22 Giugno Giu 2015 1700 22 giugno 2015

Recruiting, le nuove frontiere per trovare lavoro online

Recruiting, le nuove frontiere per trovare lavoro online

Recruiting

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel primo trimestre del 2015 il numero di occupati su base annua è cresciuto di un+0,6% (+133 mila unità) e assieme al fenomeno della conversione del lavoro part-time e del Jobs Act, l’Istat ha evidenziato anche un tangibile incremento dei dipendenti a termine e dei lavoratori a tempo pieno. Anche l’Ocse ha ufficializzato il calo della disoccupazione giovanile per aprile del 40,9% contro il 42,5% del mese precedente.

Sarà pure che i numeri fanno ben sperare, ma oggi il problema del lavoro in Italia rimane un fenomeno preoccupante i cui alti tassi di disoccupazione relegano il Paese tra gli ultimi in Europa. La domanda che si pongono milioni di italiani è: come farsi trovare dai responsabili delle risorse umane? E quali i mezzi utili per cercare lavoro?

La storia ci ha insegnato come il camaleontico mondo del lavoro per anni si è avvalso delle agenzie per il lavoro utili – in teoria – a scremare, segmentare e indirizzare le crescenti richieste.

Insieme alle tradizionali agenzie ruotavano i centri per l’impiego e si affacciavano i primi portali di recruiting online. In breve tempo, con il crescere della disoccupazione, i reparti delle risorse umane si sono trovati a processare un numero elevato di curriculum vitae molto spesso inadeguati e inappropriati alla reale richiesta professionale.

I portali di job recruiting online si sono moltiplicati e sono divenuti i primi mezzi d’incontro tra domanda e offerta di lavoro 

È noto a tutti come, negli anni, i trend dell’e-recruitment e della ricerca di lavoro online hanno conosciuto una forte espansione. Ne è testimonianza anche una recente ricerca condotta da Adecco con l’Università Cattolica di Milano che ha evidenziato come nel 2014 il 70% circa degli intervistati ha confermato di usare il web e i social per cercare lavoro (erano il 53% nel 2013) in rete.

Quindi, con l’approdo al web, ai device e alla fruizione in mobilità, i portali di job recruiting online si sono moltiplicati e sono divenuti i primi mezzi d’incontro tra domanda e offerta di lavoro a tal punto che un italiano, Vito Lomele, nel 2012 è addirittura riuscito a vendere al gruppo che possiede il tabloid Daily Mail, la sua startup dal nome appropriato JobRapido. Una sorta di Google del settore capace di catturare e soprattutto riordinare le informazioni a uso e consumo di chi cerca lavoro.

L’intuizione di raccogliere, unire e ordinare le offerte di lavoro di centinaia di siti specializzati su internet vale al pugliese Lomele ben 30 milioni di euro, proprio perché ieri come oggi i portali di recruiting online, i siti di aziende private, le istituzioni, le società di selezione e le agenzie di lavoro interinale affollano la rete a tal punto da rendere complesso e quasi frustante muoversi sul web per compilare, inviare e rispondere alle offerte di lavoro.

«Al posto del classico annuncio le aziende individuano e inviano tramite mail e SMS una proposta di colloquio»

Ed è esattamente facendo leva su tali problematiche e proseguendo nel solco tracciato da JobRapido che oggi nascono diverse startup in grado di offrire una bussola orientativa nel dispersivo e complicato mondo delle offerte di lavoro in rete.

Nuove realtà come Jobyourlife si impongono sul mercato semplicemente favorendo il mismatch e invertendo il classico processo di job recruiting online: sono le aziende che cercano i candidati per aree di interesse geolocalizzando curriculum e competenze.

Gli sviluppi futuri dell’e-recruitment vedranno sempre più le aziende integrare la loro strategia di recruiting con il mobile, ad esempio combinando eventi live come le fiere del lavoro con informazioni geolocalizzate per favorire il mismatch

Infatti, l’italianissima Jobyourlife (400mila users e una media di 1.500/2mila persone iscritte ogni giorno) mediante un motore di ricerca semantico insito nella piattaforma permette alle aziende di individuare i candidati ideali nelle zone geografiche in cui li stanno cercando. «Come avere dei CV professionali su Google Maps» spiega Andrea De Spirt il fondatore di Jobyourlife. «Al posto del classico annuncio le aziende individuano e inviano tramite mail e SMS una proposta di colloquio» precisa il fondatore. Un modo talmente semplice da attirare gli investitori che hanno già finanziato la startup per un totale di 1 milione e 200 mila euro. Un modo innovativo per mettere in contatto profili in cerca di occupazione e aziende ma con dei limiti evidenti come per esempio l’assenza di un App dedicata per smartphone e tablet.

In definitiva, nuovi algoritmi, idee e startup si pongono l’obiettivo di facilitare il matching tra domanda e offerta. Tale processo è ancora poco fluido, il problema sta appunto nel mismatch. Cioè nel fatto che domanda e offerta spesso non s’incontrino.

Gli sviluppi futuri dell’e-recruitment vedranno sempre più le aziende integrare la loro strategia di recruiting con il mobile, ad esempio combinando eventi live come le fiere del lavoro con informazioni geolocalizzate per sfavorire il mismatch.

Mentre per chi cerca lavoro una mano in più arriverà dai social network e dalle nuove startup in grado di favorire l’incontro con il potenziale datore di lavoro, il dialogo online con il proprio futuro capo riducendo i passaggi intermedi per inviare un CV da mobile e sapere quanto prima il risultato della propria candidatura. Chiaramente, i principali vantaggi nell’utilizzo dei social e del web per l’e-recruitment riguardano un risparmio di tempo e denaro e la possibilità di conoscere meglio i candidati. Ad ogni modo attenzione anche a utilizzare in modo corretto tali strumenti web evitando di inserire informazioni e contenuti sconvenienti per non attivare i conseguenti pregiudizi che potrebbero formarsi nel selezionatore.

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