0745 09 maggio 2015

Tassi a zero

Tassi a zero

Trader At Work

I personaggi de I diavoli, romanzo di Guido Brera - cofondatore di Kairos, la più importante società di gestione del risparmio in Italia - escono dal romanzo e raccontano la quotidianità inquieta della finanza internazionale.

L’ultima puntata pubblicata:

***

Londra.

Sul marciapiede di fronte al “Birkbeck College”, al passaggio di Bruno Livraghi gli studenti fanno ala. D’istinto, senza sapere niente di lui. Dev’essere per quell’andatura svelta, aggressiva. O per la faccia da vincente. L’Italiano entra nell’edificio, percorre il corridoio. E intanto pensa.

Pensa al rapporto spietato che ha instaurato con il tempo, alla partita che ha ingaggiato quando ha deciso di occuparsi di finanza. Lo sa come viene giudicato dagli altri. Un drogato della velocità, uno capace di rispettare un solo tempo: quello più rapido. Lo sa come viene guardato da Derek Morgan, o da quel buffo inglese che lavorava per lui: Philip Wade, lo strategist. Vai a capire perché il grande fiuto di Derek si era fermato su un intellettuale perso dietro ai tempi lunghi: il passato, la Storia, il futuro anteriore. Bruno conosce quegli uomini e i loro pregiudizi. Ma sbagliano. E mentre imbocca un altro corridoio gli viene da accelerare il passo. È il momento di dimostrare la capacità di elaborare strategie complesse. Sono mesi che Lui, Bruno Livraghi, non ha sbagliato una mossa. E questa è l’ora della rivincita. La sua.

Non sbaglia dall’autunno dello scorso anno. Ha comprato quando doveva. Ma non soltanto. Ha fatto di più: quelle posizioni le ha incrementate proprio dopo una conversazione con Derek, montando un mega lungo sull’Europa. Bruno Livraghi ha previsto tutto, e tutto ha considerato: addirittura la vittoria di Syriza, e il QE. E tutto è andato secondo i piani. E non appena la pioggia di euro del Quantitative easing ha palesato compratori sicuri, Lui – unico sulla street – ha cominciato a scaricare fino a rimanere short.

Ha fatto profitti enormi. L’aveva previsto, e ha avuto ragione. È andata proprio così. E ditelo adesso che Lui, Bruno Livraghi, non ha pazienza, e sa solo accelerare.

Altri hanno sbagliato i tempi, pensa mentre arriva di fronte allo studio dove ha quello strano appuntamento. Bisognava muoversi al momento giusto, prima che la Bce cominciasse lenta il suo inesorabile piano di accumulo di titoli di Stato. E Bruno l’ha fatto. Sapeva che i “lunghi” montati prima degli acquisti di Francoforte erano troppo grandi per essere coperti tutti e in un solo istante dal compratore finale: l’Eurotower. C’era una parola per questo: positioning. È come in barca, quando l’equipaggio si sposta su un lato, e se sbagli il tempo della manovra, tanti saluti, si va in acqua a bagnarsi.

Il primo che si era innervosito aveva generato un’ondata di vendite. E poi erano venuti a ruota gli algoritmi. A quel punto era stato il panico.

Bruno lo sapeva, e si era fatto trovare short. Perché Lui, Bruno Livraghi, uomo di punta di uno dei più importanti hedge della City e di Wall Street, Lui certi errori non li commette. Lo sa, di fronte alla scritta PHILIP WADE sulla porta. È tutta questione di tempo, pensa con le dita tese per bussare.

«Si chiama kairòs» scandisce una voce alle sue spalle. Pare avergli letto nel pensiero.

Bruno sobbalza, si volta di scatto, gli dà fastidio essere preso di sorpresa. E trova Philip Wade.

L’Italiano misura quel maglione informe, il corpo appesantito, l’aria di chi si perde fra ragionamenti poco concreti. Non si sforza più di capire perché Derek si sia caricato uno così come strategist. Un keynesiano, perdipiù. Ha smesso di sforzarsi da anni. Si conoscono dai tempi in cui Phil lavorava per la grande banca. E da allora non si piacciono, è reciproco. L’unica cosa che hanno in comune è l’amicizia con alcune persone, soprattutto con Derek Morgan. Ma l’invito a tenere una lezione all’università dove Phil insegna, quell’invito a Bruno non è sembrato tanto assurdo, in fondo. Come non sono riusciti a legare, così si riservano la stima degli avversari. Wade vuole regalare ai suoi studenti una prospettiva diversa, e allora è logico che abbia pensato a un raider spregiudicato come lui.

«Io leggo il linguaggio del corpo, ma tu leggi la mente, Phil» dice Bruno.

«Non era difficile indovinare.» Allunga la mano. «Pensano sempre al tempo, quelli come te. Anche quando non vogliono.»

La stretta è decisa.

«E ti assicuro che ne è valsa la pena.»

«Non ne dubito. Hai trovato il tempo giusto» ripete Philip. «Kairòs è una parola greca. Prima ancora, o dopo se vuoi, Kairòs è il dio che corre sulle ali del vento, inafferrabile. L’occasione da cogliere al volo, il preciso istante in cui agire.»

Bruno piega le labbra in un sorriso beffardo: «Professore, i suoi allievi viaggiano a una certa altezza. Non so mica se riuscirò a incantarli…»

Lo studio di Wade è un caos di libri, che tracimano dagli scaffali e nascondono la scrivania. Certo che finisce per distrarsi e arrampicarsi sulle cose astratte, pensa Bruno, guardandolo sulla sua poltrona. Anche lui è seduto, e non sa dove poggiare i gomiti. Si allunga sullo schienale e ritorna al motivo per cui è lì: «Ai tuoi studenti cosa vuoi che dica?»

«Niente di diverso dal tuo punto di vista.»

«Oggi ho finito di coprire tutti i corti della periferia europea. Ho lasciato soltanto uno short Messico su un bond a cent’anni. Ma quello è un mio vezzo.»

«Ci sarebbe il tempo per raccontare la storia di sette generazioni in un secolo…»

«È solo un bond, Phil. Non è Cent’anni di solitudine.»

«Comunque non credevo amassi i tempi lunghi.»

«Da qualche parte i soldi devono andare, non te lo devo spiegare. A proposito: lo sanno cos’è un “corto”, i tuoi studenti?»

Wade ignora la frecciata prima di riprendere a parlare: «Hai fatto ogni mossa al momento giusto. E adesso?»

La domanda è maliziosa. Bruno non riesce a trattenere il disappunto. Né l’attrazione per quella parola. Adesso.

«Te l’ho detto, ho coperto tutto. E per me adesso i tassi sono troppo bassi per shortarli, ma anche troppo bassi per comprarli. Quindi,adesso mi godo lo spettacolo.»

«E fai bene» ribatte Phil. «Ti faccio vedere una cosa di qualche settimana fa.»

E recupera un foglio tra gli altri che invadono il tavolo. Si sporge verso di lui, coprendo la distanza tra loro. Gli passa la stampata di un grafico: sulla colonna verticale ci sono i paesi del mondo industrializzato, disposti per rendimento crescente dal più alto al più basso, e sulla linea orizzontale le scadenze dei bond. Nella parte in alto a sinistra, un triangolo rosso evidenzia i rendimenti negativi dei titoli.

«Lo conosco bene» replica Bruno acido.

«Io l’ho chiamato il triangolo delle Bermude, a proposito di Caraibi» dice Wade. «È bene che non vi avventuriate in quelle acque, Bruno. Lì comandano le banche centrali. E diciamo che hanno dei metodi molto dissuasivi per scoraggiare certe… speculazioni.»

Bruno fissa la pagina. Adesso è serissimo: «Ho comprato in autunno e ho venduto alla fine dell’inverno. Poi in primavera, nel giro di un paio di settimane ho shortato periferia e chiuso i corti agganciando il momento in cui i tassi sono saliti. Adesso precipitano in basso e…» S’interrompe, Bruno. Il viso atteggiato a un’espressione imperscrutabile, lo sguardo perso nel vuoto.

Phil annuisce: «Con i miei studenti puoi partire da qui, da adesso. Dai tassi bassi…»

Dalla finestra si infila la luce grigia di Londra, mostrando i volteggi del pulviscolo nella stanza. Bruno ricomincia a parlare quasi senza farci caso: «I mercati dei governativi si sono mossi in modo frenetico. Le aspettative cambiano di continuo. Qualche giorno fa ho fatto tradare dai miei il Bund come fosse emerging market. C’è chi alza profitti, e chi si affaccia adesso sul mercato e prende tanto rischio. Vince chi si muove prima, Phil. È sempre così. Vince chi anticipa comportamenti e teorie future. E comunque io devo trovare sempre dei rendimenti… È il mio lavoro.»

Leggi tutte le puntate precedenti:

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook