14 Giugno Giu 2015 1330 14 giugno 2015

Come diventare i più intelligenti del proprio giro di amici

Come diventare i più intelligenti del proprio giro di amici

Brain

Non è un mistero che tutti, nel profondo della propria anima, credano di essere molto più intelligenti di quanto non sembri. Anche perché, se si tratta di bellezza – che pure non è una cosa oggettiva – esistono dei parametri abbastanza condivisi, e non ci si può illudere più di tanto: o si è come Brad Pitt o no. Sull’intelligenza, invece, c’è spazio per illudersi. Ad esempio, si può pensare di essere i più intelligenti del proprio giro di amici, anche se non esistono prove effettive che lo dimostrino. Oppure del proprio ufficio. Oppure tra i propri parenti.

Per evitare che questi sogni si trasformino in delusioni, una guida all’intelligenza (per dove, fin dove è possibile, sia chiaro) c’è, ed è elaborata da FastCompany. Consiste in quattro punti essenziali, da studiare con attenzione (a meno che siate troppo intelligenti per considerarla, certo)

Leggere un sacco
Che noia, la lettura. Come se fosse davvero qualcosa che arricchisca. In realtà lo è, almeno un poco. In questo mondo che è cresciuto sull’uso e forse sul culto del libro, dare un’occhiata a qualche pagina ogni tanto non può fare così male. Al massimo, non succede nulla, e si rimane intelligenti come prima.
In ogni caso, leggere non significa solo leggere libri, ma qualsiasi cosa (compresa Linkiesta). Ad esempio, leggendo uno studio dell’Università della California pubblicato su Frontiers in Neuroanatomy, si scopre che gli studenti che hanno passato più di 100 ore a studiare – in quel caso, per superare il test di ammissione per la scuola di legge, ma può andare bene anche per Proust o David Foster Wallace – hanno riscontrato modifiche nel loro cervello. Nel cervello! Insomma, se è vero che l’intelligenza sta lì, si può dedurre che leggere (meglio: studiare) influisce in modo notevole.

Mangiare bene e fare esercizio
Il salutismo aiuta la mente? Eccome. Dal momento che il corpo è un organismo in cui ogni cosa è collegata, è evidente che mantenerlo sano, con una dieta completa che aiuta lo sviluppo e ne rallenta l’invecchiamento, risulti essenziale. È un fatto anche dimostrato dal punto di vista scientifico: uno studio dei ricercatori dell’Università di Boston del 2013 ha notato come l’esercizio fisico migliori le capacità cognitive.

Ascoltare di più e parlare di meno
Una massima di vita essenziale. Insegna la pazienza ed evita le brutte figure. E poi permette di assorbire l’intelligenza altrui, e tutte le informazioni che vengono trasmesse, anche in modo involontario (tono di voce, gestualità). Inserire il tutto in un contesto chiaro, poi, diventa più facile. Si ottiene un quadro della situazione più completo e si capisce di più cosa succede nel mondo. E intorno a se stessi.

Esercitarsi a vedere sempre i due punti di vista
Ci si innamora di una posizione, di un’idea, di uno spunto. E questo impedisce di vedere anche tutto ciò che lo contraddice, o che lo lascia in ombra. Essere curiosi è una buona risposta: aiuta a esplorare e trovare risposte che, perlopiù, vengono ignorate. O che, in generale, chiunque di noi avrebbe ignorato. È anche uno sforzo notevole. Però alla lunga paga. E si diventa più intelligenti? Forse no, ma più corretti ed equilibrati senza dubbio. E questo, negli ultimi tempi, vale forse anche di più.

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